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Politica - Il premier Paolo Gentiloni nel capoluogo all'incontro Pd con Lorenza Bonaccorsi: "Ce la faremo"

“A Viterbo come nel Lazio possiamo vincere”

di Giuseppe Ferlicca
Paolo Gentiloni e Lorenza BonaccorsiPaolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi

Paolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi

Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni

Lorenza Bonaccorsi

Lorenza Bonaccorsi

Viterbo - L'incontro con Paolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi

Viterbo – L’incontro con Paolo Gentiloni e Lorenza Bonaccorsi

Viterbo - Alessandro Mazzoli e Ugo Sposetti

Viterbo – Alessandro Mazzoli e Ugo Sposetti

A destra, Silvia Somigli

A destra, Silvia Somigli

Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli

Viterbo – “Noi possiamo guidare il paese, altri lo portano fuori strada”. Paolo Gentiloni, il ritorno a Viterbo.

A distanza di pochi mesi, il presidente del consiglio di nuovo nella città dei Papi. A novembre in visita istituzionale, oggi elettorale. Al Salus Terme, l’incontro voluto da Lorenza Bonaccorsi, candidata alla camera.

Sala piena e prima fila con tutti gli esponenti e candidati Pd. “I nostri governi hanno portato il paese fuori dalla crisi – è il pensiero di Gentiloni – dobbiamo continuare il percorso intrapreso”.

– Fotocronaca: Paolo Gentiloni a Viterbo

A dispetto dei sondaggi, vede il partito e la coalizione in ripresa, in vista di politiche e regionali. “Il Pd è pilastro di governi credibili, non c’è alternativa.

A Viterbo possiamo vincere, come nel Lazio con Zingaretti e a livello nazionale. Ce la possiamo fare, ce la faremo”.

Il 4 marzo è una data che preoccupa. Gentiloni prova a rassicurare. “Questa è una grande opportunità e una grande responsabilità per noi – spiega Gentiloni – non dobbiamo guardare con pessimismo alla scadenza che abbiamo di fronte.

Alla fine conta molto essere soddisfatti e in pace con la propria coscienza per il lavoro che si è fatto”. E su questo fronte, il presidente del consiglio si sente sereno: “I governi Pd hanno lavorato per l’Italia in una legislatura nata in modo incerto, drammatico perfino. Con una partenza complicata”. E un grosso incidente di percorso.

“Qualche errore è stato commesso – ammette Gentiloni – la sberla tremenda con il referendum, un trauma che ci ha indebolito. Siamo stati costretti a rimettere insieme una situazione difficile, ma alla fine possiamo andare a testa alta.

Il Pd ha portato il paese fuori da una crisi terribile. Oggi altre sfide, complicate, ci attendono, ma da quella fase drammatica siamo fuori e serve fare di tutto per non ritornarci”.

Intravede un pericolo: “Noi possiamo guidare il paese, altri lo portano fuori strada”.

Quindi il milione di posti di lavoro recuperati. “La qualità non sarà eccelsa, non stabile, in molti casi è precario. Ma sono state fatte cose importanti. Guardiamo alle sfide che abbiamo davanti”.

La sicurezza, spina nel fianco in campagna elettorale. “Dobbiamo rassicurare i nostri concittadini – osserva Gentiloni – a Viterbo come a Roma o in altri centri più piccoli. È sbagliato lo spaccio di paure e di odio.

Rassicuriamo le persone sole, gli anziani: nessuno come il nostro governo ha investito in sicurezza, sulle forze dell’ordine e i militari. La risposta è arrivata dal Pd, non da chi semina divisioni, polemiche, insulti. Non cs’è sicurezza in questo”.

C’è anche bisogno d’Europa, per Gentiloni: “Nel 2017 si è capito con chiarezza. Tra i paesi, quello che sta calando è il Regno Unito. Non si è rivelata una buona idea uscire”.

Lorenza Bonaccorsi ammette che la sfida è difficile, ma occorre fare attenzione: “Non bastano le promesse dei nostri avversari – spiega Bonaccorsi – promesse da venditori di pentole.

La politica può fare tanto, le scelte politiche cambiano il corso della storia. Le conquiste in cinque anni sono state tante: reddito d’inclusione, biotestamento, il dopo di noi, le unioni civili. Abbiamo fatto cose pazzesche sulla cultura”.

E se qualcuno pensa di votare 5 stelle: “Li porto a Roma – sostiene Bonaccorsi – a vedere come amministrano. Oppure a Torino, dove non sono capaci nemmeno d’approvare un bilancio come si deve”.

Enrico Panunzi è reduce dall’ultimo consiglio regionale: “Non interrompiamo questo corso positivo”. È il suo appello. Per lui un lungo applauso.

Andrea Egidi rimette per pochi istanti le vesti da segretario provinciale Pd per salutare Gentiloni. 

Giuseppe Fioroni cita il messaggio che lo stesso Gentiloni gli ha inviato dopo la candidatura: “Bravo Pe’, a testa alta”. Quindi, Luisa Ciambella, Alessandro Mazzoli e tutti gli altri che si avvicendano per un veloce saluto.

Si vedono anche rappresentanti sindacali, a cominciare da Silvia Somigli segretaria della Uil scuola.

Bonaccorsi dal palco saluta un ospite speciale, Ugo Sposetti, è in prima fila. Si rivede. Scherza con il sindaco Leonardo Michelini. Sembra rilassato. I benefici effetti di non essere in campagna elettorale.

Giuseppe Ferlicca

12 febbraio, 2018

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