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Viterbo - Elezioni - Brunella Marconi, segretaria della Cisl scuola, replica a Liberi e Uguali illustrando le iniziative portate avanti

“Cosa ha fatto il sindacato con la 107? Ha messo in campo due anni di lotte”

Brunella Marconi

Brunella Marconi

Brunella Marconi - Segretaria della Cisl scuola

Brunella Marconi – Segretaria della Cisl scuola

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Che cosa ha fatto il sindacato nei due anni della legge 107?”. Questa è la domanda che si pone Liberi e Uguali di Viterbo, in risposta alla sollecitazione a parlare di scuola proveniente da un esponente sindacale della provincia.

Per i sindacalisti che hanno ancora negli occhi e nella memoria la grande mobilitazione di quei giorni non troppo lontani la domanda potrebbe suonare provocatoria, se non fosse il frutto di un’evidente ipocrisia.

Che cosa ha fatto il sindacato? Ha messo semplicemente in campo due anni di lotte, di cui è facile trovare traccia, in tempo di social network, sulle principali piattaforme web, a partire dal canale Youtube della Cisl Scuola del Lazio, laddove sono documentate le manifestazioni in Piazza del Pantheon, davanti al Senato, davanti alla Camera, gli incontri con i membri delle Commissioni parlamentari del settore istruzione, assemblee, interruzione delle attività opzionali, raccolta di firme, sit in, flashmob organizzati in tutta Italia e anche a livello locale.

Che cosa ha fatto il sindacato? Ha semplicemente organizzato il più grande sciopero di categoria che ricordi la storia sindacale di questo paese, con l’adesione di seicentomila operatori scolastici; ha creato un clima di costante confronto sui temi della scuola, di cui è facile, anche qui, trovare traccia sulle rassegne stampa dell’epoca; ha fatto della scuola il centro del dibattito politico per due anni, tra il 2013 e il 2015, il tempo necessario all’approvazione della legge.

Qualche autorevole commentatore di livello nazionale ebbe persino a dire, di fronte alla sconfitta elettorale di Renzi nella consultazione referendaria sulla Costituzione, che quella battuta di arresto fosse il frutto dell’opposizione della scuola.

Noi, che il popolo della scuola lo conosciamo bene, sappiamo che non è così, che gli insegnanti e tutti gli altri lavoratori del settore sono abituati a ragionare nel merito e che il loro eventuale voto negativo al progetto di riforma costituzionale è derivato, semmai, da una valutazione critica dei contenuti e non da un atteggiamento ritorsivo, il quale non appartiene al costume della categoria.

Ma, insomma, il fatto stesso che una considerazione di questo genere sia stata effettuata da uno dei più importanti giornalisti italiani la dice lunga sul livello di mobilitazione che il sindacato seppe creare in quei giorni.

Ciò nonostante, la Buona Scuola passò. Basta rileggere gli atti parlamentari per sapere che passò a colpi di fiducia e che molti dei principali esponenti di Liberi e Uguali non ebbero, al tempo, il coraggio di votare contro il provvedimento (con qualche lodevole eccezione), preferendo non partecipare al voto.

Il sindacato, invece, ha continuato la sua lotta quotidiana e, in un clima politico diverso, ha smontato pezzo per pezzo, attraverso la via contrattuale gran parte del disegno regressivo della buona scuola.

Con il contratto sulla mobilità infatti è stato esteso a tutti la possibilità di chiedere il trasferimento su istituzione scolastica e non solo su Ambiti rimuovendo il vincolo triennale di permanenza ha in gran parte contenuto il disagio di coloro che anche per errore e/o anomalie nella gestione delle operazioni si erano visti assegnare una provincia diversa e spesso lontana.

E’ stata riaffidata alla contrattazione d’Istituto l’individuazione dei criteri di assegnazione ai plessi del personale; anche sulla cosiddetta “chiamata diretta” è stata trovata un’intesa che affida al Collegio dei Docenti l’individuazione dei criteri.

Infine questa mattina all’alba è stato firmato il nuovo contratto collettivo della scuola, con il quale, tra l’altro, sono stati superati altri pezzi importanti della riforma a partire dal bonus premiale con il quale si voleva gerarchizzare la categoria docente.

Noi siamo interessati al dopo elezioni dove verificheremo la coerenza rispetto alle promesse elettorali.

Brunella Marconi
Segretario generale Cisl Scuola Viterbo

13 febbraio, 2018

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