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Elezioni - Presidenza della Regione Lazio - Intervista al governatore del Lazio Nicola Zingaretti (Pd) che si ricandida

“Nella Tuscia più impulso a mobilità, turismo e distretto di Civita”

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Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

Roma – “Abbiamo risorse per oltre 10 milioni sulla Asl di Viterbo”. “Nella Tuscia più impulso a mobilità, turismo e al distretto di Civita Castellana”. “Abbiamo la consapevolezza di aver aiutato il Lazio a uscire fuori da una terribile crisi di credibilità e di sostenibilità”.

Il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, candidato alla presidenza, vuole andare fino in fondo e ci riprova. Dice di voler portare a termine il lavoro avviato nel precedente mandato e illustra il suo piano in vista del voto del 4 marzo.

Perché ha deciso di ricandidarsi?
“Perché la parte migliore arriva adesso – dice Zingaretti -. Gli anni passati sono stati quelli della risposta all’emergenza. Ora il Lazio ha rialzato la testa. Il bilancio è finalmente in sesto. Il debito non è più un macigno che immobilizza l’azione della Regione. Si chiude il commissariamento in sanità. Anche dall’economia e dal mondo del lavoro arrivano segnali positivi: penso ai dati sul turismo, sull’export, sulla vitalità delle imprese, su cui siamo oggi leader in Italia. Era questo il Lazio che avevamo immaginato cinque anni fa e che ora – forti della spinta di tante persone, di tante imprese, di tanti sindaci e tante comunità locali – possiamo continuare a costruire”.

Quali sono le priorità del suo programma?
“Da quando siamo arrivati, ci siamo impegnati in tanti modi per migliorare la sanità del Lazio. Finalmente si è tornato ad assumere e abbiamo l’obiettivo a immettere nel sistema 5mila operatori nei prossimi 5 anni, con i quali potremo affrontare anche i nodi ancora problematici come le liste d’attesa. Siamo pronti a mettere in campo oltre 1 miliardo di euro per il trasporto pubblico e le infrastrutture: dal completamento della Orte-Civitavecchia al rinnovamento totale dei mezzi sulle ferrovie del Lazio e su Cotral. E poi pensiamo a incentivi alla natalità per i piccoli Comuni a rischio spopolamento, a un grande piano di messa in sicurezza contro il rischio sismico e a nuove opportunità per i giovani. È già partito il progetto Riesco, che prevede 600 euro al mese dal 2018 e per i prossimi anni ai ragazzi dai 18 ai 29 anni per migliorare competenze, professionalità e arricchire il proprio bagaglio culturale. Sostegno anche per la nascita di microimprese femminili e garantiremo a tutte le lavoratrici piani di welfare, buoni per gli asili e asili nido aziendali e anche la possibilità di lavorare a distanza”.

Cosa vuole portare a termine e per cosa vuole sia ricordata la sua legislatura?
“Cinque anni fa abbiamo trovato una Regione sull’orlo del fallimento con un disavanzo mostruoso e debiti commerciali per oltre 12 miliardi. Noi abbiamo rimesso i conti a posto, azzerato il disavanzo, pagato i debiti e abbiamo dato un segnale vero di discontinuità con il taglio dei costi della politica e degli sprechi, producendo risparmi per oltre 1,6 miliardi che ci hanno consentito di fare politiche innovative per i giovani, di occuparci di chi è più in difficoltà, di aiutare le imprese del Lazio a rialzarsi in piedi. E siamo riusciti a chiudere la stagione del commissariamento della sanità. Un traguardo storico che significa assunzioni e maggiore qualità delle cure. Chi mi conosce sa che non mi accontento. Ora dobbiamo iniziare a correre. Per il futuro dovremo continuare a incidere sui problemi che restano, come le liste d’attesa, ma soprattutto valorizzare le grandi potenzialità della nostra regione”.

Perché dovrebbero votarla?
“Abbiamo la consapevolezza di aver aiutato il Lazio a uscire fuori da una terribile crisi di credibilità e di sostenibilità. La nostra era una comunità ferita, fiaccata da una sequela infinita di scandali e sprechi e da un’assenza drammatica di azioni concrete per la crescita e per il benessere. Noi siamo quelli che hanno messo su quella stagione la parola fine. E credo che il Lazio meriti di continuare su questa strada senza l’incubo di dover ricominciare da capo e distruggere quanto di buono è stato fatto”.

Cosa farà per la Tuscia?
“La mobilità continua a essere una delle sfide centrali del nostro programma. Sulla ferrovia Roma-Viterbo arrivano 18 nuovi treni di tipo. L’obiettivo è quello del rinnovo totale del materiale rotabile della linea per garantire maggiore comfort e sicurezza ai passeggeri. Per la ferrovia ex concessa Roma-Civita Castellana-Viterbo abbiamo investito già 154 milioni di euro per il raddoppio della linea tra Riano e Morlupo. Con risorse per circa 314 milioni di euro stiamo rinnovando i treni delle ex concesse Roma-Lido e Roma-Civita Castellana-Viterbo gestite da Atac. Altri 67 milioni di euro li stiamo utilizzando per la messa in sicurezza di tutta la rete a partire dai passaggi a livello fino al sistema di controllo del traffico. Inoltre, vogliamo continuare a dare impulso al distretto industriale, fiore all’occhiello del Lazio grazie al settore della ceramica di Civita Castellana, attraverso nuove iniziative di sostegno al commercio e all’artigianato, alla creatività e alle startup innovative. Abbiamo in mente misure per facilitare l’accesso al credito, nuove opportunità per la riqualificazione professionale. Altro obiettivo è la promozione del turismo, in particolare quello termale e la riqualificazione urbanistica di intere zone come quella del Poggino grazie ai fondi stanziati dal bando per le periferie”.

E sul fronte sanità?
“Questi sono stati gli anni della ricostruzione. Sono ripartiti gli investimenti sul territorio e sono ripartite le assunzioni. Basta pensare che siamo passati dalle 19 del 2013 alle 85 del 2017. Abbiamo aperto le case della salute di Soriano nel Cimino e Bagnoregio e inaugurato a Viterbo l’ambulatorio di cure primarie aperto nei weekend e nei festivi. Abbiamo effettuato interventi importanti sulle principali strutture sanitarie: dall’ospedale di Civita Castellana all’ospedale di Tarquinia. Grazie al risanamento della sanità, potremo continuare a investire.

Abbiamo risorse per oltre 10 milioni sulla Asl di Viterbo. E sono disponibili circa 14 milioni di euro per far fare all’ospedale Belcolle un vero e proprio salto in avanti nella qualità delle cure. A settembre è stato sottoscritto il contratto di appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione del completamento del Blocco A3 dell’ospedale, per circa 9 milioni di euro. Lavori attesi da decenni, addirittura. Tra poco apriranno le nuove sale operatorie, con risorse recuperate dall’evasione sul ticket: i cantieri sono stati avviati nelle scorse settimane e la consegna è prevista entro il mese di maggio.

Presto 84 unità di personale sanitario stanno per essere stabilizzate. Cancellata la stagione della destrutturazione della sanità sui territori, ora arriva quella dei grandi investimenti per l’edilizia sanitaria: 10,7 mln in totale per 6 interventi decisivi. Il primo prevede l’ammodernamento tecnologico dei presidi dell’azienda con un investimento di 2,4 mln di euro; un altro intervento prevede la messa a norma dell’ospedale di Belcolle, spesa prevista di 4,1 mln. In programma anche lavori al P.O. di Civita Castellana: 798 mila euro. Investimento di 1 mln di euro per la Casa della Salute di Ronciglione, stessa cifra per il nuovo assetto della rete perinatale e infine 1,2 milioni di euro per mettere a sicuro i sistemi antincendio dei presidi aziendali di proprietà”.

Come valuta questa campagna elettorale?
“Il giudizio è decisamente positivo. Giro il Lazio e sento tra le persone il riconoscimento per la serietà con cui abbiamo lavorato in questi anni. Persino tra persone che normalmente votano M5S o il centrodestra. Non era scontato arrivare così dopo 5 anni di governo in una regione difficile come il Lazio, dove un presidente non è mai stato confermato e dove le precedenti legislature si sono concluse tra bufere e scandali. Noi ce la giochiamo, sulla base delle idee, delle proposte, dei fatti con cui vogliamo continuare a cambiare il Lazio”.

Come valuta l’attuale ceto politico?
“In questi anni abbiamo assistito a uno smottamento nel rapporto tra cittadini e politica. E proprio questo allontanamento, unito all’incertezza, alla paura del futuro e alla mancanza da parte della classe dirigente politica di comprensione delle esigenze reali delle persone, ha alimentato la forza dei nuovi movimenti populisti. Che agitano i problemi, ma poi – come vediamo drammaticamente con alcuni grandi fallimenti sotto gli occhi di tutti – non sono in grado di mettere in campo soluzioni. Io sono orgoglioso di una coalizione che in cinque anni non ha mai litigato, non ha mai fatto polemiche e che, nonostante i confronti spesso duri, ha sempre cercato di far prevalere il senso di responsabilità nell’interesse comune. Stiamo dimostrando che esiste un’alternativa alla politica che si fonda sul rancore. Un’alternativa fatta di persone oneste, serie, che sanno lavorare con competenza e concretezza per il bene comune”.


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2 marzo, 2018

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