--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Operazione Anubi - Accusati di corruzione e concussione, saranno processati con altri quindici indagati

Business del caro estinto, a giudizio tre necrofori di Belcolle

di Silvana Cortignani

Bassano-Presepe-19-560x60

Condividi la notizia:

Operazione Anubi - Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Il passaggio di denaro

La pm Paola Conti

La pm Paola Conti

 

L'avvocato Marco Russo

L’avvocato Marco Russo

Viterbo – Business del caro estinto, sarà processo per tutti. Prima udienza il 3 ottobre. 

Si è conclusa ieri davanti al gip Savina Poli a distanza di quattro anni dal clamoroso arresto per corruzione di tre necrofori di Belcolle l’udienza preliminare per i quindici indagati dell’inchiesta del sostituto procuratore Paola Conti. 

Tutti rinviati a giudizio con l’accusa di corruzione e di concussione per induzione. “Siamo riusciti a ottenere la riqualificazione dall’iniziale reato di concussione per costrizione a concussione per induzione”, ha sottolineato uno dei difensori, l’avvocato Marco Russo, a margine dell’udienza. 

La maxinchiesta ha portato alla luce un presunto giro di “funerali facili” per le imprese funebri disposte ad allungare 50 euro a salma ai necrofori della morgue dell’ospedale.

E’ l’operazione Anubi, scattata all’alba del 9 maggio 2014. L’avviso di conclusioni indagini per i 15 indagati della presunta “tangentopoli mortuaria” risale al 26 ottobre 2015.  

Inizialmente gli inquisiti erano un numero ben più imponente, 37, quasi tutti impresari del settore pompe funebri, tra Viterbo, Roma e Civitavecchia. Poi, strada facendo, le indagini hanno portato a escludere responsabilità da parte del grosso della schiera. 

A far scattare l’allarme, nel settembre 2013, fu un esposto del direttore sanitario della Asl di Viterbo, Giuseppe Cimarello, sollecitato dalle ditte escluse a denunciare il sistema che avrebbe permesso ai necrofori di intascare in media l’equivalente di uno stipendio in più al mese.

Le ditte più “inserite” avrebbero perfino avuto a disposizione degli armadietti in ospedale, dove tenere, pronti all’occorrenza, drappi, paraventi, crocifissi, candelabri e tutti gli accessori per l’allestimento di una veloce camera mortuaria.

Ai domiciliari con l’accusa di corruzione in concorso finì il 67enne Floriano Franklin Canela, il maestro di Capoeira originario di Rio de Janeiro che ha importato e diffuso la famosa arte marziale brasiliana nel capoluogo, dove è giunto tanti anni fa per il gemellaggio con la città paulista Santa Rosa da Viterbo. E con lui Carlo Eleuteri e Fabrizio Valeriani.

Secondo il pm Paola Conti, il terzetto avrebbe messo a punto un collaudato modus operandi con almeno una decina di agenzie funebri compiacenti. I necrofori, nelle loro vesti di “incaricati di pubblico servizio”, avrebbero intascato mazzette pari a 50 euro a salma per segnalare in tempo reale i decessi avvenuti in ospedale, tre al giorno di media, garantendo ai complici una sorta di monopolio delle esequie.

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
19 aprile, 2018

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR