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Viterbo - Venerdi 13 aprile alle ore 18 verrà presentato il suo ultimo lavoro alla sala del consiglio comunale

Antonello Ricci presenta la sua “pornografia”

di Valeria Conticiani
Antonello Ricci della Banda del racconto

Antonello Ricci autore del libro “Giardino e morte del signor Palomar”

Antonello Ricci

Antonello Ricci

Viterbo – Scatti di frammenti di vita. Schegge di immagini miste a pensieri. Venerdi 13 aprile, alle ore 18 nella sala del consiglio comunale di Viterbo, Antonello Ricci presenterà il suo ultimo lavoro. “Giardino e morte del signor Palomar”. Più che un libro, una raccolta di critica, poesia e prosa. Rigorosamente in versi. Come il consueto stile prediletto dall’autore. Per mantenere quel ritmo vibrante senza il quale non potrebbe mai nascere un progetto editoriale degno della sua firma.

Come foto istantanee. Come polaroid. A sorvolare il senso delle cose per poi colarci a picco dentro. Questa è la cornice che fa da contorno alla tela del racconto trasversale di Antonello Ricci in “Giardino e morte del signor Palomar”. 

Oltre le righe d’inchiostro, evidenti i cavalloni interiori. Una raccolta trasversale di vissuti sparsi che, apparentemente scollati tra di loro, profila invece una robusta consapevolezza. Riconducendo a riflessioni approfondite sui vissuti di una vita intensa. Nel modo in cui è stata vissuta e percepita. Ma anche in quello in cui viene ri-partorita raccontandola. Per condividerla. E per offrirla a chi possa essere in grado di sentirsi libero di interpretare. Curioso. Anticonformista. Per un pubblico capace di scegliere e autodeterminarsi nelle assonanze disegnate dalla profondità.

La composizione è stata dettata dall’onda sonora della poesia. Traducendosi talvolta in asimmetrie strutturali.

“E non so bene se sto parlando
di un’età in cui non uscivo mai dal giardino o
di un’età in cui scappavo sempre fuori in giro:
perchè ora le due età si sono fuse in una
E questa età
è una cosa aola con in luoghi
che non sono più luoghi
né nulla”

Con questo ultimo lavoro Antonello Ricci esprime un personale, intimo tentativo. Quello di racchiudere quei cavalloni interiori che lo hanno inebriato e tormentato. Facendo confluire dentro “Giardino e morte del signor Palomar” le storie e i racconti trasversali derivanti dalla trasformazione dell’essere nel tempo. Del suo essere. E di quanto accumulato lungo l’esperienza. Una manifestazione di vissuti e risvolti interiori che lo stesso autore ha definito “la pornografia della mia vita”.

Valeria Conticiani

12 aprile, 2018

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