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Gubbio - A rappresentare il Sodalizio il presidente Massimo Mecarini, anche nella veste di vicepresidente della rete delle Grandi macchine a spalla

I facchini di Santa Rosa alla festa dei Ceri

di Silvio Cappelli

Gubbio - Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla festa dei Ceri

Gubbio – Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla festa dei Ceri

Gubbio - Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla festa dei Ceri

Gubbio – Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa alla festa dei Ceri

Gubbio – Il Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa presente ufficialmente alla festa dei Ceri che si è tenuta ieri a Gubbio, come avviene il 15 maggio d’ogni anno, in una città coloratissima, allegra e piena di gente fino all’inverosimile.

A rappresentarlo il presidente Massimo Mecarini, anche nella veste di vicepresidente della rete delle Grandi macchine a spalla (Gramas), invitato direttamente dal sindaco eugubino Filippo Mario Stirati.

Una bellissima festa popolare che consiste nel trasporto di corsa di tre Ceri sormontati dalle statue di Santi: sant’Ubaldo (patrono di Gubbio), san Giorgio e sant’Antonio Abate. Una delle più antiche manifestazioni folcloristiche italiane (dal 1160) che ricorda anche il dono della cera, da parte delle corporazioni e delle arti cittadine, alla comunità religiosa di Gubbio.

E’ talmente tanta l’importanza e la popolarità, anche a livello regionale, della manifestazione, che dal 1973 i tre ceri rappresentano anche il simbolo della regione Umbria e sono raffigurati stilizzati nel suo gonfalone e nella bandiera ufficiale.

Presente alla manifestazione di ieri anche Patrizia Nardi, responsabile tecnico scientifico del progetto Unesco “Rete delle grandi macchine a spalla italiane” che interessa le città di Nola (con i Gigli), Palmi (con la Varia), Sassari (con i Candelieri) e Viterbo (con la Macchina di Santa Rosa). Gubbio fa parte della rete, insieme a tutti i sindaci delle città interessate, ma non ha ancora avuto il riconoscimento Unesco per infelici scelte dell’amministrazione del 2011. Ci sono lavori in corso per questo.



“Nel grande progetto culturale di integrazione sociale, – ha affermato Patrizia Nardi – coinvolge cinque città italiane, aldilà del riconoscimento Unesco, che ha stabilito che la rete sia anche modello e fonte di ispirazione, l’elemento più importante continua ad essere, a dodici anni dalla sua nascita, la prospettiva di lavorare insieme guardando alle feste, alla rete, E al patrimonio culturale immateriale italiano tutto. In questo momento stiamo lavorando al piano di comunicazione e divulgazione con la città di Viterbo e il sodalizio facchini di Santa Rosa per costruire i ‘Cammini della rete’ iniziando con la partecipazione al cammino sulle vie dell’esilio di Santa Rosa nel prossimo mese di settembre, poi con la partecipazione alla marcia della pace da Perugia Assisi il prossimo 7 ottobre e con la partecipazione, il prossimo anno, al cammino di Santiago di Compostela”.

Presenti alla manifestazione di Gubbio anche Raimondo Rizzu di Sassari, presidente dell’associazione Rete delle macchine a Spalla, poi Giovanni Giugliano di Nola, tesoriere, e Fabio Madau di Sassari, segretario.

Leandro Ventura, direttore dell’istituto centrale italiano per la demo-etno-antropologia, presente anche lui in piazza Grande a Gubbio, sotto la pioggia battente, tra la gente carica di entusiasmo e passione, ha detto: “Tra i progetti collaterali c’è anche quello di valorizzare i cibi della festa, per cui di conseguenza anche quelli legati a Santa Rosa e alla città di Viterbo, all’interno del geoportale della cultura alimentare del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), che ha lo scopo di sperimentare un percorso di catalogazione innovativa e di analisi critica dei dati di cultura popolare con particolare riferimento alla tematica del cibo. Poi a breve abbiamo anche in programma la proiezione del film documentario di Francesco De Melis intitolato ‘Un patrimonio sulle spalle’ che verrà presentato il prossimo 3 giugno a Monselice come evento speciale del festival del cinema etnografico e antropologico”. E presto anche a Viterbo.

Silvio Cappelli

16 maggio, 2018

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