--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Politica - L'incredibile analisi del voto dell'ex ministro che sembra perdere i colpi

Se vedete che sto diventando come Fioroni, abbattetemi!

di Carlo Galeotti
Condividi la notizia:

Gli auguri di Natale di Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Viterbo – Ex sindaco, ex ministro, ex deputato, ex moroteo, ex antirenziano, ex boy scout, democristiano e andreottiano non pentito, Giuseppe Fioroni, non molla e non fa un minimo di analisi di quello che è successo.

La sconfitta elettorale alle politiche la spiega semplicemente con un calcolo matematico: “Alle politiche avremmo potuto portare a casa lo stesso risultato delle regionali. Il 24,5%. Una corsa Panunzi-Fioroni, seppur difficile, l’avremmo sicuramente vinta, facendo aprire il paracadute”. Un calcolo meramente matematico non degno di un dirigente di lungo corso come Fioroni. Vien da dire: riaprite la Camilluccia (la scuola di partito della Dc, ndr) e date qualche lezione di politica al buon Fioroni. Anche se è più plausibile che Fioroni faccia semplicemente finta di non capire… Perché gli fa comodo.

Non ci vuole una grande scienza per capire che il voto delle regionali non è minimamente trasferibile alle politiche. In generale perché in politica uno più uno fa raramente due. E poi perché, forse Fioroni non se ne è accorto, nonostante la sportellata presa, c’è il fattore Cinque stelle, che sul piano locale funzionano molto meno. A volte per nulla. Ma quando si tratta di voto politico diventano fortissimi. Anche se non candidano in pratica nessuno o il loro candidato non fa neppure la campagna elettorale. Come è successo.



E questo per il semplice fatto che, nonostante la mediocrità di gran parte dei candidati Cinque stelle, vengono percepiti come liberatori da una casta di incompetenti, analfabeti di ritorno che basa il suo potere sulla clientela.
Infine, è chiaro che l’amministrazione Zingaretti non è stata percepita come il governo di Renzi e company.
Per Zingaretti bastava il confronto con le passate amministrazioni regionali di destra, eppure di sinistra, naufragate troppo spesso nel fango. E poi c’è stata la variabile Pirozzi che ha dato una mano non da poco.

Per farla breve le cose non sono così semplici come Fioroni vorrebbe far credere agli altri.
Ma la cosa più stupefacente è la mancanza totale di un minimo di autocritica.
Per dirne una: ma tutta la strategia fioroniana che fine ha fatto? Una strategia fondata su come si chiama il movimento di voluto da Fioroni? Poveri ma belli? Ah no, Moderati e riformisti. Ebbene perché l’apporto “poderoso” dei moderati non ha fatto vincere il buon Fioroni?
Non contento Fioroni insiste e pensa di essere il centro del mondo politico. Qualcuno lo svegli. Non è così.

Secondo Fioroni, i cittadini non se ne vanno perché lui esiste.
Si avete capito bene: “Se non stanno già con la valigia in mano è perché io esisto, esiste Luisa, esistete voi”, ha detto Fioroni in un momento di esaltazione. L’insuccesso gli ha dato alla testa, vien da dire.

E sì, perché mentre lui con il suo grande carisma, impediva a qualche centinaio di persone di andar via, non si è accorto che, grazie alla classe politica di cui fa parte, milioni di persone hanno scelto di abbandonare il Pd e votare Cinque stelle. Un piccolo errore di prospettiva.
Fioroni non vuol capire che i Cinque stelle non hanno bisogno di far campagna elettorale perché gliela fanno lui e Renzi.

Basti pensare che Fioroni credeva di vincere le elezioni da un lato sbandierando finanziamenti alla Tuscia a gogò, dall’altro facendo venire sul territorio tutto o quasi il governo. Non capendo che ogni volta che arrivava un ministro perdevano voti lui e il Pd. L’ostentazione del potere, l’arroganza del potere, la non credibilità di una sedicente classe dirigente non porta voti.

Ma ancora più grave è che Fioroni, in puro stile Renziano, non analizza né lo stato del paese, né lo scollamento tra Pd e nazione. Non accenna neppure a un pur minimo errore. Tutto va bene signora la marchesa. Non analizza il senso di insicurezza economica. Non ricorda che il governo invece di fare due o tre cambiamenti che avrebbero rilanciato l’economia, si è dedicato democristianamente alla distribuzione a pioggia di soldi. E’ stato poi facile per gli altri bluffare e trasformare l’incertezza sul futuro in odio razziale. In paura del diverso. Tutte storie già viste nell’altro secolo. Le crisi economiche, se non c’è un Roosevelt, fanno nascere mostri. La Germania insegna.

E dire che bastava puntare su due o tre provvedimenti. Provvedimenti che liberassero le aziende dai lacci e laccioli, abbattessero il cuneo fiscale e semplificassero le modalità di pagamento e il calcolo delle tasse. La rivoluzione liberale, che questo paese attende da un secolo. Che dovrebbe trasformare i sudditi in cittadini. Questo paese sarebbe ancora in grado di riprendersi, a patto di permettere alle aziende di fare impresa e creare posti di lavoro.

Renzi, che ahimè abbiamo sostenuto all’inizio quando Fioroni lo avversava ferocemente, invece ha pensato bene di dare delle mance per racimolare qualche voto. Un vero e proprio fuoco fatuo politico che ha distrutto il Pd. E ha ingrassato i Cinque stelle e anche Salvini.
Di fronte a un paese in ginocchio, che cosa preoccupa Fioroni? Che cosa si poteva fare perché lui e Panunzi fossero eletti in parlamento.
Quando si dice la sensibilità politica.

Per capirci quello che Fioroni chiama politica con la politica ha poco a che vedere. “La politica è uscirne tutti insieme”, diceva don Milani.

Ora qualcuno potrà pensare che criticare Fioroni oggi è come sparare sulla Croce Rossa. E’ vero. Ma va detto che lo abbiamo fatto quando era il “potente Fioroni”. Per chi ha poca memoria. Non fummo d’accordo nella scelta di creare una giunta di centrodestra guidata da Michelini. Non eravamo d’accordo con Fioroni su Renzi all’inizio, ma va detto col senno di poi che abbiamo ampiamente sbagliato. In questo ultimo caso, in piazza, l’ex ministro con la consueta eleganza minacciò di farci chiudere. E quindi ce lo possiamo permettere.

Poi va detto che pure gli amici di Fioroni non ci vanno leggeri. Quella geniale politica che è Lisetta Ciambella sabato mattina ha così apostrofato Fioroni che veniva applaudito da una platea non proprio di ragazzi: “Non sei morto! Sei più che vivo! Lo sanno tutti!”. Una battuta, certo, che è un terribile epitaffio politico.

E poi il buon Fioroni da ex parlamentare avrà un reddito di tutto rispetto. E non avrà la preoccupazione di arrivare alla fine del mese come capita a molti, troppi cittadini.
L’augurio è che dopo anni di politique politicienne, faccia un po’ di politica. Quella che risolve i problemi dei cittadini e non i propri.

Un nostro lettore saggio ha così commentato l’articolo di resoconto dell’incontro di Fioroni con i propri sostenitori: “Il Pd ha perso le elezioni semplicemente perché non ascolta più la gente”.
Come dire: troppa arroganza, troppa arroganza, troppa arroganza.

Un ultimo dubbio: ma perché uno va a vedere l’incontro di Lisetta Ciambella con i propri sostenitori e si ritrova Fioroni che straparla? Possibile che persone adulte abbiano sempre bisogno di un papà o di un leader? Incredibile!

Carlo Galeotti

Ps
A proposito di politica, quella vera, avete mai pensato come sarebbe questo paese se avesse deciso le sue sorti Fioroni? Niente divorzio, niente legge sull’aborto, niente unioni civili. Tutte cose che, come hanno dimostrato a volte i referendum, gli italiani volevano ma il Fioroni pensiero no. Come dire un uomo di centrosinistra…


Condividi la notizia:
19 marzo, 2018

Ho visto cose che voi umani... ... Gli articoli

  1. Quando la politica è "sangue e merda"...
  2. Manifestazione antimafia, ma i parlamentari viterbesi dove erano?
  3. Denunciare! Denunciare! Denunciare!
  4. Nessuno tocchi la torre di Pier Paolo Pasolini...
  5. Belushi, Benigni, il buon Astorre e Casapound...
  6. "Grazie per gli auguri e per la cavalcata nel tempo trascorso..."
  7. Il principe nero compie 90 anni
  8. I cazzi di Michelangelo e la cacotopìa di Bentham...
  9. Cara Chiara Bordi questa volta hai leonardato... perché il cuore è un occhio
  10. "E siamo noi a far bella la luna..."
  11. "Museo civico chiuso a Ferragosto, icona di una città che muore"
  12. "Il museo civico chiuso a Ferragosto? E' solo la punta di un iceberg"
  13. "A Ferragosto il museo civico doveva essere aperto e gratuito..."
  14. "Ricordare a Beppe “Ciccio” Fioroni che non è più deputato Pd..."
  15. Sebastiano del Piombo? E chi cazzo è?!
  16. "Via San Lorenzo al buio, quelle luci erano degli anni Quaranta..."
  17. Via San Lorenzo al buio e abbandonata agli schiamazzatori
  18. Se uno alza la palla a Salvini, quello te la schiaccia in faccia
  19. "Pulirò la fontana con le mie mani, se necessario..."
  20. "No, non si può fare il bagno nelle fontane della città... e Caporossi pagherà la sanzione"
  21. A Viterbo, signor sindaco, si può fare il bagno in mutande nelle fontane?
  22. "Indignato e disgustato dalla performance di Caporossi..."
  23. Dialogo sconsolato sui minimi sistemi...
  24. Chiara Frontini la grillina... a sua insaputa
  25. Solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo...
  26. Sono 15 anni che rompiamo i coglioni...
    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR