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Grotte Santo Stefano - La puntata dedicata a “Uomini e animali” è stata girata durante una battuta di caccia

Emergenza cinghiali nella Tuscia protagonista della trasmissione Tv7

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Bruno Arconi

Bruno Arconi

Riccardo Primi

Riccardo Primi

Mauro Pacifici

Mauro Pacifici

Antonino Corsini

Antonino Corsini

Emergenza cinghiali nella Tuscia

Emergenza cinghiali nella Tuscia

Grotte Santo Stefano – L’emergenza cinghiali nella Tuscia protagonista della trasmissione Tv7 di Rai1.

La puntata dedicata a “Uomini e animali”, condotta da Paolo Di Giannantonio, è stata girata a Grotte Sante Stefano durante una battuta di caccia al cinghiale.

Parola a tutte le parti in causa: animalisti, cacciatori, ambientalisti e agricoltori.

“I danni sono consistenti – dice Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo e agricoltore ai microfoni della Rai -, devastano raccolti, gli agricoltori possono arrivano anche al 70% di perdita della semina e i ritardi nei pagamenti arrivano fino a tre o quattro anni”.

Secondo Franco Ferroni del Wwf “i cinghiali sarebbero oltre un milione, ma nessuno ha un dato certo. Il problema sicuramente deriva anche dai cacciatori”.

Cacciatori respingono al mittente le accuse. Riccardo Primi, tecnico faunistico AtcVt1 e Antonino Corsini presidente Atc Vt1 spiegano il loro punto di vista.

“Il nostro cinghiale è un pool genetico tra cinghiale autoctono del Centro Italia, Europa del Nord e maiale – dice Primi -. In anni di pasciona arrivano a partorire una media 4,6 cuccioli anche due volte all’anno. Aumentando in modo significato il numero della specie”.

“Il problema – spiega infine Corsini – è l’abbandono dell’agricoltura e l’avanzamento dei boschi, habitat ideale del cinghiale. Mondo venatorio e agricoltura devano fare sistema. Non è facile ma iniziamo a farlo”.

18 febbraio, 2018

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