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Sospetto terrorista, il riesame si riserva

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Il 24enne Denis Illarionov [3]

Il 24enne Denis Illarionov

 
Viterbo - Questura - L'arresto di Denis Illarionov [4]

Viterbo – Questura – L’arresto di Denis Illarionov

Viterbo - Polizia - L'arresto di Denis Illarionov - Le armi, gli ordigni e l'esplosivo sequestrati [5]

Viterbo – Polizia – L’arresto di Denis Illarionov – Le armi, gli ordigni e l’esplosivo sequestrati

Viterbo – (sil.co.) – A Mammagialla dal 12 marzo scorso, Denis Illarionov spera di lasciare il carcere grazie al tribunale della libertà, ma dovrà attendere.

Si sono riservati i giudici del riesame, davanti ai quali si è tenuta oggi l’udienza per la revoca o un alleggerimento della misura di custodia cautelare.

Spetta a loro decidere l’immediato futuro del 24enne italiano d’origine lettone, residente a Bagnaia, segnalato dall’Fbi come potenziale terrorista internazionale e arrestato dalla Digos con l’accusa di detenzione e fabbricazione di materiale esplosivo.

Nel frattempo la situazione di Denis Illarionov si è complicata. Dopo i primi riscontri, infatti, il fascicolo aperto a Viterbo è finito a Roma, dove il 24enne è indagato come “possibile affiliato ad associazioni sovversive” dal pool antiterrorismo del procuratore capo Giuseppe Pignatone.

In caso di parere positivo da parte dei giudici capitolini, per lo scioglimento della riserva potrebbero bastare poche ore, per motivi di giustizia, dal momento che il richiedente si trova dietro le sbarre.

In tal caso sarebbe lo stesso detenuto, difeso dall’avvocato Luciano Laureti, ad essere informato per primo, lasciando il carcere. Altrimenti, nell’ipotesi che l’istanza venga bocciata, potrebbero passare anche diversi giorni per le motivazioni. Ergo, più i tempi si allungano, più le speranze d’accoglimento si affievoliscono.

Il giorno del blitz, quasi un mese fa, nell’abitazione di Illarionov in via Zuccari, a due passi da Villa Lante, sono stati sequestrati esplosivi, pistole, fucili e tirapugni. In particolare, circa tre chili di nitrato di potassio, polvere pirotecnica e una miscela combustibile creata dall’unione di nitrato di potassio e zucchero.

Materiale con cui, secondo gli investigatori, avrebbe potuto fare una strage, come annunciava nei suoi deliranti post su internet, attraverso Facebook, Instagram e altri social network con frasi del tipo “ora esco e faccio una strage all’asilo”, inneggiando a personaggi come Sayfullo Saipov, il terrorista islamico che il 31 ottobre del 2017 ha investito e ucciso 8 persone a New York.

Nella Tuscia il 24enne, ex studente del ragioneria, è giunto da bambino, al seguito della madre, sposata con un italiano residente in provincia di Viterbo.

Dopo la separazione, la donna si è prima trasferita col figlio a Bagnaia, poi all’estero, sembra in Germania, mentre Denis è rimasto a Viterbo. Il giovane, che per mantenersi, oltre a un piccolo contributo materno, avrebbe lavorato nell’edilizia, sarebbe passato inosservato anche ai vicini. Un tipo solitario che avrebbe trascorso gran parte del tempo libero chiuso in casa davanti al computer. 


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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