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24enne preso a pugni e cinghiate a Vignanello - Il gip nella sentenza con cui ha condannato il presidente di Casapound Cimini Jacopo Polidori e il militante Luca Santini a 2 anni e 8 mesi

“L’aggressore minorenne voleva accollarsi tutta la responsabilità…”

Jacopo Polidori, presidente di Casapound Cimini

Jacopo Polidori, presidente di Casapound Cimini

Vallerano - La manifestazione di Casapound

Vallerano – La manifestazione di Casapound

24enne massacrato a Vignanello - La frase goliardica condivisa da Paolo che sarebbe alla base dell'aggressione

24enne massacrato a Vignanello – La frase goliardica condivisa da Paolo che sarebbe alla base dell’aggressione

Viterbo – L’aggressore minorenne “aveva pensato, in ragione della sua minore età, di accollarsi tutta la responsabilità dell’accaduto. In via esclusiva”. Lo scrive il gip di Viterbo nelle trentacinque pagine in cui spiega perché ha condannato il presidente di Casapound Cimini Jacopo Polidori, 31 anni, e il militante Luca Santini, 19, a due anni e otto mesi di reclusione ciascuno per l’aggressione neofascista di Vignanello. È quanto emerge da alcuni messaggi scambiati tra l’aggressore minorenne e Polidori la sera del 13 febbraio 2017, ovvero due giorni dopo aver preso a pugni e cinghiate il 24enne di Vallerano Paolo, colpevole di aver condiviso su Facebook un paio di vignette satiriche nei confronti del movimento di estrema destra. Ma il minore avrebbe ottenuto “un netto rifiuto – sottolinea il gip – da parte di Polidori, che rispondeva con le parole: ‘Non ci pensare bwnenneno (nemmeno), ma tanto ora non ha senso fare le ammissioni di coop (colpa)'”.

Il minore sarebbe stato il primo, “con un pugno”, a colpire la vittima. “Al naso, provocandogli una copiosa fuoriuscita di sangue e la rottura del setto nasale”, spiega nelle motivazioni della sentenza il giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato che poi riepiloga l’aggressione. Il 24enne “era uscito da una pizzeria (di Vignanello, ndr) verso le 23 (dell’11 febbraio 2017, ndr) e si era accorto subito della presenza dei giovani, molti dei quali appartenenti a Casapound”.

Agli investigatori, Paolo avrebbe raccontato che “passando in corrispondenza del gruppo, sono stato strattonato sulla spalla sinistra. Mi sono voltato e ho visto che era stato” l’aggressore minorenne. Il militante, prosegue il gip, “rivolgendosi alla vittima con tono di sfida ha pronunciato le parole: ‘Che puoi venire qui un attimo?’. La vittima, intuito il pericolo, non ha accettato l’invito e si è allontanato velocemente. Voltandosi, si è poi accorto di essere seguito da due, tre persone dello stesso gruppo. Si è quindi diretto verso il giardino davanti al ristorante, sperando di trovare persone che potessero aiutarlo. Durante la corsa, è stato colpito con calci e pugni alle spalle e minacciato perché, secondo gli inseguitori, aveva offeso Casapound per aver condiviso un post pubblicato su una pagina Facebook con il quale il movimento era stato deriso.

Una volta raggiunto – continua il giudice -, è quindi stato più volte colpito dall’aggressore minorenne. Con un pugno, lo ha anche colpito al naso provocando una copiosa fuoriuscita di sangue e la rottura del setto nasale. Chiusi gli occhi per il dolore (la vittima, ndr) ha comunque continuato a ricevere colpi su tutto il corpo senza vedere da chi fossero inferti. Riaperti gli occhi, si è reso conto che ad aggredirlo era stati, tra gli altri, il minorenne e Luca Santini. Pochi istanti dopo si è quindi avvicinato Jacopo Polidori che, con fare minaccioso, ha battuto sul palmo sinistro della mano una cintura per pantaloni con la quale lo ha colpito sulla schiena quattro o cinque volte. Nonostante la vittima lo avesse implorato di lasciarlo stare anche chiamando Polidori per nome, quest’ultimo senza pronunciare parola ha continuato a colpirlo. Una volta che Polidori ha terminato la propria azione, è sopraggiunta un’altra persona di circa trent’anni facente parte del gruppo che, appoggiandogli una mano sulla spalla, gli ha detto: ‘A me dispiace, ma la prossima volta o ti fai i cazzi tuoi o non prendere in giro Casapound’ per poi allontanandosi subito dopo”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

18 febbraio, 2018

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