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“Voleva attentare alla pubblica incolumità”

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Il 24enne Denis Illarionov [3]

Il 24enne Denis Illarionov

Denis Illarionov inneggia al killer di New York Sayfullo Saipov su Reddit [4]

Denis Illarionov inneggia al killer di New York Sayfullo Saipov su Reddit

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati [5]

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo - Questura - L'arresto di Denis Illarionov [6]

Viterbo – Questura – L’arresto di Denis Illarionov

Denis Illarionov inneggia al killer di Dallas Micah Xavier Johnson su Facebook [7]

Denis Illarionov inneggia al killer di Dallas Micah Xavier Johnson su Facebook

Denis Illarionov inneggia ai killer del Colorado Eric Harris e Dylan Klebold su Facebook [8]

Denis Illarionov inneggia ai killer del Colorado Eric Harris e Dylan Klebold su Facebook

Viterbo – Denis Illarionov voleva “attentare alla pubblica incolumità”. E per questo, secondo il gip Savina Poli, “acquistava, fabbricava e deteneva materiali esplodenti, asfissianti, accecanti, tossici o infiammabili”.

Materiali che Digos, unità cinofile antisabotaggio e artificieri gli hanno trovato in casa quando sono andati ad arrestarlo. Piombando lunedì mattina in quella palazzina a due piani di via Zuccari, a Bagnaia, dove Illarionov viveva. Da solo, e solo davanti al pc. Quel pc dal quale si connetteva “su vari social network, nei quali venivano esaltati – sottolinea il gip – episodi di violenza riferiti soprattutto a fatti che avevano visto protagonisti autori di stragi compiute negli Stati Uniti”.

Facebook, Instagram, Deviantart, Reddit. Illarionov si faceva chiamare papa_maialetto_xvi e usava “la foto del pontefice emerito Benedetto XVI ritratto con il suo abito talare e con il volto modificato in modo da farlo apparire un maiale”. E mentre su Deviantart, una comunità online di artisti o aspiranti tali, sono “presenti una serie di grafiche elaborate al computer che ritraggono immagini sacre modificate in modo dissacrante”, su Instagram sono “pubblicate alcune foto incitanti alla violenza, che ritraggono Illarionov con precursori di materie esplodenti e con ordigni artigianali”.

Ma è su Facebook e Reddit che “più volte – scrive il gip nell’ordinanza d’arresto – ha manifestato l’adesione a brutali episodi di violenza nei confronti di vittime innocenti”. Come quando, pubblicandone una foto, ha inneggiato a Eric Harris e Dylan Klebold, i due 18enni che il 20 aprile del ’99 aprirono il fuoco in una scuola del Colorado massacrando dodici studenti e un insegnante. Poi, con le stesse armi usate per la strage, si suicidarono. O a Micah Xavier Johnson, che a Dallas tra il 7 e l’8 luglio 2016 uccise, per poi essere ucciso, sei poliziotti. Illarionov, su Facebook, lo ha definito “il grande che ha bucato gli sbirri a Dallas”.

Ma sarà Reddit a tradirlo, perché l’Fbi si imbatte nella frase “Another angel fallen to the kuffar” (un altro angelo caduto per mano degli infedeli) lasciata da Illarionov sotto una foto di Sayfullo Saipov, l’estremista islamico che lo scorso Halloween con un pickup ha seminato morte su una pista ciclabile di New York. Poi la segnalazione all’antiterrorismo italiano e l’entrata in azione della Digos di Viterbo, che coordinata dalla dirigente Monia Morelli lo ha arrestato diciotto minuti dopo le 13 di lunedì scorso. L’arresto è poi stato convalidato dal gip Savina Poli perché, scrive nell’ordinanza di custodia cautelare, “era giustificato dalla pericolosità dell’indagato, desunta dalla sua personalità incline alla violenza”.

Illarionov, 24 anni a giugno, è nel carcere di Mammagialla per fabbricazione e detenzione di materie esplodenti. “Materie – spiega il gip – atte a produrre una denotazione che, a differenza degli esplosivi, non sono in sé micidiali”. Un reato che reprime “condotte anche solo preparatorie rispetto al concreto utilizzo di materie esplodenti, per impedire che si possa giungere alla consumazione di più gravi reati”.

Ma per il gip, Illarionov voleva “attentare alla pubblica incolumità”. E ciò “si ricava – sottolinea – dai contenuti pubblicati sui social network e dal rinvenimento di manufatti già realizzati, che evidenziano anche la capacità tecnica di Illarionov nel confezionamento di prodotti potenzialmente esplodenti. Uno dei quali fabbricato anche con decine di monetine idonee ad aumentarne, in caso di esplosione, la potenzialità offensiva”.

Davanti al giudice per le indagini preliminari, giovedì il 24enne ha fatto scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere. Il suo difensore, l’avvocato Luciano Laureti, sta ora valutando la possibilità di poter ricorrere al tribunale del Riesame della Capitale. “La vicenda è tutta da approfondire”, dichiara il legale.

Raffaele Strocchia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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