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Cronaca - Bloccati in un'abitazione a Montalto di Castro dai carabinieri

Rapina in gioielleria, fermati due uomini

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Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci - L'auto della fuga

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci – L’auto della fuga

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci - L'auto della fuga

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci – L’auto della fuga

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci - L'auto della fuga

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci – Il volante dell’auto della fuga sporco di sangue

Viterbo - Rapina alla gioielleria Bracci - L'auto della fuga

Viterbo – Rapina alla gioielleria Bracci – L’auto della fuga

Montalto di Castro – Rapina in gioielleria, fermati due uomini.

Due uomini sono stati fermati in un appartamento di Montalto di Castro. I carabinieri viterbesi, insieme ai colleghi della compagnia intervento operativo di Roma dell’ottavo reggimento Lazio, sono entrati in azione anche con un elicottero dell’arma.

Portati in caserma a Montalto di Castro, i carabinieri li stanno sentendo.


Multimedia: Fotocronaca: Rapina gioielleria Bracci, il colpo e l’auto della fuga – video


Rapina a mano armata alla gioielleria Bracci. Sono stati sparati quattro colpi d’arma da fuoco nel negozio al civico 25 di piazza Verdi, all’imbocco di corso Italia, preso di mira da due banditi verso le 13 di ieri, subito dopo l’orario di chiusura. Per fortuna senza feriti, perché i colpi sono stati esplosi in aria.

A spararli con la propria pistola sarebbe stato lo stesso titolare, munito di regolare porto d’arma, reagendo di fronte alla coppia di rapinatori che avevano fatto irruzione nell’esercizio commerciale con un’arma in pugno. Una vecchia pistola che i due malviventi avrebbero lasciato in gioielleria, e che è stata sequestrata dai carabinieri. Dai primi accertamenti, sarebbe risultata parzialmente modificata e quindi non poteva sparare.

Per tutta la notte, i militari coordinati dal pm Franco Pacifici hanno proseguito le ricerche dei due rapinatori. Senza sosta.

Nel negozio sarebbero stati esplosi diversi colpi in aria, quindi non ci sarebbe stato nessun conflitto a fuoco. Ma gli spari sarebbero stati chiaramente avvertiti da chi, in quel momento, si trovava a passare all’esterno della gioielleria, facendo scattare immediatamente l’allarme.

Alla coppia non è rimasto che scappare a piedi, per poi darsi alla fuga a bordo di un’Alfa Romeo 147 di colore blu parcheggiata sulla salita di santa Rosa, sotto gli occhi dei passanti, già allertati dai colpi di arma da fuoco.

Attivato immediatamente il piano anti-rapina, la città è stata cinturata e posti di blocco sono stati attivati sulle principali arterie della provincia, per sbarrare la strada ai fuggitivi.

A individuare per primi l’auto segnalata, sono stati i carabinieri. Sulla superstrada, all’altezza di Vitorchiano. Dopo un breve inseguimento, la coppia ha tentato senza successo di far perdere le proprie tracce, imboccando lo svincolo per Soriano nel Cimino. Per poi abbandonare la macchina, quando si sono visti persi in uno spiazzo boschivo tra i capannoni di un’azienda di complementi d’arredo e una falegnameria. Da lì si sono allontanati presumibilmente a piedi, inoltrandosi tra i boschi e le campagne che caratterizzano il territorio.

Uno dei due, il conducente, sarebbe ferito, come dimostrano le tracce di sangue ritrovate sul volante. Preziosi campioni biologici al vaglio della scientifica. Tra i reperti d’interesse investigativo anche due giubbotti, un fazzoletto sul lato passeggero e i resti di una sigaretta sul lato guida.

Non sarebbe invece risultata essere rubata l’Alfa Romeo 147 blu usata per la fuga, intestata a una persona residente nel Viterbese. La vettura abbandonata dai due banditi mentre erano inseguiti dai carabinieri, apparterrebbe a un uomo di origine meridionale già noto alle forze dell’ordine. Al momento del ritrovamento dell’auto, il proprietario sembra non avesse sporto alcuna denuncia per furto. Circostanza sulla quale sono in corso accertamenti.

Anche i due rapinatori, durante il colpo, avrebbero parlato italiano. La coppia, due uomini tra i 40 e i 50 anni, avrebbe fatto irruzione all’interno del negozio con i volti parzialmente travisati. Ma a capo scoperto. Entrambi sarebbero calvi, o coi capelli completamente rasati. Avrebbero indossato jeans e felpe nere.

Ancora da quantificare il bottino della rapina. I malviventi sarebbero riusciti a portar via una parte dell’incasso e qualche monile.


Articoli: I titolari: “Stiamo tutti bene” – Rapina a mano armata alla gioielleria Bracci


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15 marzo, 2018

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