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Politiche e regionali 2018 - Elettori esasperati fuori dai seggi e c'è chi rinuncia - Il ministro Minniti abbia la dignità di chiedere scusa agli italiani e dimettersi

Due ore per votare… Vergogna! Vergogna! Vergogna!

di Ernie Souchak

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Elezioni - Tobia - La fila al seggio

Elezioni – Tobia – La fila al seggio

Elezioni - Tobia - La fila al seggio

Elezioni – Tobia – La fila al seggio

Elezioni - Tobia - La fila al seggio

Elezioni – Tobia – La fila al seggio

Elezioni - Tobia - La fila al seggio

Elezioni – Tobia – La fila al seggio

Elezioni - Tobia - La fila al seggio

Elezioni – Tobia – La fila al seggio

Viterbo - Elezioni - Lunghe file alla Pila

Viterbo – Elezioni – Lunghe file alla Pila

Viterbo - Elezioni - Lunghe file alla Pila

Viterbo – Elezioni – Lunghe file alla Pila

Viterbo – Vergogna! Vergogna! Vergogna! Due ore di fila per votare, ma che paese è?  Oggi il governo ha certificato che non siamo cittadini portatori di diritti, ma sudditi.

Un vero e proprio tentativo di non far votare la gente.

Fotocronaca: La fila ai seggi di Tobia

Un giorno di ordinaria follia elettorale. Un giorno che ha umiliato, come non si vedeva da anni, i cittadini/sudditi.

Il ministro degli Interni, Marco Minniti, se è una persona seria come dice di essere, dovrebbe prima scusarsi con gli italiani a reti unificate, poi dimettersi e vergognarsi di tanta incompetenza e approssimazione.

E dire che era ovviamente immaginabile che il combinato disposto, di legge elettorale nuova con conseguenti modalità di voto, la fesseria del bollino antitruffa, schede elettorali gigantesche su punti di appoggio micro, avrebbe portato al caos in gran parte delle sezioni.

Che le cose non andavano si è visto nell’avvicinarsi al seggio. Decine e decine di macchine posteggiate lungo la strada e nei campi. Brutto segno. Caos anche per il traffico.

Una volta entrati nel seggio, appare la fila. Infinita. Chi ha appena votato nell’uscire fa un sorriso sarcastico e dice: “Ci ho messo due ore…”.

Incredibile!

Mentre si aspetta per votare, uno sguardo a Repubblica sul telefonino che ti fa capire che in tutta Italia c’è una baraonda imbarazzante.

Una signora è arrivata al seggio poco dopo le 15 ed è uscita alle 17. Ci ha perso il pomeriggio lì dentro. Stufi, alcuni elettori hanno anche rinunciato con l’intento di ripassare più tardi. Sperando che poi potesse andare meglio. Illusione?

“E’ un’operazione assurda, così si compromette il diritto al voto”, paventa qualcuno.

La gente ha continuato a moltiplicarsi fuori dalle sezioni e i corridoi a riempirsi. Tutti ammassati. Schiacciati. Esasperati.

In compenso c’è il gioco “uomo/donna”. “Serve una donna…”. “Serve un uomo…”, si sono affannati a chiedere gli scrutatori. Il tutto per accelerare i tempi e visto che gli elenchi sono divisi per genere. Anche questa una pia illusione.

La sensazione è che chi si è inventato questo metodo di voto non abbia nessun rapporto con la realtà e non abbia nulla da fare la domenica. E non capisca nulla di matematica elementare.

Va detto che in compenso i cittadini/sudditi non hanno perso la calma e con pervicacia hanno votato. Dopo due ore di fila, ma hanno votato. Si può immaginare con quanta serenità.

Ora in un paese normale dovrebbero saltare un po’ di teste. Prima dei funzionari del governo che hanno organizzato questa indecente buffonata, e poi del ministro.

In redazione sono arrivate segnalazioni da ogni dove di situazioni analoghe.

A Tobia file lunghe fino all’inverosimile, stessa cosa alla Pinzi in via Tommaso Carletti e ai seggi alla Pila. Gente in coda sotto la pioggia con gli ombrelli aperti a Tarquinia. Il caos totale. Ovunque.

Una domanda viene spontanea: Ma questo governo fa di tutto per farsi mandare a casa a calci nel culo?

Ernie Souchak


Politiche e regionali – Affluenza e Risultati


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4 marzo, 2018

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