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Operazione Giardinetti - Non l'unica strada, ma la migliore per la difesa

“Baby pusher, il perdono giudiziale serve per voltare pagina”

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Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone - Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell'operazione Giardinetti

Montefiascone – Le immagini realizzate ed elaborate dai carabinieri dell’operazione Giardinetti

Montefiascone – Servizi sociali e perdono giudiziale per tre dei quattro minorenni arrestati l’anno scorso a Montefiascone nell’ambito dell’operazione “Giardinetti”. Per la difesa non l’unica, ma la migliore strada da percorrere, per dare la consapevolezza ai “baby pusher” di dover voltare pagina. 

“L’uso dello stupefacente nei giardinetti di Montefiascone avveniva sempre ed esclusivamente di gruppo e le riprese così come individuate danno contezza solo della preparazione di qualche spinello fumato in compagnia”, dice l’avvocato Samuele De Santis, difensore di una delle due ragazze minorenni all’epoca dei fatti che martedì 20 marzo hanno ottenuto il cosiddetto “perdono giudiziale” dal tribunale per i minori di Roma.


– Servizi sociali e perdono giudiziale per i baby pusher di Montefiascone


“Di certo – prosegue il legale – qualcuno sfruttava la diffusione della sostanza ad una fetta così ampia di minorenni e per di più in un posto così odioso, sia per essere il medesimo pubblico, sia perché luogo di possibile ritrovo della comunita del paese”.

“Se fossero stati maggiorenni – ci tiene a sottolineare De Santis – le scelte difensive sarebbero state diverse consumo di gruppo, tenuità del fatto, uso personale), ma il procedimento penale per minorenni ha come funzione primaria quella di rinserimento immediato dei giovanissimi nel tessuto sociale, al fine di preservargli un futuro lontano da certe derive”.

“Pertanto – conclude – l’ammissione di colpa di un fatto così come contestato, sebbene difendibile, ha una funzione primariamente sociale e di crescita dell’adolescente, che non ha nulla di premiale, se non la consapevolezza di dover cambiare pagina”. 


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22 marzo, 2018

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