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Operazione Babele - In sette davanti al gup - Rinviati a giudizio in quattro, mentre altri due indagati hanno patteggiato

Spaccio di droga in centro, impiegata statale assolta dopo tre anni

Operazione Babele - La droga sequestrata - Clicca per ingrandire

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Viterbo – (sil.co.) – Operazione Babele, un’assoluzione, due patteggiamenti e quattro rinvii a giudizio. Sono il bilancio dell’udienza preliminare che si è tenuta ieri davanti al gup Rita Cialoni per gli ultimi sette dei 32 arrestati nel maxi blitz del maggio 2015 contro lo spaccio in centro, sfociato in 32 ordinanze di custodia cautelare.

L’unica ad uscire indenne dalla vicenda è un’impiegata viterbese, dipendente di un ente pubblico, difesa dall’avvocato Giuliano Migliorati.

Hanno invece patteggiato rispettivamente tre e cinque mesi in continuazione altri due indagati, mentre per gli ultimi quattro il processo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti prenderà il via il 14 settembre davanti al giudice monocratico del tribunale di Viterbo.

L’impiegata statale faceva parte della decina di italiani finiti in manette tre anni fa nella maxiretata antidroga che ha posto fine a una lunga e complessa indagine coordinata dalla pm Paola Conti nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio di stupefacenti tra i quartieri di San Pellegrino e San Faustino, gestito prevalentemente da nordafricani e dominicani, che avrebbero assoldato viterbesi per poche lire, cui sarebbe stata affidata la custodia della droga in attesa di cederla agli assuntori, tra cui personaggi della Viterbo bene.

Lo scorso 22 novembre in dodici hanno patteggiato pene da un minimo di sei mesi a un massimo di un anno e quattro mesi. Tra loro, ha patteggiato un anno e quattro mesi anche l’ultrasessantenne salita agli onori della cronaca come “nonna coca”, la pensionata beccata in casa con oltre un etto di cocaina nascosta in un trolley, il cui arresto, nel luglio 2014, ha dato inizio alla maxinchiesta Babele.

Dopo l’accoglimento della richiesta di giudizio immediato della pm Paola Conti, invece del processo ordinario, tutti avevano chiesto di essere giudicati con un rito alternativo, chiudendo così in tempi più veloci e con lo sconto di un terzo della pena la loro vicenda giudiziaria.

A tutti tranne uno è stata riconosciuta la lieve entità e la continuazione con precedenti condanne, sempre per questioni di droga. Tre di loro hanno ottenuto di poter scontare la pena con lavori di pubblica utilità, presso i Comuni di Gallese e Vitorchiano e presso un’associazione di Viterbo.

Un tredicesimo indagato, invece, per vizi formali, ha dovuto rinunciare al patteggiamento, che prevede lo sconto di un terzo della pena, ed è stato rinviato a giudizio, per cui affronterà da solo il processo, che comincerà nei prossimi mesi. Il quattordicesimo e ultimo tra coloro comparsi il 22 novembre davanti al giudice Poli è stato infine giudicato con il rito abbreviato. Per lui nessuna condanna, è stato assolto con la formula corrispondente alla vecchia insufficienza di prove. 

Tuttora in corso il giudizio immediato per undici degli arrestati, tra cui il dominicano Rodolfo Feliz Castillo. Quest’ultimo dal 21 febbraio è detenuto a Mammgialla per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, in attesa dell’esito del ricorso al tribunale del Riesame, che il difensore Samuele De Santis discuterà oggi davanti ai giudici del tribunale della libertà di Roma. 

13 marzo, 2018

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