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Tribunale - Presunta vittima degli imputati, nega le pressioni - Scontro tra accusa e difesa sulle intercettazioni

Gianlorenzo e avvocato accusati di estorsione, testimonia imprenditore

Il pm Massimiliano Siddi

Il pm Massimiliano Siddi

Paolo Gianlorenzo con l'avvocato Franco Taurchini

Paolo Gianlorenzo con l’avvocato Franco Taurchini

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

 

Viterbo – Cronista e avvocato accusati di estorsione, testimonia un imprenditore. La presunta vittima degli imputati, nega però le pressioni. Intanto è scontro tra accusa e difesa sulle intercettazioni. 

Entra nel vivo il processo per estorsione in concorso al giornalista Paolo Gianlorenzo e all’avvocato Samuele De Santis. Un’udienza fiume di tre ore quella di ieri davanti al giudice Silvia Mattei, pm Massimiliano Siddi. 

Gli imputati, nel 2012, secondo l’accusa, avrebbero contattato potenziali indagati della maxiinchiesta Genio e sregolatezza proponendo il cosiddetto pacchetto “difesa e clemenza a mezzo stampa”: se si fossero rivolti a De Santis, sarebbero usciti articoli soft.

Teste chiave, tra le presunte vittime, l’imprenditore Amedeo Orsolini, che ha detto di avere avuto un incontro con entrambi al cantiere dell’Acquabianca, ma di non ricordarne i contenuti e soprattutto di non ricordare di avere ricevuto pressioni. 

Avrebbe scambiato qualche parola con Gianlorenzo, che poi gli avrebbe presentato il coimputato come un avvocato bravo amico suo. Forse ci sarebbero stati riferimenti all’indagine in corso su un presunto giro di appalti pubblici truccati con la complicità di due funzionari del genio civile. Ma non l’avrebbe sentita come una minaccia, tanto più che avrebbe avuto il suo legale di fiducia per ogni eventuale riferimento. 

Un interrogatorio a tratti duro, col pm che avrebbe sollecitato Orsolini a ricordare quanto dichiarato a suo tempo a sommarie informazioni, il cui tenore sarebbe stato diverso secondo l’accusa, ma non secondo il testimone. 

Scontro, tra accusa e difese, sulle intercettazioni, le difficoltà incontrate dalla perita nelle trascrizioni e i presunti errori a monte nell’identificazione delle persone, riconosciute dagli ufficiali di polizia giudiziaria, anch’essi sentiti in aula, tramite la conoscenza personale delle voci e non con metodologie tecniche specifiche. 

Nel caso dell’avvocato, sarebbero state trascritte anche intercettazioni di telefonate strettamente private e personali, scambiate con con padre, madre e moglie. E l’unica conversazione con Gianlorenzo sarebbe stata effettuata mentre stavano parlando del mandato da parte di un cliente al suo legale di fiducia. 

De Santis è difeso dal collega Carmelo Ratano, Gianlorenzo da Franco Taurchini e Carlo Taormina, ieri sostituito da Fausto Barili. 

Gianlorenzo, nello stesso processo, è a giudizio anche per violenza privata, perché nell’autunno di cinque anni fa avrebbe sbarrato il passo alla moglie di Francesco Battistoni fuori scuola e le avrebbe detto “vedrai che ti succede”; causa del suo arresto il 23 novembre 2013, tre giorni a Mammagialla e circa due mesi ai domiciliari. Parte civile la presunta vittima. 

Il processo riprenderà il 17 ottobre, quando saranno sentiti altri quattro testimoni dell’accusa.

Silvana Cortignani

 

19 aprile, 2018

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