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Politica - Centinaia le persone presenti alle Terme Salus a sostegno della candidata Pd al consiglio regionale - C'era pure Piero Camilli

Tutti in fila per Luisa Ciambella

di Daniele Camilli

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Viterbo - Presentazione della candidatura di Luisa Ciambella

Viterbo – Presentazione della candidatura di Luisa Ciambella

Viterbo - Luisa Ciambella

Viterbo – Luisa Ciambella

Viterbo - Presentazione della candidatura di Luisa Ciambella

Viterbo – Presentazione della candidatura di Luisa Ciambella

Viterbo - Giuseppe Fioroni ed Eugenio Stelliferi

Viterbo – Giuseppe Fioroni ed Eugenio Stelliferi

Viterbo - Piero Camilli

Viterbo – Piero Camilli

Viterbo - Andrea Egidi

Viterbo – Andrea Egidi

Viterbo - Luisa Ciambella

Viterbo – Luisa Ciambella

Viterbo – Tutti in fila per Luisa Ciambella, candidata alle prossime regionali nelle liste del Partito democratico a sostegno di Nicola Zingaretti.

Fotogallery: Luisa Ciambella all’hotel Salus Terme

Tutti alle Terme Salus, lungo la Tuscanese.

“Fare bene. Fare insieme”, lo slogan della candidata. “E questo – ha precisato subito Ciambella – significa per noi ispirarsi ai valori della Costituzione. Nessuna delega in bianco. Solo democrazia partecipata e metodo della concretezza. Quello dei governi Renzi e Gentiloni”.

Centinaia di persone, una appresso all’altra. Prima all’ingresso, lungo un corridoio stretto. Un imbuto di gente. Accanto tavolini e poltrone per sedersi. In fondo un piccolo palco con pianoforte a corda.

Introduce la consigliera comunale Martina Minchella con in braccio il piccolo Tommaso, il figlio appena nato. Se lo porta a tracolla. “Quando mio figlio è venuto al mondo – ha esordito – Luisa c’era, ecco perché oggi anche lui è qui con me”.

Minchella prova a lanciare un video, quello della campagna elettorale. Ma l’audio non si sente.

Sì passa allora in auditorium dove si alternano i testimonial a sostegno della candidatura di Ciambella alla regione Lazio.

In prima fila, oltre al candidato in tandem con Ciambella, Andrea Egidi, di nuovo a capo del Pd viterbese dopo l’ultimo congresso, anche i deputati Giuseppe Fioroni e Alessandro Mazzoli, il presidente della provincia Pietro Nocchi, il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini, il primo cittadino di Grotte di Castro nonché patron della Viterbese calcio, Piero Camilli. Poi, l’assessore provinciale, Eugenio Stelliferi, e gli assessori viterbesi Alvaro Ricci, Sonia Perà e Antonio Delli Iaconi. 

Tra il pubblico, ma in seconda fila, diversi sindaci, dirigenti scolastici rappresentanti del terzo settore, imprenditori e sindacalisti della Cisl, dal segretario generale del sindacato Fortunato Mannino alla segretaria della scuola Brunella Marconi. C’è anche il provveditore agli studi Daniele Peroni.

La musica è affidata a Vasco Rossi. “Sì, tutto è possibile – recita il testo della canzone – persino credere che possa esistere un mondo migliore”.

Le sedie sono disposte per file orizzontali. Fioroni si siede al posto riservato per il sindaco. Ubi major. Ciambella entra in scena imboccando il corridoio centrale. Tra due ali di folla. Strette di mano. Fino a raggiungere il palco. Moquette verde, tre video, due poltrone e sfondo con gigantografia del santino elettorale della candidata. 

“Fare bene. Fare insieme. Questo è  il mio slogan – ha detto subito Ciambella -, e questo per me significa ispirarsi alla costituzione, garantire la partecipazione di tutti e puntare tutto sulla concretezza dell’agire, mettendo al centro il rapporto umano umano le persone”. Le priorità? “Salute, servizi sociali e povertà”.

È lei che modera e chiama le persone a intervenire. È lei che manda i contributi video di Donatella Ferranti (presidente della commissione giustizia della camera dei deputati), Emanuele Maggi (sindaco di Bassano Romano), Annamaria Cori (dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Ellera), Giovanna Rossiello (giornalista), pensionati e altro.

“Per raccontare – come si sente dire in video – Luisa donna, mamma e moglie”. In sintesi, “io mi fido”, la conclusione del contributo. Al tempo stesso un atto di fedeltà e lealtà perché lo scontro elettorale, e non solo quello contro destra e grillini, non sarà semplice. 

“Il politico – spiega Ciambella – una volta eletto deve essere un facilitatore tra istituzioni e cittadini. Alla regione dobbiamo lavorare tutti insieme e alla pari. Fare insieme vuol dire fare bene avendo sempre il coraggio di dirsi la verità. Le istituzioni – sottolinea – non devono promettere posti di lavoro, ma fare squadra”.

Ciambella chiama sul palco anche i big. Tocca prima a Piero Camilli, uomo di destra. Anche lui sostiene la candidata Pd. “Io sono con te – afferma -. Il territorio ha bisogno di gente come te per non sentire più la Regione una realtà lontana dai cittadini”.

Sale poi Andrea Egidi. Chi voterà per Ciambella, sulla scheda elettorale dovrebbe scrivere anche il suo nome e viceversa. Un tempo nemici, oggi alleati. Insieme hanno vinto l’ultimo congresso consegnando il partito a Fioroni. Giacca e cravatta, mocassini neri. Ciambella lo introduce chiamandolo “compagno di strada”.

“Luisa – ha precisato Egidi – ha dimostrato di essere minuziosa e infaticabile. Una donna e un dirigente politico a tutto tondo. E la presenza di così tanta gente questa sera conferma appieno la vicinanza di molti cittadini nei suoi riguardi. Mi hai chiamato ‘compagno di strada’. Proveremo a fare la nostra battaglia, consapevoli del fatto che non saremo quelli che andranno dagli elettori dicendo che tutto è fatto, ma quelli che, orgogliosi di quanto fatto, diranno che c’è ancora molto da fare”.

Una cosa però Egidi la dice. “Basta con il ‘che ti serve’. Alle persone non serve nulla, se non ascolto, umiltà e un progetto di sviluppo complessivo”.

Infine Fioroni. Il suo slogan. “Oggi puoi decidere. Scegli bene per contare”. A tutto campo sullo sfondo. È l’ultimo a parlare prima delle conclusioni di Luisa Ciambella. Sta in piedi, davanti a tutti. Gli argomenti. Il primo è il pericolo fascista.

“Nel nostro Paese – dice il deputato – c’è un ritorno alla violenza fascista, al razzismo e alla xenofobia alla quale né Salvini né la Meloni sono in grado di mettere un freno”.

Anche il problema della sicurezza “è un’invenzione che punta ad alimentare la paura”, così come “se usciamo dall’Europa finiremo per fare il Paese capofila del nord Africa”.

A preoccupare Fioroni non è né Meloni, “perché per fare il presidente del consiglio – ha commentato – bisogna avere alle spalle un partito con i voti”, né tantomeno Berlusconi. “Un candidato virtuale”, così lo definisce. Lo preoccupa Salvini, “vero capo della destra xenofoba e razzista”. Avanti al centro contro gli opposti estremismi. Come un tempo, solo che ‘sta volta all’altro estremo manca la sinistra. 

Fioroni chiude il suo intervento togliendosi il classico sassolino dalla scarpa. “C’hanno accusato di tutto, dicendo che prima o poi sarei finito in galera. Accuse venute da persone che oggi devono rispondere per i danni fatti all’erario”. “Mi hanno accusato di tutto” ha concluso. “Poi – ha aggiunto in perfetto stile andreottiano – è passato l’angelo, e ha detto amen”.

Daniele Camilli

 


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1 febbraio, 2018

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