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Droga nel casolare - In manette sette mesi dopo il presunto complice, sarebbero stati inchiodati dalle intercettazioni - La difesa chiede la scarcerazione

Imprenditori arrestati per spaccio, interrogatori fiume a Mammagialla

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Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Franco Pacifici, procuratore capo facente funzioni

Il pm Franco Pacifici

Viterbo – (sil.co.) – Coppia di imprenditori arrestati per spaccio, interrogatori fiume a Mammagialla. In manette sette mesi dopo il presunto complice, sarebbero stati inchiodati dalle intercettazioni. Chiede la scarcerazione la difesa. 

Sette chili di droga in un casolare alle porte di Viterbo. Si è tenuto questo lunedì mattina l’interrogatorio fiume dei due imprenditori viterbesi fermati e rilasciati dopo una notte in questura il 14 ottobre e arrestati venerdì a distanza di sette mesi per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nella stessa operazione fu arrestato un terso uomo, loro presunto complice. Sempre nella mattinata di lunedì, gli uomini della polizia di stato hanno posto hanno posto i sigilli a un centro scommesse gestito da uno degli indagati. A inchiodarli sarebbero state decine di intercettazioni. 

Scenario del blitz un casolare disabitato sulla Cassia Sud, lungo strada Carcarelle, non lontano dalla frazione di Tobia, dove, oltre a “fumo” ed “erba”, fu sequestrato anche mezzo chilo di cocaina più quattro chili di sostanza da taglio. Più che un supermarket, un vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti, nel cuore delle campagne viterbesi, destinate ad essere spacciate ai giovani assuntori del capoluogo. 

Entrambi gli arrestati hanno risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari Savina Poli, che li ha sentiti nella sala riservata agli interrogatori di garanzia del carcere di Mammagialla, dove i due imprenditori sono stati trasferiti dopo il blitz scattato all’alba del 4 maggio, nel corso del quale gli uomini della squadra mobile hanno perquisito le abitazioni e altri locali riconducibili alla coppia, anche commerciali, tra i quali per l’appunto il centro scommesse per il quale è stata disposta la revoca della licenza.

Per il pm Franco Pacifici sarebbero complici del giovane che è stato arrestato a ottobre, in seguito al fermo di tutti e tre, quando la coppia di imprenditori fu denunciata a piede libero e rimessa in libertà, in attesa degli ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

A carico degli imprenditori è stata emessa dal gip Poli una corposa ordinanza di una cinquantina di pagine, piena di intercettazioni che, secondo il tribunale e la procura, inchioderebbero gli arrestati alle loro responsabilità.

Proprio sul contenuto delle intercettazioni si sarebbe concentrata la  gip Savina Poli, alle cui domande gli imprenditori avrebbero risposto chiarendo punto per punto le rispettive posizioni. Tanto che la difesa, al termine degli interrogatori di garanzia, ha chiesto per entrambi la revoca della misura di custodia cautelare in carcere oppure la sostituzione in via gradata con misure alternative, dall’obbligo di dimora ovvero di firma, e solo come ultima istanza i domiciliari. La giudice si è riservata. 

Dietro i tre arresti messi a segno tra ottobre e venerdì scorso, ci sarebbe un traffico ingentissimo di sostanze stupefacenti, secondo l’accusa. Solo la cocaina, per un totale di 520 grammi, avrebbe un valore di mercato superiore ai 30mila euro. Il resto consisterebbe in circa tre chili e 200 grammi di hashish e circa tre chili di marijuana, per un potenziale profitto, per gli spacciatori, attorno ai 35mila euro. 

Il presunto complice, dopo l’arresto, ha trascorso una ventina di giorni a Mammagialla, ottenendo i domiciliari il 4 novembre dal riesame, cui ha presentato istanza la difesa. Anche per i due imprenditori, non si esclude il ricorso al tribunale della libertà. 


Articoli: Imprenditori arrestati per spaccio, sette mesi fa erano stati fermati e rilasciati – Sette chili di droga nel casolare, arrestati anche due commercianti – Difesa al contrattacco: “Sono sette chili di stupefacenti avariati” – Sette chili di droga in un casolare alle porte di Viterbo


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8 maggio, 2018

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