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Viterbo - Giulio Marini a tutto campo - Deluso per le liste Fi alle politiche, amareggiato per essere stato escluso, in regione punta su Sabatini

“Alle comunali ci saranno grosse sorprese”

di Giuseppe Ferlicca

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Giulio Marini

Giulio Marini

Giulio Marini e Daniele Sabatini

Giulio Marini e Daniele Sabatini

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – Deluso per la scarsa rappresentazione del territorio nelle liste di Forza Italia. Nel proporzionale alla Camera solo un viterbese, Giulio Marini non nasconde nemmeno il disappunto il risultato, dopo per lui non c’è stato spazio. In regione punta su Daniele Sabatini e per le comunali a Viterbo prevede grosse sorprese.

Marini, le liste per le politiche sono state chiuse e i candidati di Forza Italia presentati. Con quali risultati?
“Il problema – spiega Giulio Marini – è il modo in cui si è arrivati a formulare e liste, un travaglio che ha portato poca presenza sul territorio”.

È deluso. Non sarà perché lei non figura tra i nomi?
“Io sono stato candidato a tutto e quindi è giusto mettermi da parte. Ma poi, occorre valutare il consenso di ciascun nome. Chi è schierato, ne ha o pensa di averne sul territorio, anche se stiamo parlando di candidature nazionali? Serve gente con esperienza, capacità e un consolidato rapporto con i cittadini”.

Scorrendo le liste azzurre di senato e camera, ritiene che sia stato utilizzato come criterio?
“No, non c’è stato. Con tutto il rispetto per i candidati, ma di questo territorio, solo il quarto posto nella lista plurinominale alla camera vede presente un viterbese, l’assessore di Montefiascone Notazio. Ben poco. Poi ci sono i candidati uninominali, ma non rappresentano tutto il mondo di Forza Italia. Nel proporzionale, a mio avviso, doveva essere rappresentato tutto il territorio. Un valore aggiunto, che manca”.

Quindi, liste competitive o deboli?
“La competizione la trovi motivando il territorio. La mia paura è che ci siano velleità personali e al contrario, non mi pare che ci sia, come ho detto, la riproduzione fedele del nostro territorio. Non a caso, il sindaco di Montalto di Castro Sergio Caci ha scelto di schierarsi con la lista del candidato presidente Parisi. Certamente ci saranno motivazioni personali, rapporti diretti con Parisi, ma è pur sempre un segnale”.

A livello personale è deluso di non essere della partita?
“Ho avanzato richieste, ma mi è stato detto che non c’era spazio. Va bene, anche se non sono convinto. Non ha molto senso preferire nel collegio di Viterbo, sul proporzionale, l’ex presidente della regione Polverini, un ex assessore di Roma, un assessore di Pontecorvo e poi solo il quarto è della Tuscia. Diciamo che non sono favorevolmente colpito da questa rappresentanza in lista”.

Per la regione è andata meglio?
“Pure qui si è perso tanto tempo per arrivare a una decisione che andava presa da tempo, arginare o arrivare a un’intesa con Pirozzi. La linea della convergenza ci avrebbe potuto portare a vincere le regionali senza grossi patemi. Oggi la salita è ripida. Occorre impegnarsi. Gli errori fatti si pagano”.

In regione, delle candidature viterbesi di Forza Italia che ne pensa?
“Daniele Sabatini ha un’esperienza maturata in questi anni. L’altro, Dario Bacocco, non si è ancora misurato con questa realtà. Le due donne le conosco da tempo, saranno motivate a fare bella figura”.

Il suo sostegno è verso Sabatini?
“Daniele è stato mio assessore in comune, l’ho valutato positivamente in amministrazione e poi c’è stata una convergenza d’ideali dentro Forza Italia. La scelta della sua candidatura andava presta tanto tempo fa, perché è giusta”.

Ma con Dario Bacocco, responsabile provinciale del partito, la strada per Sabatini è in salita?
“In salita, ma la corsa la fa, avendo una bici che funziona. Quindi ha la possibilità di arrivare al traguardo con un risultato positivo. Si è costruito una rete di relazioni che lo portano a essere sostenuto. Conosco lui e la sua attività amministrativa, portata avanti con coerenza e schiettezza. È un valore di merito. E oggi, l’errore della politica è non riconoscere il merito. Tutti ne parliamo, ma poi vanno verificati. Lavorare per il territorio e i cittadini, è un grande merito”.

Dopo politiche e regionali sarà la volta delle comunali e Viterbo. In quali condizioni Forza Italia e il centrodestra le affronteanno?
“Ritengo che si stiano aprendo scenari diversi. Vedo all’orizzonte, mutazioni genetiche che mi fanno prevedere un cambiamento. Non di casacche, ma il farsi strada di un contenitore meno circoscritto rispetto al passato. Già nel 2013, tanta gente mi ha fatto presente come con una civica mi avrebbe votato. La riflessione è questa. I partiti come sono composti in questo momento storico non sono più gli attori principali”.

Il panorama per le comunali è destinato a cambiare il 5 marzo, acquisito l’esito di politiche e regionali?
“Il passaggio sarà importantissimo, una sorta di primarie”.

Più liste civiche, prendendo in prestito il nome di quella del sindaco Michelini, si andrà ancora di più “oltre le mura”?
“Sono convinto di sì. Speravo dopo il 2013 in un ricompattamento dei partiti, ma non mi pare che ci sia stato. O almeno, solo in apparenza, giusto per conquistare posizioni di privilegio politico. Prevedo che eccetto gli eletti che arriveranno, ognuno farà quello che gli pare. Ci sarà un rimescolamento. Vedo Chiara Frontini che si sta muovendo in anticipo rispetto agli altri, sta immettendo persone che non hanno un’appartenenza preorganizzata, ma con sensibilità diverse. Manifesta la volontà d’uscire dai contenitori tradizionali”.

Sarà questa la tendenza?
“Beh sì. Frontini il lavoro che sta facendo lo vediamo, ma non c’è solo lei. Dietro le quinte esistono altri, ancora non usciti allo scoperto e che non si sentono rappresentati dai partiti”.

Quindi prevede sorprese?
“Penso che ci saranno grosse sorprese. Sarà una competizione diversa dalle altre nel passato”.

Giuseppe Ferlicca


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9 febbraio, 2018

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