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Viterbo - Il 24 all'Unitus convegno con esperti e gli autori dell'ultima ricognizione sul corpo della patrona

La malattia di santa Rosa sfida la scienza?

Viterbo - La presentazione del convegno sulla malattia di santa Rosa

Viterbo – La presentazione del convegno sulla malattia di santa Rosa

Antonio Maria Lanzetti

Antonio Maria Lanzetti

Suor Francesca

Suor Francesca

Barbara Cuomo

Barbara Cuomo

Antonio Maria Lanzetti e don Emanuele Germani

Antonio Maria Lanzetti e don Emanuele Germani

Viterbo – (g.f.) – Come è riuscita santa Rosa a vivere fino a 17 anni senza sterno e gravemente malata? Un mistero.

Antonio Maria Lanzetti, presidente ordine dei medici di Viterbo lo definisce un prodigio. Tanto da porsi una domanda: La malattia di Rosa da Viterbo sfida la scienza?

La risposta magari arriverà al convegno in programma il 24 febbraio alle 15 all’aula magna Unitus in via santa Maria in Gradi. Ordine dei medici, diocesi, monastero e centro studi, con Sodalizio facchini e comune hanno chiamato esperti e studiosi, compresi i due professionisti che nel 1996 hanno effettuato l’ultima ricognizione sul corpo della patrona.

“Santa Rosa aveva una patologia grave – osserva Lanzetti – avrebbe potuto vivere solo qualche anno, invece è arrivata fino a 17 anni. Qualcosa direi di prodigio”.

La patrona, oltre all’assenza dello sterno, era affetta da cardiopatia, quadro clinico in cui si configura una rara malattia, la sindrome di Cantrel. Ma in base agli studi, ha sofferto per le dolorose crisi respiratorie per tutta la vita, fino alla morte.

A introdurre i lavori, il vescovo Lino Fumagalli, come anticipa don Emanuele Germani, responsabile comunicazione della curia.

“Un incontro voluto dal vescovo – osserva don Emanuele – perché la santa non è conosciuta solo a Viterbo, ma anche fuori dall’Italia, America latina, Spagna. Mai finora la materia di studio era approfondita in questo modo”.

La parte scientifica, ma ci sarà pure altro. Il convegno restituisce l’immagine umana di una santa.

“Di solito, i santi li pensiamo perfetti – continua Germani – senza problemi. Invece Rosa ha vissuto la malattia da santa”.

Il corpo è meta quotidiana di pellegrini. “Lì davanti – spiega suor Francesca – solo a contemplare.

Mi affascina vedere quante persone si mettono di fronte a lei in silenzio.

La malattia non è stata un limite, Rosa non si è fermata e dopo 750 anni parliamo ancora di lei, si diffonde il culto e tutti sono affascinati da questa figura”.

Un incontro rivolto non solo a medici e sanitari. “È aperto a tutti i cittadini – ricorda Barbara Cuomo, responsabile scientifica dell’iniziativa – saranno forniti dati clinici, dalla voce degli autori della ricognizione effettuata nel 1996, Luigi Capasso dell’Università di Chieti e Armando Capelli Marini, professore emerito all’Università del Sacro Cuore”.

Saranno preceduti da una relazione sulla malattia a cura di Renato Cutra del Bambino Gesù di Roma e Sandro Marenzoni, per l’associazione Adulti e bambini con cardiopatia di Viterbo. Alla parte storica, invece, penserà Attilio Bartoli Langeli, presidente centro studi santa Rosa.

21 febbraio, 2018

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