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Cronaca - I pendolari di Orte indossano maschere da animali per protestare contro i disservizi sulla linea ferroviaria

“Ci trattate come bestie”

di Alessandro Castellani

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La protesta del Comitato pendolari Orte

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La protesta del Comitato pendolari Orte

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La protesta del Comitato pendolari Orte

La protesta del Comitato pendolari Orte

Orte – Questa mattina i viaggiatori del Copeo – Comitato pendolari Orte hanno inscenato una singolare protesta davanti alla stazione ferroviaria, per invocare attenzione sul problema dei disagi sulla tratta Orte – Roma.

I pendolari hanno manifestato nel piazzale d’ingresso dello scalo per circa un’ora e mezza, dalle 6,30 alle 8. I volti coperti da maschere di animali, a simboleggiare le condizioni da “carri bestiame” in cui sostengono di viaggiare ormai da mesi.

Tra loro anche una ragazza vestita da cartomante che doveva indovinare i minuti di ritardo dei treni del giorno.

Presenti alcuni amministratori tra cui l’assessore alla Viabilità del comune di Orte, Daniele Proietti, e diversi curiosi che hanno espresso il loro sostegno ai manifestanti.

Paradossalmente, proprio stamattina la circolazione sulla linea è stata regolare al minuto, ma la protesta del Copeo cova sotto la cenere ormai da diversi mesi.

“Abbiamo scelto un modo civile per manifestare un disagio enorme – spiega il portavoce del comitato, Paolo Ottaviani –. Dai tempi dell’emergenza neve di febbraio, la situazione non è più tornata alla normalità, i disservizi sono gravi e all’ordine del giorno.

Inoltre, abbiamo constatato che nell’ultimo periodo gli appelli del nostro comitato vengono completamente ignorati, sia dalla regione che da Trenitalia. Faccio il pendolare da quindici anni, ho imparato a convivere coi disagi, ma a questi livelli non eravamo arrivati mai. Ci trattano da animali, e come tali ci vestiamo.

Nel contratto di servizio tra regione e Trenitalia – continua Ottaviani – ci sono delle clausole ben precise a tutela dei viaggiatori: ad esempio le penali a carico del vettore in caso di ritardi dei treni, gli standard di pulizia dei convogli, gli obblighi di comunicazione agli utenti e le riunioni periodiche con i comitati pendolari. Non ci sembra che queste clausole vengano rispettate.

Qui le persone partono la mattina e non sanno quando tornano la sera. E il problema è anche sociale, perché c’è gente che materialmente non vede i familiari per giornate intere a causa del tempo che perde sui treni”.

Per concludere, il portavoce del Copeo lancia una proposta. “Tutto quello che chiediamo è il rispetto di quello che paghiamo col nostro abbonamento. Sarebbe giusto che una parte delle penali da versare per i ritardi dei treni venissero girate direttamente ai pendolari. In fin dei conti, noi siamo quelli che subiscono in prima persona i disagi”.

Alessandro Castellani


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7 maggio, 2018

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