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Bilanci di fine anno 2017 - Civita Castellana - Parla il sindaco Gianluca Angellli

“Un anno passato a far quadrare i conti del comune”

di Daniele Camilli
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Gianluca Angelelli

Gianluca Angelelli

Civita Castellana

Civita Castellana

Civita Castellana - Ponte Clementino

Civita Castellana – Ponte Clementino

Civita Castellana - Piazza Matteotti

Civita Castellana – Piazza Matteotti

Civita Castellana

Civita Castellana

Civita Castellana – “Voglio essere sincero. Trasparenza e sincerità sono due valori che hanno sempre caratterizzato la mia amministrazione. E voglio che sia l’eredità maggiore che lascio”. Esordisce così il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, al suo secondo mandato da primo cittadino. In un territorio che nel 2011 toccò il 33% di disoccupazione con 2mila addetti su tremila del settore ceramico in cassa integrazione. Oggi la disoccupazione è al 12% e le aziende hanno ricominciato ad assumere.

“Se devo fare un bilancio del 2017 – ha poi aggiunto – posso dire tranquillamente che lo abbiamo passato a riequilibrare le casse comunali”.

Di solito i sindaci puntano a raccontare altro come bilancio di fine anno…
“Esatto, ma quello del recupero del gettito fiscale, ossia delle tasse non pagate, è un problema serio che non fa notizia. Ma condiziona l’andamento dei comuni e la loro capacità di spesa, vale a dire la possibilità di agire sul territorio. Non solo, ma è un problema che hanno tutti i comuni. Dipende solo dalla gravità con cui sono stati investiti dalla crisi economica”.

Si spieghi meglio.
“La crisi economica che ha colpito i territori ha significato anche impoverimento delle aziende. Ecco, alcune imprese hanno scelto di non pagare più tasse come Tari e Imu e il comune ha avuto meno gettito fiscale. Questa cosa cosa si riflette anche sulla capacità di spesa dei comuni. Il che significa che nel bilancio comunale le mancate entrate fiscali si traducono in spese. Quindi se un anno ci viene a mancare un milione di euro dal gettito fiscale e in bilancio vogliamo investire cinque milioni di euro in spese a sostegno dello sviluppo del territorio, di fatto non sono più cinque ma quattro perché uno va per forza a coprire le mancate entrate fiscali”.

Quindi le persone non pagano più le tasse perché la crisi li ha in qualche modo impoveriti e le aziende scelgono di non farlo perché altrimenti entrerebbero in seria difficoltà…
“Esattamente”.

Quant’è il mancato gettito del comune di Civita Castellana?
“Oltre un milione di euro l’anno. E questo restringe molto la capacità di azione dei comuni. Come ho detto prima, tanto di più è il mancato gettito, tanto meno sarà la capacità di spesa del comune. Una situazione che interessa tutti i territori e varia al variare della violenza della crisi”.

Comunque sia il territorio ha ripreso a crescere. Testimone ne è il ritorno in cattedra dell’industria della ceramica…
“Sì, le imprese del territorio hanno ripreso a crescere, in particolare modo la ceramica. Sono aumentate le esportazioni e il distretto è di nuovo in corsa. Finalmente da questo punto di vista possiamo guardare al futuro con ottimismo. Cosa che non accadeva dal 2007. Non accadeva più da dieci anni”.

Un anno passato quindi a rimettere in equilibrio le casse comunali.
“Esatto. È stata la priorità. Poi abbiamo accompagnato con tutto il nostro sostegno la ripresa dell’economia del territorio”.

Perché il turismo non è diventata mai una vera priorità in un territorio che invece non avrebbe nulla da invidiare a nessuno. Un centro storico splendido e un territorio ricco di testimonianze archeologiche importanti.
“È vero. Per decenni non ci siamo mai occupati di turismo perché a Civita abbiamo puntato tutto sull’industria, dimenticandoci del territorio. Poi quanto abbiamo pensato di sviluppare una politica turistica i comuni non avevano più risorse per farlo. Inoltre il territorio non ha ancora la capacità ricettiva per poter gestire flussi turistici consistenti”.

Però il turismo è una priorità importante per il territorio. Come pensate di poter recuperare il terreno perduto?
“Innanzitutto per la prima volta siamo entrati a far parte del Gal, il gruppo di azione locale finanziato dal programma di sviluppo rurale della Regione Lazio. E lo abbiamo fatto proprio con la finalità di far crescere il turismo sul nostro territorio. E abbiamo cominciato ad aprire i nostri monumenti a tutta la popolazione. Ad esempio nel 2017 i civitonici si sono riappropriati di tutto il forte San gallo, una struttura che alcuni abitanti di Civita non avevano mai visto. Dobbiamo anche lavorare per poter creare una mentalità turistica in un territorio dove non c’è mai stata”.

Sanità e ambiente, altri due poli importanti del territorio civitonico.
“Sì, due poli importanti e due traguardi decisivi raggiunti nel corso del 2017, con soddisfazione. La prima, dal 6 dicembre abbiamo finalmente un pronto soccorso. Lo aspettavamo dal 1992. Adesso abbiamo una struttura di 500 metri quadrati all’avanguardia. Con una nuova Tac. Poi abbiamo aperto un centro alzheimer 3 volte a settimana a Sassacci. Con oltre il 70% di raccolta differenziata siamo infine il primo comune virtuoso in provincia di Viterbo per le città con oltre 15mila abitanti e tra i primi comuni in tutto il Lazio”.

Daniele Camilli

 

 


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2 gennaio, 2018

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