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Sette chili di droga in un casolare - In manette finì il presunto complice - Contro la coppia un'ordinanza di cinquanta pagine - Sequestrato anche mezzo chilo di cocaina

Imprenditori arrestati per spaccio, sette mesi fa erano stati fermati e rilasciati

Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – Imprenditori arrestati per spaccio, sette mesi fa erano stati fermati e rilasciati.

Prima notte in carcere per la coppia di imprenditori viterbesi arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti a sorpresa ieri dalla squadra mobile del dirigente Donato Marano.

A distanza di sette mesi dal sequestro in un casolare alle porte del capoluogo di sette chili di droga per un valore sul mercato superiore ai 60mila euro.

La polizia è piombata nelle abitazioni dei due indagati all’alba, quando sono scattate le perquisizioni disposte dagli inquirenti a carico di entrambi. Perquisizioni nel corso delle quali non sarebbe stata rinvenuta sostanza stupefacente. 

I due uomini dovranno aspettare che sia passato il weekend per essere sottoposti all’interrogatorio di garanzia, che potrebbe essere fissato per la giornata i lunedì. 

Potranno avvalersi della facoltà di non rispondere oppure decidere se rispondere alle domande del giudice, una volta che i difensori avranno letto le carte per avere più chiari i motivi che hanno spinto la procura a chiedere e il tribunale a disporre la misura di custodia cautelare in carcere dopo tanti mesi dall’operazione. 

Il blitz della polizia risale al 14 ottobre dell’anno scorso e nell’occasione venne arrestato un trentenne viterbese, mentre furono denunciati a piede libero i due uomini arrestati di ieri. 

A Mammagialla sarebbero finiti due imprenditori di Viterbo attivi nel settore della ristorazione. Nei loro confronti sarebbe stata emessa un’ordinanza “blindata”, di una cinquantina di pagine, molto articolata, messa a punto dal giudice per le indagini preliminari Savina Poli. L’inchiesta della procura, invece, è coordinata dal pm Franco Pacifici. 

Non solo “fumo” ed “erba”. Lo scorso ottobre è stato scovato anche mezzo chilo di cocaina. Gli imprenditori sono i presunti complici del trentenne viterbese, fermato dalla narcotici della questura in un casale disabitato. Un casale situato in zona Cassia Sud, lungo strada Carcarelle, non lontano dalla frazione di Tobia. Più che un supermarket, un vero e proprio deposito di sostanze stupefacenti, nel cuore delle campagne viterbesi, che non è però sfuggito agli specialisti della sezione antidroga della squadra mobile.    

Il trentenne arrestato lo scorso 14 ottobre, dopo la conferma della misura di custodia cautelare in carcere da parte del gip Savina Poli, è rimasto a Mammagialla fino al 4 novembre quando, su istanza dei difensori, gli sono stati concessi i domiciliari dal tribunale del Riesame di Roma. 

Tra i sette chili di droga ci sarebbe stato anche mezzo chilo di cocaina, per la precisione 520 grammi per un valore sul mercato superiore ai 30mila euro. Il resto consisterebbe in circa tre chili e 200 grammi di hashish e circa tre chili di marijuana, per un potenziale profitto, per gli spacciatori, attorno ai 35mila euro. 

Droga che, secondo gli investigatori, sarebbe arrivata a Viterbo da Roma per essere spacciata tra i giovani del capoluogo.

Il grosso sarebbe stato trovato occultato in un borsone, nascosto vicino a una recinzione. Il blitz, frutto di un lungo lavoro di appostamento e pedinamento, è scattato alla vigilia del weekend. I poliziotti si sarebbero nascosti nei pressi del casolare, cogliendo di sorpresa, al suo arrivo, il trentenne, il cui continuo andarivieni tra il capoluogo e quella cascina semi abbandonata, di proprietà di terze persone assolutamente ignare, aveva insospettito gli investigatori. 

Contemporaneamente, a Viterbo, venivano fermati i due presunti complici finiti in carcere soltanto ieri, con cui l’arrestato si sarebbe visto più volte nel corso della stessa giornata. Tutti e tre avrebbero in comune l’attività lavorativa. 

Rinvenuta l’ingentissima quantità di stupefacente – nonché tutto il materiale occorrente per il confezionamento e la pesatura, un frullatore utilizzato per lo sfarinamento della cocaina e ben 4 chili di sostanza da taglio della stessa – il terzetto è stato condotto in questura. 

Sotto torchio per ore, i due giovani fermati a Viterbo furono denunciati a piede libero, mentre è stato disposto l’arresto in carcere per il trentenne, poi confermato dal gip Poli, che ha quindi trascorso una ventina di giorni a Mammagialla prima di ottenere i domiciliari. Alleggerimento che avrebbe ottenuto, su richiesta dei difensori, in quanto incensurato, a parte dei piccoli precedenti di polizia. 

Silvana Cortignani


Articoli: Sette chili di droga nel casolare, arrestati anche due commercianti – Difesa al contrattacco: “Sono sette chili di stupefacenti avariati” – Sette chili di droga in un casolare alle porte di Viterbo

5 maggio, 2018

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