--

--

Tutankhamon-560x80

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Trasporti - La lettera del comitato dei pendolari

“Al futuro presidente della regione, salvaguardi i passeggeri della tratta Orte-Roma”

La stazione di Orte

La stazione di Orte

Orte – Riceviamo e pubblichiamo – Al futuro Presidente della Regione Lazio, chi le scrive è il Comitato pendolari della stazione di Orte.

In vista delle prossime elezioni regionali, le sottoponiamo delle problematiche che una volta insediato alla guida della nostra regione, le chiediamo di affrontare a nome dei circa 900 pendolari che quotidianamente si recano a Roma per lavoro, studio o divertimento.

Innanzitutto la questione della concorrenza ad armi impari con i treni dell’Alta velocità. La tratta tra Orte e Roma e viceversa via direttissima vede il traffico promiscuo treni regionali veloci e intercity, destinati ai pendolari, e le Frecce ed Italo destinati ad altri utenti.

Tale tratta risulta iper-trafficata a continuo rischio collasso e infatti non sono infrequenti giornate in cui tutto il traffico da Roma verso nord e/o viceversa si blocca maturando ritardi spaventosi.

In tali occasioni chi ne fa le spese maggiori sono i treni dei pendolari che devono dare sempre e comunque la precedenza all’Alta Velocità. Spesso tali treni vengono anche dirottati sulla linea storica che per il tratto Orte-Roma Tiburtina e viceversa comporta un aggravio dei tempi di percorrenza di 40-50 minuti. 

Al futuro presidente della regione Lazio chiediamo di salvaguardare i pendolari della tratta Orte-Roma, battendosi contro la pratica dell’inchino all’Alta velocità, prodigandosi per aumentare l’offerta dei treni RV e IC a servizio della stazione di Orte.

L’incremento dell’offerta dei treni Rv e Ic consentirebbe di viaggiare in condizioni di sicurezza e comodità al momento non sempre assicurate.

Chiediamo di procedere a comminare penali verso Trenitalia nel caso di ritardi ai nostri danni, onorando quanto previsto nel Contratto di servizio.

Auspichiamo l’impegno a trovare le sinergie per rinnovare il materiale rotabile in alcuni casi vetusto (bagni assenti o fatiscenti, aria condizionata/riscaldamento malfunzionante, sedili/carrozze non sempre puliti).

Anche le condizioni di arrivo e partenza dalle stazioni di Roma Termini e Roma Tiburtina dovrebbero essere migliorate: in caso di binari sgombri da materiale rotabile, generalmente Av, consentire l’arrivo e partenza dei Rv e Ic all’interno della stazione Termini e non destinarli sempre e comunque ai binari est della stessa, riducendo sensibilmente i tempi di uscita dalla stazione in arrivo e di salita a bordo treno in partenza; relativamente a Tiburtina, riaprire l’accesso ai binari al piano -1.

In ultimo le sottoponiamo la questione del Parcheggio di Molegnano ad Orte. 

Nel 2010 tale parcheggio è stato costruito con fondi del comune e della Regione Lazio. In considerazione della posizione nevralgica della stazione di Orte nella rete ferroviaria del Centro Italia e delle migliaia di pendolari che giornalmente la utilizzano, provenienti anche dai comuni limitrofi dell’alto Lazio e bassa Umbria, ci si attendeva una politica tariffaria a tutela dei pendolari.

Invece già dal 2012 il comune di Orte applica un aumento di tariffe (giornaliero da 1 a 1,5 euro; abbonamenti settimanali 6 euro e mensili 24 euro). I pendolari fanno ricorso al Tar, ritenendo questi aumenti ingiustificati; si resta in attesa della sentenza. Nel 2017 un nuovo aumento: i prezzi vengono aumentati di un altro 67%: giornaliero da 1,5 a 2,5 euro; settimanale da 6 a 10 euro; mensile da 24 a 37 euro, questa volta però nei confronti dei non residenti.

 Solo il pronto intervento del CoPeO e dei sindaci dei comuni limitrofi laziali e umbri (Soriano, Vasanello, Vitorchiano, Gallese, Vallerano, Vignanello, Amelia, Penna in Teverina, Giove) riportano il costo del mensile a 24 euro.

Tuttora i Sindaci dei Comuni limitrofi, il CoPeO e tutti i pendolari sono in attesa di risposte dal sindaco di Orte sulla giustificazione economica di tali assurdi aumenti: il sindaco Giuliani nell’unico incontro con i colleghi sindaci (30 maggio 2017) ed in altra occasione con il CoPeO ha sostenuto di avere esosi costi di gestione, ma in realtà da anni non dà nessun servizio se non luce (poca) ed un ufficio aperto solo 3 giorni al mese per fare l’abbonamento.

Inoltre le macchinette per il pagamento non sono abilitate alle carte di credito/bancomat e alla carta moneta e neanche c’è una macchinetta che cambi la carta moneta in monete.

Il comune di Orte anche dopo l’aumento di settembre scorso non ha portato alcuna miglioria al parcheggio (es. a maggio i sindaci limitrofi suggerirono un impianto fotovoltaico o accordo con Trenitalia per la gestione parcheggio….nessuna conferma da allora).

Con questa nostra nota chiediamo al futuro presidente della Regione Lazio un impegno ad intervenire presso l’amministrazione comunale di Orte per riportare il parcheggio all’originale scopo che ha spinto la Regione a finanziarne la costruzione: servire i pendolari nel loro viaggio quotidiano verso il lavoro e non fargli spendere altri soldi per il parcheggio.

Come parametro di valutazione comunichiamo che ad oggi un abbonamento annuale MetroBus Card Lazio costa 590 euro, parcheggiare la macchina ad Orte per 12 mesi 288 euro.

Certi di un interessamento da parte del futuro presidente della Regione Lazio per risolvere le questioni sopra esposte, stante la già difficile vita quotidiana dei pendolari, vi salutiamo cordialmente.

Comitato pendolari stazione di Orte

23 febbraio, 2018

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564