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Maltempo - Le gravi conseguenze della nevicata di questi giorni sull'economia della Tuscia - L'ortofrutta il comparto più colpito - In allarme le organizzazioni di settore

Milioni di euro di danni per l’agricoltura e una primavera senza mimose

di Daniele Camilli

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Lavoro

Lavoro

Gallese - Neve - Gallese innevata

Una mimosa innevata

Viterbo - Le immagini aeree della città sotto la neve

Viterbo – Le immagini aeree della città sotto la neve

Nocciole

Nocciole

Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici

Daniele Ciorba

Daniele Ciorba

Fabrizio Pini

Fabrizio Pini

Viterbo – Una primavera senza mimose e milioni di euro di possibili danni all’agricoltura. Altro che “sotto la neve pane, sotto la pioggia fame”. La nevicata-gelata di questi giorni potrebbe infatti aver messo ko intere colture. “È ancora prematuro fare le stime dei danni subiti, perché il maltempo è appena passato. E si può quantificare ben poco”, dice il direttore di Confagricoltura Viterbo Daniele Ciorba.

Ma il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, anche lui imprenditore agricolo, ieri mattina di ritorno dalla Maremma era preoccupato.”Intere colture hanno subito danni del 100%. Il danno vero di questi giorni non è solo alle città ma soprattutto all’agricoltura”, ha detto il sindaco.

Tant’è vero che la Coldiretti ipotizza “a occhio – come ha dichiarato il presidente di Viterbo Mauro Pacifici – tre/quattro milioni di euro, solo di colture ortofrutticole”. Carciofi, cavolfiore, finocchi. Quest’ultimi sono dati per persi. Finora le sole vittime accertate. In un’area, quella Tirrenica a ridosso della Maremma, tutt’altro che abituata a temperature sotto lo zero come quelle dei giorni scorsi.

E in una provincia dove, secondo gli ultimi dati della Camera di commercio di Viterbo, le aziende agricole sono al primo posto nella distribuzione settoriale delle aziende attive con il 35%. Seguita dal commercio (22%) e dalle costruzioni (13%). Entrambi settori in crisi. Il che la dice lunga sullo stato di salute dell’economia della Tuscia.

“Avremo anche un otto marzo senza mimose”, ha commentato Pacifici di Coldiretti. Quindi una primavera senza mimose. “In questi giorni erano in piena fioritura. Ora stanno annerendo”. Un vero peccato. “Saremo comunque invasi dalla mimosa straniera”, precisa Pacifici stesso.

“Comunque sia, dare una stima dei danni adesso è ancora prematuro”, aggiunge il presidente di Coldiretti. D’accordo con lui anche il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Fabrizio Pini che precisa: “fare stime adesso è solo uno spot elettorale”. E domenica si vota. “Non solo – spiega Pini – la provincia di Viterbo una un territorio che presenta delle diversità notevoli. Quindi l’entità dei danni sarà diversa da zona a zona.

Anche all’Area decentrata agricoltura di Viterbo, distaccamento territoriale dell’assessorato all’agricoltura della Regione Lazio, ieri mattina i dati non erano ancora arrivati. “Stiamo controllando la posta elettronica in queste ore – ha spiegato per telefono il dirigente Giovanni Carlo Lattanzi -. Siamo un ufficio pubblico e siamo stati chiusi tre giorni per l’ordinanza del Prefetto. I Comuni hanno tempo 5 giorni dalla fine dell’evento per segnalare i danni alla nostra area”. Poi l’Ada manderà i tecnici per una valutazione reale.

Iter ancora più lungo per la dichiarazione dello stato di calamità, qualora qualcuno avesse voglia di richiederlo. “In tal caso – sottolinea Ciorba – passano mesi”.

Comunque sia, come hanno spiegato concordi tutti i vertici delle organizzazioni agricole viterbesi, bisogna aspettare ancora “una settimanata” per valutare bene quello che è successo sotto la neve in questi giorni.

Nel frattempo il presidente della provincia Pietro Nocchi propone “un tavolo con le organizzazioni agricole e i comuni per fare una prima fotografia della situazione e per quantificare i possibili danni subiti dagli agricoltori”. L’altro obiettivo di Nocchi è quello di fare in modo che la “Regione Lazio investa anche su un piano capace di prevenire i danni all’agricoltura dovuti a nevicate come quest’ultima, tenendo conto che i mutamenti climatici di questi anni hanno talmente tanto stravolto l’agricoltura che per le fioriture il mese di febbraio è diventato ormai come il mese di aprile di una volta”.

“Sono dalla parte di chi semina – aggiunge Nocchi – e mi metto a disposizione come presidente e con me tutta la Provincia. A prescindere dalle competenze”. 

Ancora cinque o sei giorni e si capiranno i danni subiti dalle aziende agricole. “Il rischio dei giorni che precedono – come ha ricordato Pini – è però quello di veder salire i prezzi al consumo, soprattutto dell’ortofrutta”.

Tuttavia nel mirino della gelata non c’è soltanto il settore ortofrutticolo. “Quasi sicuramente hanno subito danno anche albicocche, pesche e mandorle”, hanno detto sia Pacifici che Pini. Oppure gli stessi noccioleti “per lo scollamento dei rametti dalla corteccia”, come ha spiegato Ciorba che teme anche per “le prime cacciate degli ulivi”.

Possibili ripercussioni anche sulla produzione di latte vaccino e ovino caprino “a causa – aggiunge il direttore di Confagricoltura – dello stress termico dovuto al freddo”.

A trarre vantaggi dalla nevicata di lunedì scorso soltanto i pascoli. “Anche se hanno visto gli avessi impediti – ha concluso Daniele Ciorba – la neve è comunque sia una risorsa idrica preziosa che farà sicuramente dei prossimi pascoli, pascoli rigogliosi”.

Daniele Camilli

 


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3 marzo, 2018

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