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Tuscania - Al via con la testimonianza della vittima il processo a un "corteggiatore" incallito, rifiutato da quattro anni

“E’ lui lo stalker, non il fratello gemello”

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Tuscania – (sil.co.) – Corteggiatore incallito non si rassegna. Nonostante lei lo rifiuti dal 2014 e lo abbia denunciato sette volte, lo scorso San Valentino le ha fatto trovare l’ennesimo regalo sgradito sul pianerottolo di casa. Senza biglietti, ma avvolto nella carta di un negozio del capoluogo, per cui ai carabinieri è bastato visionare i filmati della videsorveglianza per identificarlo. 

Non ci sarebbero dubbi che sia lui, anche se ha un gemello tale e quale. Circostanza emersa ieri davanti al giudice Gaetano Mautone, alla prima udienza del processo in cui il giovane, di Tuscania, è accusato di stalking. Parte civile una ragazza del posto, che si dice perseguitata da quattro anni. 

Tra vittima e aguzzino solo due incontri faccia a faccia: uno in discoteca, quando sono stati presentati, e uno in caserma, all’ennesima denuncia. Ma siccome c’è il gemello, qualche dubbio sale.

“Sono sicura – ha detto ieri la vittima alla prima udienza del processo – è lui il fratello stalker, non il gemello. Ha ammesso tutto davanti a me, quando eravamo dai carabinieri. Col gemello, inevce, ho avuto una discussione quando mi ha inseguita in auto per intimarmi di non passare mai più sotto casa loro perché il gemello se mi vede ci sta male”. 

Tutto sarebbe partito da un mazzo di fiori anonimo recapitato alla giovane dalla fioraia del paese, quando lei era fidanzata con un altro. Seguito, a partire dall’11 luglio 2014, da una fitta “corrispondenza” lasciata nella cassetta della posta e sul parabrezza dell’auto della vittima. Oltre al consueto campionario dello stalker: chiamate anonime, pedinamenti e via dicendo.  

Una quindicina di biglietti, tra lusinghe e minacce, tutti scritti a mano con la stessa grafia, finiti nel fascicolo del processo, il cui contenuto è stato ripercorso ieri in aula dalla stessa vittima. Da “sono emotivamente distrutto, se non sei ancora soddisfatta potresti apprendere nuovi metodi di tortura” a “ti disturbo quando voglio, sono sempre più insaziabile”. 

“Quando ha minacciato me e anche i miei familiari scrivendo ‘vi distruggo’, mi sono spaventata a morte”. ha proseguito. La giovane avrebbe provato a parlare, senza successo, anche coi genitori dell’imputato. 

“Ancora oggi, se mi incontra, mi suona il clacson e mi saluta. E lo scorso 14 febbraio, per San Valentino, mi ha fatto trovare un pacchetto regalo sotto casa”, ha riferito, raccontando l’ultimo episodio per cui ha sporto denuncia ai carabinieri della compagnia di Tuscania. 

Il processo riprenderà il prossimo 19 giugno, quando è prevista anche la sentenza. 

24 marzo, 2018

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