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Viterbo - Dibattito in provincia - Ma è scontro su un altro tema scottante, i migranti

Disabilità e dopo di noi, candidati sindaco sotto esame

di Giuseppe Ferlicca

Viterbo – Disabilità e dopo di noi. Quali idee hanno gli otto candidati sindaco a Viterbo su temi così importanti e che toccano centinaia di famiglie?

La Fondazione Oltre noi ha deciso di chiederlo direttamente ad Arena, Ciambella, Erbetti, Frontini, Rossi, Celletti, Serra e Taglia. Chiamati a rispondere a domande precise, in tempi determinati.

Quattro o tre minuti, senza andare ai supplementari. Modera Nicola Savino. Il tema della disabilità coinvolge i presenti, quello sui migranti accende gli animi. Scontro tra Claudio Taglia (Casapound) e altri colleghi. L’argomento divide.

Viterbo - L'incontro sul dopo di noi

Una sala conferenze dell’amministrazione provinciale piena, ad ascoltare e soprattutto a prendere nota. Per verificare se dopo il 10 giugno, chi salirà nel posto più alto a palazzo dei Priori, trasformerà le parole in fatti.

“Le risposte che abbiamo ascoltato ci tranquillizzano – dice il presidente della fondazione Casciani – solo al candidato che vincerà, confezioneremo un video con quanto detto e glielo consegneremo”. A futura memoria. Proprio partendo dal dopo di noi.

In che modo le persone con disabilità vanno aiutate a decidere come vivere e con chi, quando non avranno più al loro fianco genitori o familiari? Le associazioni che fanno parte della Fondazione Oltre noi, idee ne hanno. E i candidati sindaco?

Viterbo - L'incontro sul dopo di noi

Servono progetti di assistenza personalizzata, per Paola Celletti. “Al primo posto l’autonomia del soggetto – osserva Celletti – occorre anche rivedere le modalità dei trattamenti sanitari obbligatori, con minor carattere di violenza, poi servono spazi specifici per accogliere adolescenti, il comune deve mettere a disposizione parte del suo patrimonio immobiliare per luoghi d’incontro, laboratori teatrali, ludici e strumenti di sostegno”.

Massimo Erbetti ha un sogno: “Realizzare un edificio, con all’interno piccole abitazioni, ognuna strutturata per il tipo di disabilità della persona che deve viverci in autonomia – osserva Erbetti – chi non può essere autonomo, un accordo con le associazioni di volontariato consentirà di sostenere le persone”. Anche se i fondi non ci sono, vanno aumentati. La legge sul dopo di noi, però i 5 stelle non l’hanno votato. “Ritenemmo che quella legge andava ad aiutare solo una parte dei disabili che economicamente stavano bene, lasciando fuori gli altri”.

Viterbo - L'incontro sul dopo di noi

Per Claudio Taglia il primo problema sono i soldi che non ci sono. “I fondi vanno reperiti – osserva Taglia – Casapound sa come fare. Dall’accoglienza migranti, perché per noi prima vengono gli italiani. Ogni famiglia costa seimila euro al mese. Siamo per l’abolizione degli Sprar e un attento controllo dei Cas”.

Francesco Serra fa notare come oggi si parli d’inclusione. “E nell’inclusione c’è pure l’immigrazione, l’accoglienza e l’integrazione. I 5 stelle non hanno votato la legge e hanno fatto male – continua Serra – era attesa da anni, un provvedimento di civiltà, con al centro la persona, con fondi certamente da implementare”.

Filippo Rossi risponde con un’esperienza che ha vissuto se non in prima persona, quasi. “Sono un carissimo amico di Gianluca Nicoletti, che ha un figlio autistico. L’ho visto crescere, la prima volta aveva 7 anni e non subito ho percepito la situazione. Mi ricorderò sempre di una chiacchierata con Gianluca, mi ha spiegato l’incubo della sua morte, non per se stesso, ma pensando alla solitudine che attendeva il figlio. Quei figli non sono figli di una famiglia, ma figli nostri. Lo stato deve essere famiglia. E i soldi a disposizione vanno spesi tutti. Ci si lamenta della mancanza, ma a volte restano inutilizzati quelli che si hanno”.

Nicola Savino

Ma Rossi esce in qualche modo fuori tema e ribatte a Claudio Taglia sui migranti. “Quanto detto da Taglia – sostiene Rossi – mi fa vergognare della mia storia politica – osserva Rossi – se la destra è arrivata a questo punto, sono contento d’essere parte di un’altra destra”. Niente panico, invece, per Taglia: “Non ci dobbiamo scandalizzare – sostiene il candidato di Casapound – l’accoglienza rappresenta il più grande business, guardare a Roma e a mafia Capitale. Noi abbiamo il coraggio di dirlo”.

Ritornando al dopo di noi, Giovanni Arena ritiene la legge all’avanguardia. “Peccato che a volte manchino i fondi – sostiene Arena – il rischio che persone possano rimanere sole va scongiurato. È necessario mettere a disposizione qualsiasi mezzo perché chi ha necessità sia assistito. Anche l’amministrazione comunale può fare. Penso agli alloggi ex Eca, aperti durante l’amministrazione Marini”.

Servono idee chiare e un piano, per Chiara Frontini: “ Il comune è elemento propulsore e facilitatore – sostiene Frontini – quindi occorrono equipe multi specialistiche per affiancare le famiglie e dare supporto, con personale, all’amministrazione supporto e informazione. Nei nostri piani ci sono l’autonomia dell’abitare e lavorativa, come presupposti di una reale inclusione. Due sono i progetti in fase di realizzazione attualmente, il Campo delle rose e a Monterazzano. Quest’ultimo non si sa a che punto sia. Io mi impegno affinché arrivino a realizzazione”.

Viterbo - L'incontro sul dopo di noi

La legge sul dopo di noi è legge di civiltà, per Luisa Ciambella. “Dal canto nostro – precisa Ciambella – le associazioni vanno coinvolte, le famiglie vanno ascoltate. Di certo non dovrà più accadere che tre o quattro milioni di euro destinati al sociale restino fermi, non usati e ora giacciono lì. Mancano risorse, nel sociale ci sono mancano competenze per usarle in tempo utile. Mi sono preoccupata di chiedere se potessero ancora essere spesi, al momento pare di sì, il mio impegno è perché non vadano persi”.

Giuseppe Ferlicca

24 maggio, 2018

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