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Cronaca - Il 6 e 7 aprile e l'11 e 12 maggio nella sala Luigi Brutti dell’oratorio della chiesa della Sacra Famiglia

A Viterbo il “Progetto di vita su misura per i figli con disabilità”

Viterbo dall'alto - Sullo sfondo la chiesa di santa Rosa

Viterbo dall’alto – Sullo sfondo la chiesa di santa Rosa

Viterbo – Nei giorni 6 e 7 aprile e 11 e 12 maggio si svolgerà a Viterbo, nella sala Luigi Brutti dell’oratorio della chiesa della Sacra Famiglia, un’attività di formazione sul tema “Pensare insieme il progetto di vita su misura per i nostri figli con disabilità”, rivolta a famiglie e operatori e finalizzata a promuovere momenti di confronto e di accompagnamento attivo verso progetti di vita indipendente per i propri figli con disabilità.

L’attività è organizzata dalla fondazione Oltre noi onlus, fondazione di partecipazione nata con lo scopo di aiutare le famiglie nel complesso percorso verso un “dopo di noi” sereno e condiviso dei propri cari.

L’evento ha ottenuto il patrocinio della fondazione CaRiVit e del sodalizio dei facchini di Santa Rosa, ed è stato realizzato grazie al sostegno economico della Banca di Viterbo credito cooperativo, della cooperativa sociale AliceNova, della cooperativa sociale Integrata ‘Gli anni in tasca’ e all’ospitalità di Don Luca Scuderi, sempre pronto ad aiutare iniziative a favore e sostegno della famiglia, che ha messo a disposizione le strutture della parrocchia della Sacra Famiglia.

L’idea progettuale nasce nell’ambito di ‘Fondazioni in rete’ un organismo che riunisce dieci fondazioni del centro-nord Italia che si interessano di “dopo di noi”, e dalla collaborazione con la fondazione ‘Idea vita’ di Milano, da oltre 20 anni punto di riferimento di tante famiglie con ragazzi in difficoltà del capoluogo lombardo.

In qualità di relatori e conduttori dell’esperienza interverranno il presidente della fondazione ‘Idea Vita’ Luigi Maravita, e le responsabili della fondazione per l’attività di monitoraggio, Laura Belloni ed Elisabetta Malagnini.

Al centro degli incontri la famiglia, che si ritiene possa e debba essere protagonista nel costruire il progetto di vita per il proprio figlio, rispettandone inclinazioni e aspirazioni.

Se, infatti, i percorsi di autonomia si avviano, insieme alla rete dei servizi e degli operatori che si occupano a vario titolo della persona con disabilità, quando ancora la famiglia ha la possibilità di partecipare attivamente alla esperienza del proprio figlio, si realizza la condizione ottimale perché la persona fragile possa trovare la strada a lei più adeguata e la soluzione residenziale più appropriata.

Il progetto intende approfondire l’esperienza lombarda, per poter comprendere insieme quali modalità e percorsi possono essere tradotti nel territorio della Tuscia, e si rivolge a distinti gruppi di portatori d’interesse:

le persone con disabilità, i genitori, i fratelli e le sorelle, da individuare tra i soci delle associazioni che compongono la fondazione, ma anche tra le realtà associative esterne a essa
gli operatori che per formazione personale e professionale, potrebbero poi in futuro svolgere l’attività di monitoraggio e di sostegno alle famiglie

La prima fase (6 e 7 aprile), sarà prevalentemente dedicata all’informazione e alla presentazione del modello di riferimento. Nella seconda fase (11 e 12 maggio) verranno concretamente sperimentati i gruppi di lavoro per la costruzione del progetto di vita.

13 marzo, 2018

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