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Viterbo - Il segretario della Uil Viterbo Giancarlo Turchetti interviene sul bando di gara per l'affidamento del servizio caldaie gestito dalla Francigena

“Il sindaco Michelini non ha mantenuto la parola data ai lavoratori”

Vetralla - Giancarlo Turchetti

Vetralla – Giancarlo Turchetti

Viterbo - Elvira Fatiganti

Viterbo – Elvira Fatiganti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Un bando di gara che di fatto manda a casa i lavoratori. Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini non ha mantenuto la parola. Un fatto grave e sconcertante. Chiediamo di avere spiegazioni e soprattutto di sapere quanti sono i lavoratori che resteranno a casa grazie alla scelta fatta dalla maggioranza che governa Palazzo dei Priori”. A dichiararlo è Giancarlo Turchetti, segretario generale della Uil Viterbo, in merito al servizio caldaie della società Francigena.

Il comune ha infatti approvato la documentazione per il bando che dovrà affidare all’esterno l’attività attualmente svolta da Francigena. “Soltanto che – spiega Turchetti – chi otterrà l’affidamento del servizio non è obbligato ad assumere tutti i lavoratori. Come il sindaco aveva promesso nel corso degli incontri avuti in passato”.

Sono sei i lavoratori del servizio caldaie che rischiano il licenziamento. “Il sindaco aveva più volte ribadito che i lavoratori della Francigena non avrebbero dovuto temere nulla – sottolinea Turchetti – a patto che la società presentasse una proposta di efficientamento delle caldaie riqualificando anche due impiegati da utilizzare come autisti. Proposta che è stata presentata. Lavoratori che hanno pure preso la patente per poter guidare l’autobus. Ovviamente a proprie spese. Ma Michelini si rende conto? Oltre al rischio di perdere il lavoro, pure la beffa di aver preso e speso soldi per una certificazione che potrebbe non servire a niente”.

“Inoltre – sottolinea Elvira Fatiganti, segretaria generale della Uil Tucs Viterbo – l’amministratore delegato di Francigena qualche settimana fa ci aveva presentato la proroga del Fondo di integrazione salariale (Fis) per i lavoratori per un anno. In questa proroga c’era scritto che la Francigena si sarebbe impegnata a fare una formazione di tutti e sei i lavoratori per un’eventuale ricollocazione. Ora, dopo l’uscita del bando di gara, mi è stato nuovamente ripresentato il Fis non più come proroga, ma come ulteriore richiesta di prolungamento solo per 3 mesi, perché il 30 giugno il servizio non sarà più della Francigena. Mentre i lavoratori rischiano di finire fuori”.

“Siamo di fronte a una colossale presa in giro – conclude Giancarlo Turchetti –, come sempre sulla pelle dei lavoratori”.

Uil Viterbo

 

 

13 marzo, 2018

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