Gamboni-infissi-infissi-nov-2017

--

--

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Salute - Nel 2017 i malati ricoverati residenti nella Tuscia sono stati 51, di questi solo 3 erano bambini - Silvia Aquilani (Asl): "L'età pediatrica è coperta al 98% dai vaccini, più a rischio gli over 20"

Morbillo, escalation di contagi tra gli adulti

Silvia Aquilani

Asl – Silvia Aquilani

Viterbo – (f.b.) – Morbillo, escalation di contagi tra gli adulti. Gli over 20 sono molto più a rischio dei bambini.

Nel 2016 soltanto 7 persone residenti nella Tuscia sono state ricoverate per aver contratto il morbillo. Nel 2017 il numero è salito vertiginosamente a 51.

Un’impennata considerevole che però, al contrario di quanto si possa pensare anche in relazione alla recente legge di obbligo dei vaccini per i bambini che frequentano le scuole, non riguarda affatto l’età pediatrica. I più a rischio sembrano essere, infatti, gli adulti: la fascia tra i 20 e i 30 anni in particolare, ma tutti coloro, più in generale, che hanno più di 16 anni, età limite del programma vaccinale offerto dal sistema sanitario italiano.

A fare il punto sul numero di casi registrati nel 2017 nella Tuscia la dottoressa Silvia Aquilani, dirigente del dipartimento di Prevenzione, coordinamento vaccinazioni.

“Intanto va chiarito che si tratta di 51 pazienti affetti da morbillo, che risultano residenti nella Tuscia – spiega Aquilani -, ma non tutti hanno contratto la malattia o ne hanno manifestato i sintomi nella provincia di Viterbo. Sette di loro sono stati ricoverati in altre regioni d’Italia e 44 nel Lazio, ma non tutti a Belcolle. I 51 casi, inoltre, si riferiscono a tutto il 2017, con un’incidenza maggiore nella primavera/estate. Il trend è poi calato considerevolmente già da inizio autunno e si sta per ora mantenendo basso anche in questi primi mesi del 2018”.

Ma qual è la fascia più a rischio? “Non i bambini – rimarca la dottoressa Aquilani -. Forse viene spontaneo associare il morbillo ai più piccoli, ma in questo caso non è così. Nella nostra provincia il 98% dei soggetti in età pediatrica è vaccinato. Un dato che è il risultato non soltanto dell’obbligo vaccinale imposto l’anno scorso dal ministero della Salute, perché anche prima la gran parte dei bambini veniva fatta vaccinare entro i due anni di vita. Tra quei 51 casi del 2017 soltanto 3 erano minorenni”.

Ad essere molto più esposti sono gli adulti, specialmente quelli nati in un periodo in cui il livello di attenzione nei confronti della malattia si era abbassato fin troppo. “Chi ha più di 20 anni – continua Aquilani – spesso non sa o non si ricorda se è stato vaccinato da piccolo e potrebbe non aver contratto la malattia finora. Tra l’altro il morbillo è una di quelle esantematiche molto contagiose e la sua propagazione avviene soprattutto prima ancora che i sintomi si palesino. Basta parlare a poca distanza da chi ha il virus per rischiare di prenderselo tramite le goccioline di saliva sprigionate dalla bocca”.

L’invito, dunque, è di ricorrere al vaccino. In particolare se si lavora o si frequentano spesso luoghi molto affollati o considerati a rischio, come ospedali o scuole.

“Alla Asl di Viterbo, ad esempio – racconta ancora Silvia Aquilani -, il nostro medico del lavoro sta facendo un capillare servizio di prevenzione proponendo il vaccino a tutti i neoassunti, se non già vaccinati, e a tutti gli altri dipendenti che non vi si erano sottoposti negli anni indietro. La stessa cosa sarebbe importantissimo farla tra gli operatori scolastici e in tutte le altre comunità simili”.

Tornando ai dati, la maglia nera del morbillo a livello regionale la detiene la Sicilia, subito seguita proprio dal Lazio e poi da Calabria e Toscana. “Siamo i secondi è vero – commenta Aquilani -, ma non dimentichiamoci che ad alzare in maniera esponenziale i dati c’è Roma con la sua elevata densità residenziale e i tantissimi centri di aggregazione come ospedali e stazioni ferroviarie”. 

16 aprile, 2018

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564