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Sapori - La collana è curata da Giuseppe Cerasa

Repubblica dedica una guida ai piaceri e ai sapori della Tuscia

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Repubblica dedica una guida ai piaceri e ai sapori della Tuscia e dell'Etruria

Repubblica dedica una guida ai piaceri e ai sapori della Tuscia e dell’Etruria

Viterbo – Repubblica dedica una guida ai piaceri e ai sapori della Tuscia e dell’Etruria. Perché, spiega nell’introduzione il direttore della collana, Giuseppe Cerasa, è “un paradiso di rara bellezza, spesso sottovalutato, colpevolmente, ma che si apre ai visitatori con infinite possibilità di suggestioni e di fruizione. Un paradiso fatto da cammini medievali, itinerari longobardi, terme e relax, bagnato dal mare ma ingentilito da laghi da sogno, con centinaia di luoghi destinati al turismo con bambini, con distretti produttivi che ancora si reggonosulla ceramica di qualità. Ma soprattutto un mondo ricco di storia, a cominciare dagli Etruschi, con Tarquinia, Vulci, Cerveteri, Civita, Castro, Pyrgi, Norchia e Castel dell’Asso. Passeggiate e posti indimenticabili, per finire tra le straordinarie e selvagge immagini di una Maremma che non finisce mai di stupire”.

Dalle castagne di Vallerano, alle lenticchie di Onano. Dal miele del Monte Rufeno, al pecorino romano. “La Tuscia – continua Cerasa – è questo ed altro ancora, con i suoi ristoranti, le sue botteghe, i suoi luoghi sacri e accoglienti, che consentono astrazioni anche meditative rispetto ai tormenti quotidiani di una metropoli come Roma che si abbandona spesso e volentieri per godere la serenità e i ritmi della campagna romana o di una città a misura d’uomo come Viterbo che sublima la sua storia, le sue tradizioni e la sua religiosità nella spettacolare macchina di Santa Rosa, capace di attrarre migliaia di turisti ogni anno tra le strade medievali del capoluogo viterbese. Ma non scordiamoci della Merca di Marta, della fiera del vino di Montefiascone, che celebra cosi il suo Est Est Est.

E poi ci sono il palio di Sant’Anselmo di Bomarzo, l’Ottava di Sant’Egidio di Orte per finire con la sagra dell’olivo di Canino, nel cuore di una zona straordinariamente vocata dove si produce uno dei migliori oli d’Italia. E sempre qui sono nate le aziende vinicole che portano in alto nel mondo il made in Lazio, prodotti vocati all’eccellenza come i formaggi creati in Maremma e attorno a Viterbo o i prodotti dop dalle castagne alle nocciole ai salumi che contribuiscono ad esaltare i valori materiali di questa terra”.

Una terra che, secondo Cerasa, “gioca una partita di differenziazione e di emancipazione rispetto a Roma. Ed è sulla strada giusta”.

Dopo aver sviscerato dieci indirizzi da non perdere, Repubblica chiede ai suoi lettori: “Cosa aspettate ad andare in Tuscia ed Etruria?”.


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2 febbraio, 2018

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