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Battaglia elettorale - Politica - Maurizio Gasparri (Fi) a pranzo a Tuscania sprona il centrodestra viterbese

“La politica non si fa coi like ma tra la gente”

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Tuscania - Maurizio Gasparri

Tuscania – Maurizio Gasparri

Tuscania - Maurizio Gasparri

Tuscania – Maurizio Gasparri

Tuscania - Giovanni e Francesca Arena

Tuscania – Giovanni e Francesca Arena

Tuscania - Giulio Marini e Alessandro Romoli

Tuscania – Giulio Marini e Alessandro Romoli

Tuscania - Rotelli, Bartolacci e Gasparri

Tuscania – Rotelli, Bartolacci e Gasparri

Tuscania - Daniele Sabatini

Tuscania – Daniele Sabatini

Tuscania - Maurizio Gasparri a Tuscania

Tuscania – Maurizio Gasparri a Tuscania

 

Tuscania - Maurizio Gasparri e Francesco Battistoni

Tuscania – Maurizio Gasparri e Francesco Battistoni

Tuscania – (p.p.) – “Dobbiamo spingere i simboli e andare a prenderci questa vittoria. Forza Italia è una corazzata che ha voglia di fare politica”. Il sindaco Fabio Bartolacci sprona il centrodestra riunito a Tuscania.

Fotocronaca: fotocronacaslide

Al pranzo, organizzato dal primo cittadino ha partecipato Maurizio Gasparri candidato azzurro per il senato. Con lui anche gli altri candidati di Forza Italia Battistoni (senato), Sabatini, Arena e Bacocco (regione) e Notazio (camera). C’era anche Mauro Rotelli di FdI (camera) voluto al tavolo, come ha precisato Bartolacci, in quanto “rappresentante del centrodestra, un centrodestra che deve essere unito per vincere le importanti sfide del 4 marzo”.

Bartolacci ha subito salutato Gasparri: “Grazie per essere qui – ha detto – e per aver mostrato vicinanza al nostro territorio con la tua presenza. Torna da ministro per ridarci la forza e l’energia che ci sono mancate in questi anni di governo del centrosinistra. Questa capanna in cui ci troviamo oggi, non è stata scelta a caso. In questi anni, è stato il luogo in cui il centrodestra si è riunito con serenità per stare insieme, senza necessariamente decidere nulla.

C’è gente attiva che ha fatto politica, uomini che possono darsi a fare per convincere la gente a votare, perché la campagna elettorale non è facile, ma ce la possiamo fare. Nel nostro territorio, la Maremma, ci sono agricoltori e imprenditori che non hanno ricevuto risposte e non hanno avuto un euro. Abbiamo ricchezze archeologiche che non vengono valorizzate. La nostra è una zona incazzata che vuole attenzione. Dobbiamo lavorare per questo. Vi chiedo una mano per la vittoria, per dimostrare che siamo diversi dal centrosinistra. Premiamo sull’acceleratore per vincere la Regione e far scattare un consigliere. Dobbiamo superare il 33 per cento, bisogna spingere sui simboli perché la vittoria arriva attraverso il lavoro fatto proprio dai simboli e da noi che li rappresentiamo”.

Gasparri ha messo in evidenza la bella atmosfera che ha trovato e subito si è rivolto ai cacciatori che gli hanno dato lo spunto per un pesante affondo: “Viva chi – ha detto Gasparri – con la caccia rende onore all’ambiente. In commissione, mi sono trovato ad affrontare il problema dei danni provocati dai cinghiali. I 5 stelle hanno detto che hanno ragione i cinghiali. Non vanno votati. Dicono sciocchezze cavalcando la rabbia della gente, poi però bisognerebbe vederli all’opera. Attenzione dunque a non sprecare il voto. La politica non si fa coi like, ma tra la gente.

Così come il Pd che sta sprofondando talmente tanto che non riesce a vedersi nemmeno da solo. Ci hanno accusato di raccontare storie di Babbo Natale. Beh – ha esclamato – meglio babbo Natale che il babbo di Renzi o il babbo della Boschi. Anzi, facciamo un applauso a Babbo Natale”.

Gasparri è intervenuto sui candidati: “Faccio gli auguri alla nostra squadra. Rotelli e Battistoni sono due ottimi candidati radicati sul territorio. Vanno votati. In Regione, Parisi ha le attitudini manageriali e sulla sanità, i trasporti e i rifiuti, le emergenze del Lazio, farà cose buone.

L’Italia è scrigno di bellezza e Tuscania non è seconda a nessuno. Amministrarla – ha detto rivolgendosi a Bartolacci – è un onore, grazie per farlo con una carica di entusiasmo e umanità che è la stessa con cui hai organizzato questa giornata.

Dobbiamo credere nella nostra terra e nei nostri prodotti. Nell’agricoltura. Da questo momento triste dobbiamo uscire. Possiamo avere la maggioranza alla camera e al senato. Ripartiamo dal nostro paese, fermiamo l’invasione per investire i miliardi spesi per mantenere gli immigrati nei settori più in difficoltà. Supportiamo le forze dell’ordine, quindi pensiamo subito al taglio delle tasse. Noi ci crediamo e abbiamo passione. Meritiamo di tornare a governare.

Berlusconi, alla sua età, è sceso in campo perché crede in un governo fatto dal centrodestra, da tutta la brava gente che si è messa in gioco. Scateniamoci fino all’ultimo per avere rappresentanza. Aiutateci con la spontaneità e l’entusiasmo di oggi in questo ambiente conviviale e sincero”.

Ha portato il saluto Daniele Sabatini candidato al consiglio regionale: “È un’elezione che va al di là delle preferenze. È una battaglia contro un presidente, Zingaretti, che si è candidato senza che ce ne accorgessimo. È passato dal tagliare nastri per inaugurare a tagliare nastri chiedendo di farsi eleggere.

Nel Lazio, Irap e Irpef sono i più alti del paese e il governatore non è riuscito nemmeno a uscire dal commissariamento nonostante gli annunci con la ministra Lorenzin. Siamo contrari a ogni forma di voto disgiunto. Abbiamo un candidato preparato e competente e soprattutto del centrodestra. Andiamo convinti al risultato. In Regione vince l’uomo, non le liste. Abbiamo il dovere di portare a casa il risultato. Andiamoci a prendere questa vittoria“.

Quindi Francesca Arena, anche lei candidata in Regione: “C’è bella gente – dice – vedo occhi sinceri. Questi sono gli incontri che ci piacciono. Non come i pranzi degli altri in cui si fanno promesse che sanno poi di non poter mantenere, ma solo uno spirito che ci unisce in una battaglia importante che ci attende. Ho avuto una scuola di onestà e appartenenza a un partito. Dal ’94 vinco e perdo con Forza Italia. Andiamo avanti e vinciamo“.

È toccato quindi a Dario Bacocco anche lui in corsa per la regione: “Sono amministratore da 22 anni, ma questa è la battaglia più grande. Dobbiamo portare Forza Italia a essere il primo partito della provincia. Se sarò eletto, mi impegnerò su sanità, piccola media impresa e infrastrutture. Grande attenzione poi al nostro mondo, il mondo agricolo. Infine, la regolamentazione della caccia che in regione deve avere ampia considerazione. Votate Forza Italia“.

Sull’agricoltura e la difesa dei prodotti del territorio si è soffermato anche Fabio Notazio, giovane candidato alla Camera.

Sempre alla camera ma per Fdi ha parlato Mauro Rotelli: “Quella passata è stata la legislatura col più alto numero di cambio di casacche mai visto. Ecco perché abbiamo formato il patto di fedeltà per dire no agli inciuci e dimostrare la nostra coerenza. Pensiamo al nostro territorio, all’agricoltura, gli imprenditori che soffrono e a tutto quello che abbiamo da valorizzare. Diciamo basta all’invasione e al business della migrazione. Noi ci siamo, siamo pronti a dare il nostro contributo. In questi cinque anni la Tuscia ha avuto cinque parlamentari di cui molti non ricordano i nomi, figuriamoci le azioni”.

Infine, il candidato al senato Francesco Battistoni: “Una cosa di bello in questa legge elettorale c’è ed è che ha avvicinato i candidati alla gente. Ora noi stringiamo mani e ascoltiamo i vostri suggerimenti. Le liste bloccate hanno provocato disaffezione alla politica. Con questa legge, siamo in mezzo a voi e abbiamo bisogno di voi. Non diamo nulla per scontato. Dobbiamo lottare perché c’è una proposta seria e i leader nazionali hanno sottoscritto un programma in dieci punti da attuare con determinazione. Un esempio di buona politica e buon programma. Abbiamo bisogno di infrastrutture e di uscire dall’isolamento. Le elezioni si vincono anche con un voto. Diamoci da fare”.

All’affollato incontro erano presenti tanti esponenti del centrodestra: c’erano, tra gli altri Giulio Marini, il neo forzista Alessandro Romoli, Giovanni Arena, Salvatore Serra, Mauro Pucci, Luigi Maria Buzzi e Giuseppe Fraticelli.

21 febbraio, 2018

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