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Schianto camper-camion - Il personale dell'ospedale di Belcolle saluta i genitori di Davide, il bimbo morto nell'incidente sulla Superstrada - La famiglia Ciuffreda è tornata a Reggio Emilia

“La vostra forza è stata una lezione di vita…”

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Antonella Incerti, Davide e Michele Antonio Ciuffreda

Antonella Incerti, Davide e Michele Antonio Ciuffreda

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

L'incidente sulla Superstrada

L’incidente sulla Superstrada

Davide Ciuffreda

Davide Ciuffreda

Viterbo – Michele Antonio Ciuffreda e Antonella Incerti, il papà e la mamma del piccolo Davide, morto a soli 10 anni nell’incidente del 3 gennaio sulla Superstrada, hanno ringraziato quanti gli sono stati vicino. “In particolare i pompieri, gli agenti della polizia stradale, l’equipe del pronto soccorso, della sala operatoria, della rianimazione e della chirurgia specialistica di Belcolle. Il personale ospedaliero – hanno sottolineato Michele e Antonella – ha dimostrato sempre affetto e amore”. E quel personale ospedaliero a loro volta li hanno ringraziati, nel giorno in cui Michele, Antonella e Davide hanno lasciato Viterbo e sono tornati a casa.

“La vostra forza è stata per noi una lezione di vita, un insegnamento – ha scritto un’infermiera di Belcolle -. Ci avete lasciato una ricchezza che non potremo mai dimenticare. I vostri occhi rimarranno per sempre impressi nel nostro cuore e nei nostri ricordi”.


Multimedia: video – Schianto camper-camion, morto bimbo – Scontro camper-camion


Da ieri la famiglia Ciuffreda è a Reggio Emilia, dove tra chi lo ha amato e conosciuto verranno celebrati i funerali del piccolo Davide. Ma non prima della prossima settimana. Papà Michele sta aspettare che le condizioni della moglie migliorino, affinché anche lei possa partecipare all’addio al loro bambino nella chiesa evangelica di Reggio. E ieri Antonella ha lasciato il reparto di chirurgia di Belcolle, dove era ricoverata da venerdì dopo essere stata due giorni in rianimazione. Un viaggio in ambulanza fino a Reggio, dove resterà comunque in ospedale finché i medici non scioglieranno la prognosi. All’ospedale di santa Maria Nuova, dove la donna, infermiera, lavora.

“Ricorderemo sempre la bella città di Viterbo, che avevamo scelto di visitare. Ma anche per ciò che ci è successo – hanno detto Michele e Antonella -. Ci ha consolato l’umanità, la disponibilità e la tenerezza che le persone ci hanno dimostrato. Ognuno ha fatto la sua parte con il cuore. Offrendo vicinanza, competenza e affetto per alleviare il dolore fisico e psicologico che ci è stato imposto. Ringraziamo ogni persona che ha fatto tanto per noi. In particolare ringrazio la famiglia del mio collega Cristiano Garofalo, che mi ha ospitato a casa sua come un figlio. Ricambio a tutti l’affetto ricevuto. La fede nel Signore Gesù che Davide, nostro figlio, aveva nel cuore e voleva far conoscere a tutti, ci aiuterà sapendo che un giorno lo incontreremo in cielo. Durante l’ultimo giorno dell’anno Davide, a un suo amico, ha detto: ‘Amico mio tu devi conoscere Gesù nel tuo cuore, perché domani non sappiamo se ci saremo ancora’. Un insegnamento per tutti”.

Vicino ai genitori del piccolo Davide c’è anche la comunità religiosa a cui appartengono, che su Facebook ha condiviso una foto della famiglia Ciuffreda. Poi il messaggio: “Michele e Antonella stanno ricevendo forza dal Signore attraverso le nostre preghiere fatte a Dio di ogni consolazione. Preghiamo per Antonella, che il Signore la guarisca completamente. Ci sono diversi parenti e fratelli in Cristo con loro per consolarli in questo dolore”.

La famiglia Ciuffreda era a Viterbo per le vacanze di Natale. La mattina del 3 gennaio Davide viaggiava con i genitori sul camper che doveva riportarlo a casa, e dove invece ha trovato la morte dopo lo scontro con un tir. Secondo le prime ricostruzioni della polstrada, il camper era in panne su un margine della superstrada, in direzione Orte. Accostato, per quanto possibile: in quel tratto della Orte-Civitavecchia, al chilometro 60+100 non ci sono piazzole di sosta. Il camionista che se l’è trovato davanti non è riuscito a frenare. Anche lui è finito in ospedale, oltre alla madre di Davide e al bambino, morto dopo i primi soccorsi.

La procura, pm Eliana Dolce, ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

La notizia del terribile incidente ha scosso Viterbo, Albinea, dove Davide abitava, e Scandiano, il paese a dodici minuti da casa dove andava ad allenarsi. Una famiglia conosciuta: il padre è tecnico radiologo all’ospedale di Reggio, la madre infermiera, la nonna Ilde ha scritto libri sulla cucina reggiana.

Davide aveva mille passioni. Amava correre, nuotare, sciare e studiare. A Davide piaceva gareggiare, e andava a correre col papà anche fuori dall’allenamento. Ma sulla pista d’atletica parlava spesso della sua scuola a Canali, frazione di Reggio. Raccontava le lezioni di scienze come se le avesse imparate a memoria.

11 gennaio, 2018

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