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Tuscania - Alla presenza della moglie dell’artista, la soprano Mietta Sighele

Il teatro Rivellino intitolato al tenore Veriano Luchetti

di Valeria Conticiani
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Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato a al tenore Veriano Luchetti - La soprano Mietta Sighele col sindaco

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato a al tenore Veriano Luchetti – La soprano Mietta Sighele col sindaco

Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti - La soprano Mietta Sighele col sindaco

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti – La soprano Mietta Sighele col sindaco

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Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti - La soprano Mietta Sighele col sindaco

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti – La soprano Mietta Sighele col sindaco

Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato a al tenore Veriano Luchetti

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato a al tenore Veriano Luchetti

Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti

Tuscania - Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti

Tuscania – Il teatro Rivellino dedicato al tenore Veriano Luchetti

Tuscania – Ha tenuto ininterrottamente alta l’attenzione di un vastissimo pubblico per almeno cinque ore la articolata e emozionante cerimonia di intitolazione del teatro Rivellino di Tuscania, che sabato 17 marzo è stato ribattezzato prendendo il nome del tenore Veriano Luchetti, originario del luogo.

Alla presenza del sindaco Fabio Bartolacci e delle più alte cariche, alle 17,30 è stata proiettata sulla facciata dell’edificio del tetro tuscanese l’immagine del cantante lirico che ha portato alto nel mondo il nome del paese natìo.

Poi, assieme alla moglie dell’artista, la soprano Mietta Sighele che ha organizzato una grandiosa iniziativa in memoria e onore del marito, venuto a mancare nel 2012, il primo cittadino, ha svelato la targa di intitolazione all’interno del foyer.

Con parole di partecipata commozione. Condividendo il racconto di molti vissuti che, che per chi ha conosciuto il grande cantante Veriano, ha potuto ricordare, come una cartolina, un pezzo di storia a Tuscania. E per chi ne avesse solamente sentito parlare, ha rappresentato un motivo di orgoglio, suscitando sentimenti di interesse e appartenenza.

Lo spazio teatrale, appositamente allestito, ha riempito ogni seduta per rendere tutti pubblicamente partecipi della storia del grande tenore Veriano Luchetti.

Della sua vita, della sua prestigiosa carriera che lo ha portato per decenni in tutto il mondo, ad esibirsi con e tra i più grandi del belcanto. Una lettera è arrivata anche dal Maestro Riccardo Muti, a cui è stato molto legato per lungo tempo, e che lo ha voluto ricordare con parole di profonda stima e affetto.

Sul palcoscenico, oltre a diversi personaggi del mondo artistico giunti a Tuscania dal resto d’Italia e dal mondo – tra cui Flavia Brunelli che in qualità di assessore alla cultura di Riva del Garda ha supportato per anni il Musica Riva festival voluto e diretto da Veriano Luchetti e dalla moglie Mietta Sighele – per ricordare il grande tenore anche il Maestro Isaac Karabtchevsky. Grande amico di Luchetti, che è arrivato dal Brasile per poi ripartire il giorno dopo e che ha fatto un breve ma sentito discorso in omaggio del suo amico.

Per poi tornare di fretta a terminare le sue prove, per dirigere il Requiem di Verdi molto caro al tenore Luchetti, alla basilica di San Pietro. Dove la seconda parte della serata ha continuato ad emozionare con una esecuzione per la quale si sono visti impegnati centoventi elementi tra orchestra, cantanti lirici e coro.

Una basilica di San Pietro così non si era mai vista. Perché oltre ad essere gremita di persone, a occupare le centinaia di posti a sedere ma presenti e silenziosamente attente anche senza un posto a sedere pur di esserci, la scenografia ha lasciato senza fiato. Tanti i dettagli curati.

Tra illuminazione esterna e fiaccole sparse ovunque, giganteschi video a led, fari orientati, pavimentazioni rivestite in moquette e videocamere ben piazzate per le riprese in diretta, a rendere lo storico spazio ancora più un salotto di pregio, hanno contribuito le impressionanti voci del soprano Tamara Kalinkina, del mezzo soprano Celeste Bang, del tenore James Lee e del basso Mirco Palazzi.

Creando atmosfere vibranti da far venire i brividi. La sapiente ed esperta direzione del maestro Karabtchevsky di fama internazionale, come tanti altri musicisti presenti, ha reso l’esecuzione un vero capolavoro.

In prima fila la signora Mietta Sighele che, visibilmente commossa, a tratti chiudeva gli occhi come stesse volando. Nel suo amato passato, ricco di esperienze uniche. Vicina al marito con cui ha condiviso non solo una grande carriera ma anche un enorme sentimento di complicità e infinito. Per l’arte e la vita.

Comunicando un pieno rispetto per la bellezza e per la memoria. Condividendo un momento che anziché rappresentare una rarità esclusiva, per un paese come Tuscania così come per tanti altri in Italia, dovrebbe divenire una proficua consuetudine inclusiva. Dovrebbe venir moltiplicato.

Sarebbe bello poter immaginare che tutto questo possa essere interpretato dalle istituzioni anche come un segnale di partenza. Un buon esercizio per riuscire a crescere educando alla cultura. A farla vivere in modo progressivamente partecipato e vivo. Per una continuità concreta e reale. Partendo dai protagonisti del passato per poi arrivare a trasmettere preziose eredità al futuro.

Valeria Conticiani 


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20 marzo, 2018

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