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Viterbo - Una mostra dedicata al faraone egizio vissuto nel 1.300 a.C. - L'esposizione verrà inaugurata durante il festival Caffeina - Prevista la presenza del ministro della cultura del governo al-Sisi

Tutankhamon conquista palazzo dei Papi

di Daniele Camilli
Tutankhamen

Tutankhamon

Viterbo - Palazzo dei Papi

Viterbo – Palazzo dei Papi

Viterbo – Tutankhamon a Palazzo dei Papi. Una mostra dedicata al tesoro del sovrano egizio vissuto nel 1.300 a.C.. Nelle sale che a Viterbo ospitarono il primo conclave della storia.

La mostra dovrebbe aprire i battenti durante il prossimo festival Caffeina cultura che si terrà dal 22 giugno al 1° luglio. Sponsor dell’iniziativa la Società italiana di beneficenza (Sib) del filantropo siciliano Eugenio Benedetti. 

Dell’esposizione faranno parte circa 150 pezzi. Nella maggior parte repliche provenienti direttamente dall’Egitto. Tra queste otto Sfingi del Viale Trionfale d’ingresso al gran tempio di Karnak a Luxor. Del tesoro di Tutankhamon verranno esposti pure il cofano coi vasi canopi, il celebre ‘tronetto’ faraonico, il grande ‘naos’, nonché la collezione dei gioielli regali.

Accanto a Tutankhamon, verranno esposte anche una trentina di icone della chiesa coopta, fondata in Egitto nel I secolo d.C., assieme ad altri reperti archeologici provenienti anch’essi dalla valle del Nilo.

Prevista inoltre la presenza del ministro della cultura egiziano del governo di al-Sisi.

“Eugenio Benedetti – sta scritto sul sito eugeniobenedetti.com – è un imprenditore italiano, filantropo, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”. Nato a Catania nel 1929, Benedetti ha iniziato la propria attività alla fine degli anni cinquanta “organizzando diverse Mostre private in vari Paesi socialisti. Successivamente, ha assunto la rappresentanza di un gruppo di primarie fabbriche italiane di macchine utensili e di attrezzature elettromeccaniche destinate all’industria leggera, al settore medico e alla ricerca scientifica”.

Nel 1980 l’Unione Sovietica gli conferì il ‘Mercurio d’Oro’ per aver costruito fino ad allora oltre cento fabbriche in Urss. 

Tanti i riconoscimenti ottenuti da Benedetti nel corso della sua carriera. Il segretario del comitato centrale  del partito comunista russo Kruscev lo definì Benedetti. Il leader della Cina rivoluzionaria Mao Tse Tung lo chiamò invece “il nuovo Marco Polo”.

Infine per il politico italiano Gianni Letta, Eugenio Benedetti ha contribuito “a riaprire tra popoli formalmente nemici la comunicazione interrotta sotto forma di macchinari, impianti industriali, innovazioni scientifiche, tecniche moderne, e gusto della vita e del lavoro, impiantando fabbriche ‘chiavi in mano’ a tecnologia italiana, in Russia, in Cina, in Uzbekistan, in Angola, e in tanti altri Paesi del mondo. Un pioniere la cui opera consente oggi ai nostri marchi e alla nostra manifattura, specie ad alto contenuto di sapere, di trovare in quei Paesi accoglienza calorosa proprio per il credito guadagnato”.

Daniele Camilli

16 aprile, 2018

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