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Viterbo - Si è fatto arrestare nuovamente a porta Romana lunedì pomeriggio, il 53enne condannato a tre anni per l'aggressione al bar Country

Evade per amore, “beccato” per la quarta volta in tre mesi

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Luigi Mancini

L’avvocato Luigi Mancini

Viterbo – Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Si è fatto arrestare per la quarta volta in tre mesi il viterbese che sta scontando ai domiciliari, a casa del padre ultraottantenne a Roma, la condanna a tre anni per la sanguinosa aggressione al Bar Country del 12 settembre 2016. 

Si tratta di Marco Marcelli, 53 anni, che a Viterbo giunge ogni volta in treno dalla capitale, scendendo sempre alla stazione di Porta Romana, per incontrare la compagna di cui è perdutamente innamorato.

Condannato a cinque mesi e 10 giorni appena giovedì scorso per una delle sue evasioni – due volte in due giorni a novembre e un’altra a gennaio – l’incorreggibile Marcelli si è fatto arrestare di nuovo lunedì pomeriggio, per la quarta volta in tre mesi, mentre si trovava, come sempre, nei pressi della stazione di Porta Romana.

“Erano circa le 14 e stava seduto su una panchina delle Fortezze, vicino al fast food di Porta Romana, l’ho riconosciuto subito perché è persona nota alle forze dell’ordine, così ho chiamato la stazione e i colleghi sono venuti a prenderlo con la macchina di servizio e lo hanno condotto in caserma”, ha spiegato un carabiniere, in quel momento fuori servizio, al giudice Gaetano Mautone, che ha convalidato il fermo.

“Dopo la seconda evasione era stato rimesso in libertà, perché era stata accolta l’istanza di revoca dei domiciliari per motivi di salute, gli stessi per cui non è compatibile con il carcere  – spiega il difensore Luigi Mancini  – è stato però sottoposto all’obbligo di firma, ma a gennaio non ha ottemperato, facendosi trovare ancora una volta a Viterbo, motivo per cui c’è stato un aggravamento della misura ed è stato rimesso ai domiciliari. Lunedì c’è cascato un’altra volta. Viene a Viterbo per vedersi con la compagna, non ce la fa proprio a stare lontano da lei”. 

Nonostante sia ormai un “evasore seriale”, dopo la convalida, il giudice Mautone, per i soliti problemi di salute, ha posto nuovamente ai domiciliari il plrurirecidivo, rinviando al 13 marzo il processo per direttissima. 

14 febbraio, 2018

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