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Processo Anubi - L'avvocato Marco Russo, che difende uno dei tre necrofori di Belcolle, spiega cosa cambia con la contestazione agli imputati di concussione per induzione

“I titolari delle pompe funebri dovranno rispondere in concorso”

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Operazione Anubi - arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle - Il passaggio di denaro

Operazione Anubi – Arrestati tre necrofori della camera mortuaria di Belcolle – Il passaggio di denaro

L'avvocato Marco Russo

L’avvocato Marco Russo

Viterbo – Business dei funerali, prenderà il via il prossimo 3 ottobre il processo per corruzione e concussione ai quindici indagati rinviati a giudizio mercoledì dalla gup Savina Poli, su richiesta della pm Paola Conti.

Sono accusati a vario titolo di corruzione in concorso e concussione per induzione, mentre il reato inizialmente ipotizzato dalla procura era induzione per costrizione. Spiega cosa cambia il difensore di uno dei necrofori dell’ospedale, Marco Russo. 

E’ l’operazione Anubi, scattata all’alba del 9 maggio 2014, quando finirono ai domiciliari tre necrofori di Belcolle: Floriano Franklin Canela,  Carlo Eleuteri e Fabrizio Valeriani.

La riqualificazione del reato di concussione cosa comporta?
“La concussione per induzione – spiega Russo – è stata contestata in modifica di quella ben più grave per costrizione nella forma del tenativo e a mio avviso sarà davvero arduo per la procura dimostrare la responsabilità, atteso che i presunti concussi, titolari di imprese funebri, saranno a loro volta chiamati a rispondere in concorso sulla base della nuova normativa sulla corruzione entrata in vigore nel 2012 e certamente applicabile e non potranno essere intesi come persone offese”.

Lei assiste uno dei tre necrofori finiti ai domiciliari nella primavera di quattro anni fa
“Esattamente. Peraltro vorrei precisare che Fabrizio Valeriani ha sempre avuto il plauso della direzione sanitaria come persona corretta e per bene e che l’accettazione di mance non ha mai orientato il proprio comportamento, che è stato sempre irreprensibile e soprattutto uguale per tutti. Peraltro Fabrizio Valeriani non era un necroforo, ma un semplice ausiliario, al contrario degli altri due e nel 2008 era stato chiamato a sostituire temporaneamente il Canela assente per malattia. Poi come sempre accade la sostituzione tenporanea è divenuta definitiva anche perché è sempre stato diligente nello svolgere le sue funzioni che erano meramente esecutive senza tuttavia alcuna valorizzazione sotto il profilo economico e retributivo”.

Si aspettava, avvocato, il rinvio a giudizio da parte del gup?
“Ci rendiamo conto che tali argomenti, ancorché sviscerati ed approfonditi nel corso dell’udienza preliminare non potevano essere vagliati dal gup, che deve solo valutare la sostenibilità dall’accusa in giudizio e che, per come è strutturata oggi l’udienza preliminare, anche per un orientamento giurisprudenziale che ne ha snaturato la sua funzione di filtro effettivo, non è consentito un approfondimento nel merito. Sono certo che il Valeriani potrà per il mio tramite dimostrare la sua innocenza nel corso del dibattimento pubblico che inizierà ad ottobre”.

Silvana Cortignani


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23 aprile, 2018

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