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Viterbo - L'inchiesta sul 24enne che inneggiava alle stragi e aveva esplosivi finisce a Roma: "Ipotesi affiliazione associazioni sovversive" - La scientifica: "Negli ordigni nitrato di potassio, polvere pirotecnica e miscela combustibile comburente"

“Illarionov potrebbe essere un terrorista”

di Raffaele Strocchia
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Il 24enne Denis Illarionov

Il 24enne Denis Illarionov

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo - Questura - L'arresto di Denis Illarionov

Viterbo – Questura – L’arresto di Denis Illarionov

Denis Illarionov inneggia al killer di New York Sayfullo Saipov su Reddit

Denis Illarionov inneggia al killer di New York Sayfullo Saipov su Reddit

Denis Illarionov impugna un ordigno in una foto su Instagram

Denis Illarionov impugna un ordigno in una foto su Instagram

Denis Illarionov su Instagram

Denis Illarionov su Instagram

Viterbo – Reati legati al terrorismo.

Per gli inquirenti, “Denis Illarionov potrebbe essere affiliato ad associazioni sovversive”. Ed è per questo che l’inchiesta sul 24enne trovato con esplosivi, pistole, fucili e tirapugni è passata dalla procura di Viterbo a quella di Roma. E del caso se ne occuperà il pool antiterrorismo del procuratore capo della Capitale Giuseppe Pignatone.

Ma per il momento quella legata al terrorismo è solo un’ipotesi di reato. Ancora embrionale, anche perché quel “lavoro lungo e complesso” – come gli investigatori lo hanno definito – di verifiche e approfondimenti sulle apparecchiature informatiche sequestrate a Illarionov non è ancora terminato. È la Digos di Viterbo diretta da Monia Morelli che sta passando al setaccio i pc e i cellulari da cui il 24enne ha anche inneggiato agli autori di alcune stragi negli Stati Uniti: Eric Harris e Dylan Klebold, Micah Xavier Johnson e l’estremista islamico Sayfullo Saipov. Gli ultimi due Illarionov li ha definiti, rispettivamente, “Il grande che ha bucato gli sbirri a Dallas” e “Un angelo caduto per mano degli infedeli”.

Non sono ancora arrivati neppure i risultati ufficiali delle analisi chimiche sulle sostanze rinvenute nell’appartamento di via Zuccari, a Bagnaia, dove il 24enne abitava. Ma le prime indiscrezioni che escono dai laboratori della polizia scientifica della Capitale confermano quanto già ipotizzato dagli agenti della Digos e dell’antiterrorismo. Ovvero, Illarionov era in possesso di tre chili di nitrato di potassio (“Questa roba ti spedisce sulla luna”, scriveva lui sui social), polvere pirotecnica e una miscela combustibile comburente ottenuta sciogliendo nitrato di potassio e zucchero. All’occhio, si presenta come una sostanza solida di colore giallo o bianca tendente al paglierino che “dopo essere stata innesca con l’accensione di una fiamma ha provocato una rapida combustione dalla quale è scaturita una cospicua quantità di fumo denso”. Lo ha scritto il gip di Viterbo Savina Poli, descrivendo una prova empirica effettuata dagli artificieri, nell’ordinanza d’arresto con cui ha spedito il 24enne in carcere.

Quelle sostanze sono dunque “materiali esplodenti, asfissianti, accecanti, tossici o infiammabile – sottolinea il giudice -. Sostanze che possono servire alla fabbricazione di materie esplodenti, la cui detenzione appariva finalizzata ad attentare alla pubblica incolumità”. Sostanze che Illarionov aveva utilizzato per realizzare “manufatti potenzialmente esplodenti, uno dei quali fabbricato anche con decine di monetine idonee ad aumentarne, in caso di esplosione, la potenzialità offensiva”.

A scovare il 24enne è stato l’Fbi, e ora – dopo che l’inchiesta è passata al pool antiterrorismo della procura di Roma – la sua posizione si complica. Perché gli inquirenti, oltre alla fabbricazione e alla detenzione di materie esplodenti, potrebbero contestargli pure reati legati al terrorismo. E da “potenziale emulatore” potrebbe essere considerato un vero e proprio “affiliato ad associazioni sovversive”. E chissà da quanto tempo, visto che sui social le prime immagini in cui ostenta esplosivi e ordigni risalgono a tre anni fa.

Eppure Illarionov, giovane italiano di origini lettoni, che “viveva da solo e non aveva alcuna relazione sociale” e che prima d’ora “non si era mai evidenziato sotto il profilo politico\religioso”, ha iniziato a ripetere: “Non sono un terrorista, non sono un attentatore. Non volevo far saltare in aria niente e nessuno. Non volevo far esplodere alcun ordigno. Le armi erano dei giocattoli, e i commenti con cui avrei inneggiato agli autori di stragi negli Stati Uniti sono stati una leggerezza”. E ora il 24enne, che da ventuno giorni è rinchiuso a Mammagialla, vuole uscire dal carcere. Il suo avvocato Luciano Laureti ha impugnato l’ordinanza d’arresto davanti al tribunale del Riesame.

Raffaele Strocchia


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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1 aprile, 2018

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