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Rotelli e Arena testimoni d’accusa contro l’ex sindaco Gabbianelli…

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Giancarlo Gabbianelli e il suo avvocato Massimo Rao Camemi [3]

Giancarlo Gabbianelli e il suo avvocato Massimo Rao Camemi

I pm Franco Pacifici e Paola Conti [4]

I pm Franco Pacifici e Paola Conti

Viterbo – Buco milionario della società municipalizzata, Mauro Rotelli e Giovanni Arena testimoni dell’accusa contro l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli.

E’ l’ultimo colpo di scena del processo Cev. Il collegio ha accolto la richiesta dei pm Paola Conti e Franco Pacifici di ascoltare in aula una manciata di ex imputati, usciti di scena grazie alla prescrizione. 

Tra i neo-promossi testimoni – che saranno sentiti nelle due udienze del 16 maggio e del 5 giugno – spiccano il coordinatore comunale di Forza Italia, Giovanni Arena, e l’onorevole Mauro Rotelli, neo eletto alla camera dei deputati per Fratelli d’Italia.

Gli altri sono gli ex consiglieri comunali ed assessori dell’era Gabbianelli, Paolo Muroni e Marco Bracaglia e l’ex comandante della polizia locale Alfredo Matteucci.

Alla fine l’ha spuntata la procura. E sarà sempre la procura a decidere quali degli ex coimputati ascoltare per primi, mentre Viterbo sarà in piena campagna elettorale per il delicato voto delle amministrative del 10 giugno 2018, dieci anni dopo le dimissioni del sindaco Gabbianelli. In quanto testimoni non potranno avvalersi della facoltà di non rispondere, ma, assistiti dai rispettivi difensori, dovranno rispondere  alle domande dei pubblici ministeri. 

“La loro deposizione è indispensabile. Per amore della verità”, ha ribadito alla presidente Silvia Mattei (a latere Giovanni Pintimalli e Giacomo Autizi) il sostituto procuratore Pacifici, sicuro di poter provare l’associazione per delinquere, contestata all’ex sindaco, all’ex city manager Armando Balducci e ad altri 14 dei 35 indagati iniziali, imputati a vario titolo di corruzione e abuso d’ufficio. 

Falcidiato dalle prescrizioni, l’ex maxiprocesso vede ancora alla sbarra soltanto sette imputati: Giancarlo Gabbianelli, Armando Balducci, Claudio Ciucciarelli, Amedeo Orsolini, Mauro Di Stefano, Attilio Moretti e Maurizio Guerrini. Parti civili il Comune di Viterbo e il Cev. I fatti risalgono al  periodo che va dal 2003 al 2008. 

Uno solo è indagato per concussione, l’ingegnere Claudio Ciucciarelli, difeso dagli avvocati Fausto Barili e Carlo Taormina; presunta vittima, e parte civile, l’imprenditore di Capranica Claudio Londero, che ha realizzatogli gli impianti della piscina comunale del Murialdo e montato i pannelli solari sulle scuole comunali. 

Tutti per Ciucciarelli, gli ultimi due testi della difesa: un consulente del Cev a distanza di dieci anni da quando fu sentito per la prima volta dalla procura ha detto di non ricordarsi le fasi che hanno preceduto la posa in opera dei pannelli solari nelle scuole; e l’ingegnere Francesco Cantarella, dal 1998 al 2006 direttore dei lavori del cantiere per la realizzazione della piscina comunale, di cui l’imputato era direttore operativo.

Cantarella in particolare, pungolato sia dai difensori Taormina e Barili che dai pm Conti e Pacifici, ha cercato di chiarire quali fossero il ruolo e i poteri di Ciucciarelli nel cantiere e se potesse condizionare o ostacolare, magari contestandone i lavori, l’impresa di Claudio Londero nella prosecuzione dei lavori.”L’ultima parola spettava al direttore dei lavori”, ha detto il teste. 

Di sicuro Londero, a causa dell’appalto, particolarmente oneroso, avrebbe sofferto in quel periodo di  problemi economici. “Un giorno sì e quell’altro pure Londero, a livello di sfogo, minacciava di lasciare il cantiere. era una lamentela continua contro tutto e tutti – ha detto Cantarella –  ma poi restava sempre, anche perché contava di portare a termine la piscina e di rientrare aggiudicandosi la successiva manutenzione dell’impianto. Si lamentava dei prezzi bassi, ma ci sta negli appalti; gli veniva espressa massima partecipazione, ma non si poteva farci nulla”. 

Silvana Cortignani


L’inchiesta

Le indagini della Procura di Viterbo sono partite nel 2007 dal sequestro di una mole ingente di documenti da parte della guardia di finanza. Documenti nei quali le fiamme gialle riscontrarono alcune anomalie.

Tra queste, le cifre a molti zeri che il Comune avrebbe versato al Cev per l’esecuzione di alcuni servizi. O il pagamento di spese straordinarie da cui trarrebbero origine i debiti fuori bilancio dello stesso Comune viterbese.

Secondo i pubblici ministeri titolari del fascicolo, Paola Conti e Franco Pacifici, i servizi venivano affidati in modo illecito, senza regolari gare a evidenza pubblica.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”


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