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Lettere - Montalto di Castro - Daniela Scatolini racconta il disagio dei condomini delle case Enel e della caduta di un 80enne dalle scale soccorso al buio

“Luce staccata per morosità, intervenga il comune… “

Complesso ex case Enel

Complesso ex case Enel

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – E’ accaduto quello da me tanto temuto e più volte scongiurato.

La questione riguarda il quartiere delle case Enel di Montalto di Castro, dove in molte palazzine, a causa di condomini morosi delle quote condominiali, viene interrotta la somministrazione di energia elettrica, costringendo proprietari ed inquilini a restare al buio.

Giova precisare, poi, che la situazione è ancor più grave se si pensa che le medesime palazzine (e, dunque, i condomini) non hanno, allo stato, sufficienti risorse per provvedere alle necessarie riparazioni degli ascensori che, oltre alla problematica della mancanza di luce, sono per di più non funzionanti.

La circostanza comporta che i condomini si trovano costretti a utilizzare esclusivamente le scale comuni, non illuminate, con i conseguenti rischi che andremo brevemente di seguito a riferire.

Con questo articolo, col quale in ogni caso si intende mettere in rilievo quanto sta accadendo da molto tempo, non si chiede all’amministratore condominiale di anticipare di tasca propria le spese indicate in bolletta, ma si intende invitarlo a comunicare tempestivamente, tramite pec o Ar prima di agire in qualsiasi modo, dunque, prima che la corrente venga staccata, la richiesta di pagamento e pretendere dal proprietario della maggior parte degli appartamenti (il Comune di Montalto di Castro) di sanare il debito delle famiglie disagiate (inquilini), che non sono quindi in grado d pagare il dovuto, facendo, inoltre e dove opportuno, intervenire i servizi sociali.

Infatti, come detto, essendo il Comune proprietario degli appartamenti morosi, è l’ente quindi responsabile in prima persona per gli stessi.

A questo punto mi sorge una domanda: il comune viene avvisato in anticipo delle problematiche in questione? È informato che, all’interno delle palazzine, molti ascensori non funzionano e quindi anziani, disabili hanno difficoltà ad uscire di casa? Se lo è, come mai non si adopera per risolvere il problema?

Le persone non possono essere costrette a restare segregate dentro gli appartamenti, ma devono essere libere di uscire, anche se disabili o anziani con difficoltà motorie. La libertà è un diritto.
E non può essere sacrificato per mera incuria di chi, al contrario, dovrebbe tutelarlo e garantirlo.

A tal proposito, voglio portare a vostra conoscenza un fatto accaduto il 9 febbraio: verso le 18.30 un signore di 80 anni, proprietario di uno degli appartamenti della palazzina I, rientrando a casa, mentre saliva le scale al buio (in quanto l’ascensore pur essendo presente non è più in funzione da tantissimo tempo) è caduto. 

E’ stato chiamato immediatamente il 118, che è arrivato sul posto per soccorrere l’anziano, soccorso che è avvenuto con difficoltà, con l’ausilio di lampadine, a causa del buio.

Il signore è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Tarquinia, con assegnazione di codice verde. Nella caduta ha riportato una contusione faccia e cranio e ferita lacero-contusa cute fronte, che veniva suturata con 10 punti, e trauma cranico.

Una situazione che all’interno della palazzina I si ripete ogni due mesi, con l’arrivo della nuova bolletta che puntualmente non viene pagata subito, con conseguente distacco dell’energia elettrica, facendo rimanere al buio, per diversi giorni (anche 15-20), persone anziane con gravi patologie, ad esempio cardiache, disabili. Ma questo a quanto pare poco conta per chi dovrebbe intervenire.

Ci sono persone che pur non avendo beni al sole, fanno sacrifici per pagare le spese condominiali e il finanziamento che hanno preso per acquistare la casa, come il signore in questione.

Queste problematiche e molte altre che riguardano sempre le case Enel non sono state ancora risolte, non vorrei che tutto ciò scateni una guerra tra poveri.

Visto che il signore si è rivolto a me, dando incarico alla mia agenzia “Disbrigo Pratiche – Progetto Risarcimento” di far valere i propri diritti, farò tutto il necessario, insieme al mio team di esperti, per tutelarlo in ogni sede e porre fine definitivamente a questa situazione di soprusi – presso il “quartiere case Enel” – che va avanti da molto tempo.

Daniela Scatolini
Titolare della Agenzia
“Disbrigo Pratiche – Progetto Risarcimento”

14 febbraio, 2018

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