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Università - Il progetto è stato presentato ieri a palazzo Cipolla a Roma dal rettore Ruggieri, Emmanuele Emanuele, Giovanni Malagò, Marco Di Paola e Mauro Checcoli

Coni, Fise e Unitus in un master per rilanciare la cultura equestre

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Alessandro Ruggieri, Mauro Checcoli, Emmanuele Emanuele, Marco Di Paola e Giovanni Malagò

Alessandro Ruggieri, Mauro Checcoli, Emmanuele Emanuele, Marco Di Paola e Giovanni Malagò

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La cultura equestre italiana, la sua riqualificazione e le sue funzioni sociali e terapeutiche”.

È questo il titolo dell’iniziativa voluta con determinazione dalla fondazione Terzo pilastro – internazionale, prontamente accolta e resa realtà grazie alla università della Tuscia di Viterbo, con il contributo della federazione italiana sport equestri e del Coni per il rilancio della cultura equestre italiana. Si tratta di un’azione coordinata tra i quattro enti, orchestrata grazie all’impegno dell’accademia Federigo Caprilli, che avrà per quanto riguarda le sessioni pratiche come sede il centro equestre dei Pratoni del Vivaro, ormai recuperato e restituito alla collettività.

Il progetto è stato presentato ieri a palazzo Cipolla a Roma sede della fondazione, alla presenza del presidente della fondazione Terzo pilastro internazionale Emmanuele Emanuele, del presidente del Coni Giovanni Malagò, del presidente Fise Marco Di Paola, del rettore dell’università della Tuscia Alessandro Ruggeri e di Mauro Checcoli, duplice medaglia olimpica nella disciplina del concorso completo, attuale vice presidente dell’accademia Caprilli e past-president della Fise. 

Parte proprio da questo confronto il primo atto del progetto che vedrà l’istituzione di tre edizioni consecutive di un master universitario di primo livello che svolgerà le attività didattiche pratiche presso la sede nello storico centro equestre dei Pratoni del Vivaro, sede olimpica e mondiale, che porta oggi il nome di Ranieri di Campello, cavaliere di fama internazionale e presidente della Federazione italiana sport equestri negli anni del dopoguerra.

“Cultura, tradizione e innovazione nella gestione del cavallo sportivo”, è il titolo del master che si svolgerà sotto l’egida dell’università della Tuscia, con l’intervento di docenti del dipartimento di scienze agrarie e forestali (Dafne) dello stesso ateneo, della Fise e del Coni.

Il programma di studi consegnerà a un gruppo di quindici giovani laureati gli strumenti culturali e didattici per diventare professionisti nella gestione del mondo equestre. Con questa proposta, fondazione Terzo pilastro, università della Tuscia, Fise e Coni insieme vogliono far tornare la cultura al centro dello sport. Grande attenzione, tra le materie di studio del master, sarà dedicata alla capacità terapeutica dell’equitazione e del cavallo in generale e alle esigenze dell’allevamento italiano, attraverso la formazione di figure professionali competenti e consapevoli del loro ruolo centrale.

Al master – della durata di dieci mesi e la cui prima edizione partirà alla fine di giugno prossimo – saranno affiancate le numerose attività formative della Fise e dei suoi diversi comitati regionali, mentre l’attività sarà coordinata dall’accademia nazionale Federigo Caprilli, fondata e composta da cavalieri italiani olimpici e di fama internazionale e oggi, dopo Piero d’Inzeo e Adriano Capuzzo, presieduta da Giulia Serventi.

Università della Tuscia


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27 marzo, 2018

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