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“Sarebbe un’attenuante risarcire la mamma e i fratelli di Federico”

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Federico Venzi [4]

Federico Venzi – Aveva 44 anni la vittima dell’omicidio del Riello

 

L'avvocato Samuele De Santis [5]

L’avvocato di parte civile Samuele De Santis 

 

Sabato Louis Francesco Battaglia [6]

Sabato Battaglia – Ha fatto ricorso in cassazione contro la sentenza d’appello

Viterbo – “Sarebbe un’attenuante risarcire i familiari della vittima”. A parlare è l’avvocato di parte civile Samuele De Santis, che col collega Luca Tedeschi assiste i fratelli e la madre di Federico Venzi, il 44enne residente a Caprarola ucciso all’alba del 27 settembre 2015 alla rotatoria del Riello dal 25enne viterbese Sabato Battaglia.

“Battaglia si lamenta che non gli siano state riconosciute le attenuanti generiche nella massima misura, ma in misura inferiore a un terzo, per cui sarebbe stato condannato a cinque mesi in più del dovuto – prosegue il legale – ebbene, da legale delle parti offese, credo che per la suprema corte sarebbe un’attenuante il risarcimento ai familiari della vittima”. 

Il ricorso in cassazione per Battaglia è stato presentato dall’avvocato Domenico Noto, del foro di Reggio Calabria. Lo scorso 14 settembre, il giovane aveva patteggiato nove anni e dieci mesi in appello per omicidio volontario, contro i 12 anni della condanna inflittagli nel luglio 2017  dal tribunale di Viterbo, con lo sconto di un terzo del rito abbreviato. Troppi, secondo la difesa, per cui la pena detentiva avrebbe dovuto essere di nove anni e quattro mesi e andrebbe di conseguenza annullata la sentenza. 

“Battaglia e la sua famiglia ci devono 50mila euro di provvisionale, e non hanno fatto neanche un passo per risarcire moralmente ed economicamente la madre di Venzi per la perdita del figlio”, ribadisce il legale.

Per l’avvocato Noto valgono le conclusioni cui sono giunti i giudici di secondo grado, i quali scrivono: “L’aggressione del Battaglia è stata posta in essere a seguito del comportamneto molesto posto in essere dal Venzi… l’imputato ha reagito … ad un comportamento molesto e fastidioso di un uomo a lui estraneo che, nel cuore della notte, aveva inziato a importunare lui e la sua compagna”. 

Silvana Cortignani


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