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Politica - Angelo Ciocchetti (Anima Orte) entra a gamba tesa sul sindaco Giuliani: “Sembra quasi che non abbia voglia di amministrare”

“Gli ortani rimpiangono Dino Primieri”

Angelo Ciocchetti

Angelo Ciocchetti, capogruppo di Anima Orte

 

Angelo Ciocchetti

Angelo Ciocchetti

 

Angelo Ciocchetti

Angelo Ciocchetti

Orte – “Da quello che sento in giro, gli ortani rimpiangono i tempi di Dino Primieri”. Angelo Ciocchetti, capogruppo di minoranza per la lista Anima Orte (Pd e altri movimenti civici), spara a zero sul sindaco Angelo Giuliani, bollando l’attuale amministrazione comunale come “scarica, senza entusiasmo né prospettive” e cercando una nuova convergenza con l’ex alleato di Idee Chiare.

Ciocchetti, partiamo dall’ultimo consiglio comunale, quando i due gruppi d’opposizione hanno impedito il commissariamento ad acta, segnalando alla maggioranza che mancava il numero legale dei consiglieri per l’approvazione del bilancio. Come mai tutto quest’altruismo?
“Perché avremmo solo perso tempo. Qualcuno nell’area vicina a Primieri crede che abbiamo bruciato una grande occasione per mandare a casa Giuliani, ma io sono convinto che la giunta non sarebbe mai caduta in quel modo. Sarebbero corsi ai ripari per salvarsi in extremis in qualche modo, come in effetti hanno fatto. Il dato politico e amministrativo è che la maggioranza non conosce le regole, ma non credo che il prefetto sarebbe intervenuto addirittura sciogliendo il comune”.

Un giudizio su questo bilancio?
“Grazie ad alcune azioni di recupero crediti, si sono create opportunità di spesa importanti. Purtroppo, non mi sembra che queste opportunità vengano gestite bene. Il sindaco sostiene che i soldi saranno investiti in progetti sociali, ma all’atto pratico succede semplicemente che si preferisce affidare a delle cooperative dei lavori che potrebbero essere svolti da ditte di professionisti. I progetti sociali veri sono altra cosa e a Orte non mancherebbero i contesti in cui realizzarli. Ci sono delle situazioni gravi che non vengono prese in considerazione, come la casa famiglia o il centro per disabili”.

Siamo a un momento decisivo per l’amministrazione Giuliani?
“Sì, aspettavo questo bilancio per dare una valutazione completa. Finora la maggioranza si era trincerata dietro al fatto che aveva ereditato spese dalle amministrazioni precedenti, ma ormai siamo quasi a metà mandato e ancora non si vede nulla di tutto quello che era stato promesso in campagna elettorale. Anzi, alcuni cavalli di battaglia, come ad esempio lo scuolabus gratuito, sono stati clamorosamente smentiti. Secondo me Giuliani e i suoi pensavano che amministrare fosse più facile”.

Quindi ritiene il sindaco uno sprovveduto?
“No, penso che non abbia proprio voglia di fare il sindaco. Secondo me lui e gli assessori erano convinti di avere a disposizione una pletora di risorse da coordinare per fare tutto quello che avevano in mente. Ma quando si sono accorti che non è come immaginavano e che bisogna rimboccarsi le maniche per fare le cose, si sono persi. In questi due anni di amministrazione Giuliani ho notato solo assenze e negligenze. Il sindaco s’incontra solo alle cerimonie, in cui spesso mette il cappello su iniziative che in realtà vengono svolte da altri. In più, non vedo la minima programmazione a medio e lungo termine”.

Per restare all’attualità, che opinione si è fatto sulla gestione dell’emergenza bomba d’acqua?
“Anche qui, siamo al discorso della mancanza di programmazione. È giusto che il sindaco abbia provato a chiedere il riconoscimento della calamità naturale, è una battaglia con poche speranze ma che va nell’interesse degli ortani. Colgo anche l’occasione per rinnovare i ringraziamenti alle forze dell’ordine e le associazioni di volontariato che hanno operato sul posto. Tuttavia, c’è un discorso politico sul rischio idrogeologico a Orte Scalo che non può più essere posticipato. C’è bisogno di una pianificazione strutturata e di una manutenzione regolare di tutte le strutture. La responsabilità non è solo della giunta Giuliani, sia chiaro, ma anche loro non hanno fatto nulla per prevenire il verificarsi dell’emergenza”.

Lei è stato per dieci anni assessore con Primieri, poi si è candidato sindaco contro di lui e contro Giuliani. Chi giudica migliore tra i due?
“Nel primo mandato di Primieri tutta la maggioranza aveva l’entusiasmo e il senso di squadra tipici di chi si trova ad amministrare la cosa pubblica per la prima volta. E infatti facemmo cose eccellenti. Nel secondo mandato subentrarono stanchezza e dissapori, ma in ogni caso fu un’amministrazione migliore di quella che abbiamo oggi. La giunta Giuliani è in carica da appena due anni, ma appare logora e asfittica fin dal giorno del suo insediamento”.

Secondo lei gli ortani condividono il suo pensiero?
“Gli ortani, da quello che sento in giro, rimpiangono Primieri. Lui badava all’essenziale, a mio giudizio fin troppo, ed è per questa diversità di vedute che alla fine ci siamo ritrovati avversari. Con Giuliani è l’esatto contrario, fino al paradosso: con lui l’essenziale è diventato il divertissement. Vengono prima le feste e poi i bisogni primari”.

Nonostante queste sue dichiarazioni, Primieri ha attaccato il gruppo di Anima Orte, dichiarando che troppo spesso lo lasciate solo a fare opposizione.
“In effetti riconosco che in termini organizzativi Anima Orte fa più fatica di Idee Chiare, anche perché il Pd sta vivendo una crisi a tutti i livelli che rallenta la nostra azione. Ma questo non deve assolutamente essere frainteso con un’approvazione da parte di Anima Orte dell’operato della giunta Giuliani. Io e la consigliera Claudiani ci siamo incontrati qualche volta con i due colleghi di Idee Chiare e quasi sempre abbiamo avuto convergenza di vedute. Non riusciamo ancora a essere propositivi, ma credo che ci siano i margini per migliorare. Bisogna anche dire che, senza consigli comunali, senza commissioni e senza ricevere documentazioni, la maggioranza pregiudica non poco le nostre possibilità di fare opposizione democraticamente”.

Primieri aveva lanciato strali anche contro i gruppi extra-consiliari, in particolare il Movimento 5 stelle.
“Il silenzio del meetup di Orte sull’operato dell’amministrazione comunale è assordante, ed è anche la dimostrazione palese che i grillini hanno votato per Giuliani. Diciamo che Orte ha anticipato di due anni il trend politico nazionale, con l’unione di destra e 5 stelle”.

Da molto tempo Anima Orte non rilascia più dichiarazioni ufficiali, limitandosi a condividere i comunicati a firma Pd. Significa che la lista è confluita tutta all’interno del partito?
“No, Anima Orte rimane un progetto staccato dal Pd. Io posso fare da garante perché non ho mai avuto la tessera del partito. Quando si è all’opposizione, può capitare che nei movimenti civici si perda entusiasmo e in effetti in questo periodo il gruppo di Officina ortana fa fatica a riunirsi. Il Pd, invece, conta su una struttura che gli permette di andare avanti con più costanza anche nei momenti di difficoltà. Ma il Pd è una parte di Anima Orte e quello che dichiara sulla politica comunale è tutto condiviso anche da me”.

Che scenario si andrà a configurare da qui alle prossime elezioni comunali secondo lei?
“Premesso che non immagino in nessun modo una fine anticipata del mandato di Giuliani, secondo me alla lunga il cartello elettorale della maggioranza andrà a deflagrare, perché il sindaco non mi sembra in grado di fare da cerniera fra tutte le componenti. A sostituire i fuoriusciti potrebbe arrivare il M5s, visto che ormai ha sdoganato le alleanze e ha più impedimenti formali agli apparentamenti. Le due forze di opposizione, invece, hanno ancora i margini per intraprendere un percorso comune. E poi c’è tutta una serie di soggetti di cui bisognerà valutare il collocamento a ridosso delle elezioni”.

Alessandro Castellani

24 maggio, 2018

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