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Viterbo – Truffa ai piccoli risparmiatori - Ieri l'udienza davanti al tribunale della libertà di Milano

Bancarotta milionaria, il riesame si riserva

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La copisteria coinvolta nell'inchiesta della procura di Milano

La copisteria coinvolta nell’inchiesta della procura di Milano

Viterbo – Bancarotta milionaria e truffa ai piccoli risparmiatori del Viterbese, il tribunale del riesame di Milano si riserva.

Ieri l’udienza nel capoluogo lombardo per i nove arrestati, tra i quali cinque viterbesi, che sperano nel tribunale della libertà per ottenere una revoca o in alleggerimento della misura.

Come nella norma, ascoltate le ragioni dei difensori, i giudici milanesi si sono riservati.

Nessuna revoca o alleggerimento della misura dopo l’interrogatorio di garanzia.

Per questo sono ricorsi al tribunale del riesame i nove arrestati nell’ambito della maxinchiesta sulla presunta bancarotta milionaria della Hi Real Spa,. 

Gli arresti, eseguiti il 16 gennaio dalla guardia di finanza, sono stati disposti dal gip Maria Carla Sacco del tribunale di Milano su richiesta della procura del capoluogo lombardo.

In carcere sono finiti il presidente del consiglio d’amministrazione della Hi Real Spa e il “promotore finanziario”, Alberto Terzilli  e Franco Maria Mattioli, entrambi viterbesi, oltre al broker spezzino Marco Sturlese. Ai domiciliari i tre viterbesi Gianluca Palombo, Augusto Testa e Luca Fazi, oltre a Francesco Paganucci, Alessandro Colamonici e Claudio Nunzio Pezzella.

Luca Fazi, titolare di una copisteria al Paradiso, e il commercialista Gianluca Palombo – difesi dagli avvocati Pietro Porri, Marco Valerio Mazzatosta e Paolo Pirani – sono stati sentiti per rogatoria dal gip Rita Cialoni del tribunale di Viterbo. 

Contro l’arresto di Luca Fazi, in particolare, c’è stata una vera e propria mobilitazione popolare, con decine di “cuori solidali” appesi alla serranda del negozio “Non solo copie” di via della Caserma, chiuso dopo il blitz della finanza.

Sui foglietti a forma di cuore di colore rosso tanti messaggi rivolti direttamente all’imprenditore: “Io sto con Luca”, “Io mi fido di Luca”, “Forza Luca non abbatterti”. Pensa alla forza e al sostegno che ti può dare la tua famiglia”, “Fazi noi siamo con te”. 

I nove arrestati, a vario titolo, sono accusati di avere fatto parte di un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al riciclaggio di denaro, alla falsificazione di documenti, alla truffa, alla bancarotta fraudolenta e all’esercizio abusivo di attività finanziaria.

Tra le altre cose avrebbero truffato piccoli risparmiatori della Tuscia, distraendo sistematicamente i proventi per finalità personali, tra cui soggiorni, acquisto di gioielli e autovetture.

L’inchiesta è partita dal crac della Hi Real Spa, una delle prime aziende immobiliari quotate in Borsa, dietro il cui fallimento, nel maggio 2016, si nasconderebbe un finto aumento di capitale, pari a 7,6 milioni di euro, per mascherare una situazione finanziaria al collasso. Avrebbero inoltre messo a segno una truffa da 16,25 milioni di euro, a danno di una famiglia di origine romana operante nel settore edilizio. E una serie di truffe ai danni dei piccoli risparmiatori viterbesi.


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8 febbraio, 2018

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