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Tribunale - Monterosi - In aula il racconto dei carabinieri che, dopo una lunga trattativa, hanno arrestato un giovane su un terreno privato: "Era fuori di testa, ma ci ha aggredito"

“In piena estate stava cercando tra i rovi il bambinello del presepe”

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Monterosi – “Sto cercando il bambinello per il presepe”. Così, in un assolato pomeriggio di piena estate, il 5 luglio 2014, ha risposto ai carabinieri un giovane che, uscendo coperto di graffi e insanguinato da un bosco di rovi di una proprietà privata di Monterosi, non voleva saperne di andare via.

“Sto esplorando”, ha detto ai militari, chiamati dal proprietario dell’area, adibita a rimessa agricola, costringendoli a oltre un’ora di strenue trattative prima di convincersi a seguirli in caserma. 

Nel frattempo ha filmato tutto col cellulare e ha aggredito un appuntato che, avendo riportato lesioni a una mano, si è costituito parte civile, con l’avvocato Walter Pella, al processo per resistenza e lesioni iniziato ieri davanti al giudice Giacomo Autizi. L’imputato è difeso da Mirko Bandiera.

“Il giovane insisteva che voleva vedere i documenti che dimostravano che era in una proprietà privata – ha spiegato il carabiniere – intanto diceva cose apparentemente senza senso, che stava esplorando e che voleva prendere un santino, il bambinello del presepe, che era tra le spine. E infatti è uscito dai rovi con un santino in mano. Sembrava uno con dei problemi di testa”.

“Siccome non voleva saperne di venire via – ha proseguito il militare – abbiamo iniziato una lunga trattativa per convincerlo a lasciare il terreno. Quando sembrava si fosse convinto, mentre partivamo, ha cominciato a correre dietro l’auto di servizio, filmandoci col telefonino e urlando che sarebbe tornato lì, che non potevamo impedirglielo. A quel punto abbiamo deciso di portarlo in caserma, per calmarlo e cercare i genitori, dato che non ci sembrava stare bene. Ma si è ribellato, mi ha aggredito e poi ha continuato a registrare e filmare tutto. Alla fine abbiamo dovuto arrestarlo per resistenza e lesioni”.

Un vicebrigadiere, collega della vittima, ha confermato la ricostruzione, aggiungendo qualche particolare: “Si era anche impossessato di una cassettina di legno, ha detto per farci il presepe, e i proprietari gliel’hanno lasciata prendere. Ma per convincerlo a venire via ci sono volute lunghe trattative e alla fine, quando sembrava tutto risolto, ci ha aggrediti. Si è calmato solo in caserma”. 

Il processo riprenderà il 17 settembre. 

23 febbraio, 2018

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