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Viterbo - Riaperto il Gran caffè di Corso Italia - Una nuova gestione affidata all'imprenditore romano Urbano Salvatori

“Voglio fare di Schenardi il salotto buono della città, ma a prezzi contenuti”

di Daniele Camilli

Viterbo - Riapre il Gran Caffè Schenardi

Viterbo – Riapre il Gran Caffè Schenardi

Viterbo - La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo – La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo - Foto di gruppo per la riapertura del Gran Caffè Schenardi

Viterbo – Foto di gruppo per la riapertura del Gran Caffè Schenardi

Viterbo - Urbano Salvatori assieme al vescovo Lino Fumagalli e al sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – Urbano Salvatori assieme al vescovo Lino Fumagalli e al sindaco Leonardo Michelini

Viterbo - La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo – La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo - La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo – La riapertura del Gran caffè Schenardi

Viterbo – Riapre il gran Caffè Schenardi di Viterbo. “Per diventare il salotto buono della città ma a prezzi contenuti”. Con l’ambizione di trasformarsi in futuro in un polo attrattivo per il mondo del commercio e la cultura. Un locale alla portata di tutti. In pieno centro storico cittadino.

Multimedia: Riapre il Gran Caffè SchenardiVideo

Così lo vuole e così lo definisce Urbano Salvatori, l’imprenditore romano che l’ha preso in gestione dopo che Schenardi aveva subito varie aperture e chiusure, l’ultima l’anno scorso.

“Mi sono innamorato di questo posto non appena l’ho visto”, ha detto Salvatori. Romano cresciuto a Cinecittà, padre pompiere e madre segretaria d’azienda.

Un uomo di 52 anni venuto su con le proprie forze, con altri due ristoranti in gestione, uno a Fiumicino e l’altro a Frascati, e un passato alle spalle che lo ha visto gestire bar e ristoranti importanti, a Piazza Cavour e allo sport center sull’Aurelia. Il primo davanti alla Cassazione, il secondo all’interno di un circolo sportivo che contava 7 mila soci. Entrambi a Roma. Un’esperienza ventennale nei settori della ristorazione e del marketing.

“Sono arrivato a Viterbo – spiega Salvatori – grazie a un insegnante di educazione fisica che insegna all’istituto Vanni. Si chiama Lillo Ferri. L’ho conosciuto 3 anni fa in Sardegna. Appena siamo diventati amici non ha fatto altro che parlarmi della città e dell’importanza che per essa aveva Schenardi. Mi ha poi messo in contatto con l’assessore Sonia Perà e insieme abbiamo avviato un percorso che ha riportato all’apertura del Caffè”. Con un investimento importante e l’assunzione di 13 dipendenti, 12 di Viterbo. “Solo il pasticcere Giovanni è di Palermo”. 

Una riapertura all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità economica di un locale di gestione piuttosto elevati. A partire dall’affitto. La struttura è infatti proprietà di una famiglia viterbese.

“Vogliamo fare di Schenardi – prosegue Urbano Salvatori – il salotto buono della città, ma a prezzi contenuti. Un locale alla portata di tutti. Con una zona brunch, per pranzi veloci e self service, un ristorante di pesce di livello per 35-40 persone e una pasticceria importante che mette insieme tradizione italiana e chicche viterbesi”.

Un tipo allegro e senza spocchia. Oggi pure senza voce. In una città difficile. A suo agio con tutti. Simpatico e alla portata. E se si gira di profilo somiglia a George Clooney.

Un imprenditore a suo agio con il questore Suraci che arriva alla fine dell’inaugurazione. Con i politici, che sa come gestire. Salvatori a Roma ha fatto pure militanza politica. A contatto con quartieri e territori. Ai tempi del sindaco Veltroni. A suo agio con il vescovo Fumagalli che entrando nella sala del buffet ricordava al sindaco Michelini quando l’Italia perse con la Corea Nord ai mondiali d’Inghilterra del 1966.  

Il Caffè di Salvatori punta a diventare anche “un vero e proprio polo attrattivo per tutto il mondo del commercio del centro storico. Abbiamo già preso contatti con l’associazione Facciamo Centro per costruire insieme delle iniziative. Inoltre il caffè è a disposizione per esposizioni, mostre, convention, presentazione di libri, eventi culinari. In futuro realizzeremo anche corsi culinari e di pasticceria”.

All’inaugurazione di oggi pomeriggio c’erano tutti. Le istituzioni innanzitutto, dal sindaco Leonardo Michelini agli assessori Sonia Perà, Antonio Delli Iaconi e Luisa Ciambella fino al senatore Umberto Fusco e ai consiglieri comunali Gianluca Grancini, Paolo Moricoli e Filippo Rossi. C’era anche il vescovo, Lino Fumagalli, per la benedizione, e Lorenzo Suraci per la Questura.

Assieme a loro tanti viterbesi. Alla riscoperta di un luogo storico della città di Viterbo che riaffiora dall’ombra per riconquistare i suoi antichi fasti.

“Mi auguro che diventi un luogo di incontro e di confronto – ha commentato il vescovo Lino Fumagalli – Per la crescita umana ma anche culturale e sociale. Un’iniziativa che va lodata, perché i nuovi gestori hanno investito in un locale storico, per il bene dell’intera comunità”.

“Un’apertura – ha concluso infine Sonia Perà – che rende merito al nostro centro e al lavoro che è stato fatto. Un’imprenditore che scommette e crede nella nostra città.  

Daniele Camilli

 

 

18 aprile, 2018

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