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Maltrattamenti in classe - Al via il processo all'insegnante della materna di Nepi sospesa l'anno scorso per due mesi - Parti civili i genitori di sette scolaretti

Angherie ai bimbi dell’asilo, maestra accusata anche di abbandono di minori

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

Nepi - L'istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – L’istituto comprensivo Alessandro Stradella

Nepi – Oltre che di maltrattamenti è accusata anche di abbandono di minori. E’ la maestra della scuola materna “Stradella” di Nepi, contro la quale ieri hanno formalizzato la costituzione di parte civile i genitori di sette scolaretti.

La donna, Silvia Palma, quarantenne d’origine calabrese, è stata sospesa dall’insegnamento per due mesi il 27 gennaio 2017.

Il processo col giudizio immediato ha preso il via ieri davanti al giudice Gaetano Mautone con la costituzione di parte civile dei familiari delle presunte vittime, sette su 26, assistiti dagli avvocati Mara Mencherini e Marco Russo. L’insegnante è invece difesa dagli avvocati Michele Rizzo e Vania Serena Oliverio, entrambi sostituiti da Fausto Barili. 

In occasione della prima udienza è emerso che l’imputata deve rispondere, oltre che del reato di maltrattamenti, anche dell’articolo 591 del codice penale sull’abbandono di incapaci, commi 1 e 3, che prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni per chiunque abbandoni una persona minore di 14 anni. 

E’ prevista invece una pena da un minimo di due a un massimo di sei anni per il reato di maltrattamenti, previsto dall’articolo 572 del codice penale, aumentata se il fatto è commesso in danno di persone minori degli anni quattordici. E non finisce qui, perché se dal fatto derivano lesioni personali gravi o gravissime, allora la pena massima è fino a 15 anni di reclusione. 

Su richiesta del pubblico ministero, il giudice Mautone ha disposto la trascrizione delle intercettazioni ambientali, rinviando al 9 marzo per l’affidamento dell’incarico al perito. Una volta depositata la consulenza, saranno sentiti i primi testimoni dell’accusa e si deciderà se cominciare dagli investigatori incaricati delle indagini dal sostituto procuratore Paola Conti, oppure dai genitori delle vittime. Il processo, se tutto fila liscio, dovrebbe entrare nel vivo prima dell’estate.

Inchiodata dalle telecamere,  Silvia Palma avrebbe preso gli scolari per le orecchie e a calci nel sedere. Dopo le denunce dei genitori, i carabinieri hanno subito piazzato delle telecamere nascoste all’interno dell’aula. L’indagine non è durata che una manciata di giorni. Agli inquirenti i fatti sono apparsi subito molto evidenti. 

Nei filmati, che non sono stati resi pubblici, si vedrebbe chiaramente l’insegnante intimorire i bambini, alzare le mani minacciando di prenderli a schiaffi. Li avrebbe anche messi in punizione con la faccia contro il muro, arrivando al punto di negargli di andare in bagno. Poi urla, offese e minacce: “Se non la smetti ti picchio”, “Se fai il cattivo ti lego alla sedia”.

Le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Civita Castellana sono scattate a inizio dicembre 2016, dopo le denunce dei genitori che da tempo notavano comportamenti strani nei bambini: rientravano a casa con le orecchie arrossate, erano diventati violenti e si lamentavano in continuazione. 

Silvana Cortignani


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10 febbraio, 2018

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