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Bimbo morto nello scontro camper-camion - Gli allenatori del piccolo Davide Ciuffreda dopo la tragedia

“Vogliamo ricordarlo mentre correva e rideva…”

di Stefania Moretti
Davide Ciuffreda

Davide Ciuffreda

Il saluto dell'Atletica Scandiano a Davide

Il saluto di un’istruttrice dell’Atletica Scandiano a Davide – Clicca per ingrandire

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

Viterbo – Amava correre. Nuotare. Sciare. Studiare. 
Davide Ciuffreda aveva dieci anni e mille passioni, prima dell’incidente sulla superstrada che lo ha portato via. 

Multimedia: video – fotocronaca

All’Atletica Scandiano lo ricordano sfrecciare sulla pista, una striscia fiammante dentro il prato dello stadio Torelli, dove si allenava un’ora e mezza, due volte a settimana.

“Era tra i più piccoli del suo gruppo”, dicono gli allenatori dell’Atletica Scandiano. “Da quest’anno era entrato nell’agonistica. Lo voleva tanto, anche se era ancora nella fascia d’età di quello che noi chiamiamo ‘avviamento all’atletica’: più una specie di ginnastica gioco che un allenamento”. Forse per questo gli stava un po’ stretto… 

A Davide piaceva gareggiare; andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento: “Mi chiedeva sempre: ‘Quand’è che andiamo in gara? Gli avversari sono forti? Ce la possiamo fare?'” ricorda un’istruttrice. “Poi, però, capitava anche che non potesse partecipare alle gare perché aveva tanti compiti: alla scuola teneva moltissimo, come a tutto ciò che faceva”. 

Anche sulla pista d’atletica parlava della sua scuola a Canali, frazione di Reggio: raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria. Con “parole da grandi”. “Si esprimeva in modo molto preciso. Usava termini da adulto, ragionati. Forse aveva preso questa cosa dalla nonna che è una scrittrice… diceva sempre che, contrariamente a tutti i suoi amici, era triste quando iniziavano le vacanze. Davide era educato, socievole, curioso. Voleva laurearsi. Andare negli Stati Uniti come la zia. Puntava in alto, sognava in grande. Un bambino, ma non come tanti: risaltava. E mancherà moltissimo…”.

La notizia di quell’incidente terribile ha scosso Viterbo, Albinea (Reggio Emilia), dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove andava ad allenarsi. Ieri la mamma è stata trasferita dalla rianimazione al reparto di Chirurgia dell’ospedale Belcolle di Viterbo. I genitori vorrebbero portare Davide a casa per salutarlo lì, tra chi lo ha amato e conosciuto, ma un viaggio fino a Reggio, ora come ora, sarebbe rischioso per le condizioni della mamma, gravemente ferita. 

“Quella che si è consumata nel Viterbese è una tragedia che toglie il respiro”, ha scritto su Facebook il sindaco di Albinea Nico Giberti. “Piangiamo Davide, lottiamo con Antonella e ci stringiamo intorno al papà Michele Antonio e alla famiglia”. 

Intanto, ieri sono ripresi gli allenamenti allo stadio Torelli. Senza Davide ma con il pensiero continuamente a lui. “Torniamo in pista davvero a fatica, ma siamo sicuri che Davide non avrebbe voluto che ci fermassimo”. Oggi, alla gara organizzata anche dall’atletica Scandiano, si osserverà un minuto di silenzio per lui. Pur sapendo tutti che Davide era il contrario del silenzio.  

Ai suoi istruttori piace ricordarlo in una delle ultime corse campestri. La più divertente: “Quando sentì lo sparo che dava il via alla gara, il suo cagnolino scese giù dagli spalti e fece tutta la corsa con Davide. Ridevamo tutti di cuore, Davide per primo… Correva e rideva”. 

Stefania Moretti

6 gennaio, 2018

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