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Cronaca - Perquisizioni dei carabinieri a Oriolo e Faleria - I documenti contraffatti potevano costare anche 2500 euro

Compravano attestati da operatore socio sanitario falsi, tre indagati nel Viterbese

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I carabinieri del Nas

I carabinieri del Nas

Viterbo – Fino a 2mila 500 euro per un attestato professionale per ottenere la qualifica di operatore socio sanitario. Ovviamente, falso.

L’indagine Attestato Rapido dei Nas di Latina ha toccato anche il Viterbese, dove alle prime luci dell’alba di ieri i carabinieri del comando provinciale della Tuscia hanno eseguito tre perquisizioni (una a Oriolo e due a Faleria) per poi denunciare a piede libero altrettante persone. I militari li hanno trovati in possesso, in totale, di sei attestati professionali per l’ottenimento della qualifica di operatore socio sanitario contraffatti.

Tre gli anni di indagine, durante i quali i Nas hanno individuato un’associazione per delinquere attiva in tutta Italia e costituita da persone operanti negli ambienti della formazione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Questi soggetti, grazie a strutture e imprese di loro proprietà, avrebbero prodotto dei documenti falsi per poi avvalorali con l’apposizione, illegittima, dei loghi della regione Lombardia e della provincia di Milano.

L’associazione avrebbe poi contattato le persone interessate all’ottenimento della qualifica di operatore socio sanitario, proponendogli l’acquisto dei falsi certificati che sarebbero stati rilasciati senza che gli interessati frequentassero i corsi di formazione dalla durata di mille ore. Il costo? Dai 1500 ai 2mila 500 euro, per ciascun certificato.

Novantasei le perquisizioni di ieri. Oltre alle tre nel Viterbese, sono state eseguite a Roma e nelle province di Latina, Frosinone e Chieti. L’indagine ha preso il via dalle ispezioni dei Nas in alcune strutture ricettive per anziani, dove sarebbero stati trovati gli attestati professionali per la qualifica di operatore socio sanitario falsi. Erano contraffatti o rilasciati da centri formativi non abilitati.

Durante le perquisizioni, i documenti sono stati sequestrati. Con quelli gli indagati, che in totale sono 103 e che a vario titolo devono rispondere di associazione per delinquere, falso e sostituzione di persona, avrebbero operato in strutture socio sanitarie e assistenziali in assenza delle specifiche competenze.


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8 marzo, 2018

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