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Elezioni comunali - Viterbo - Serra si presenta e punta il dito contro la maggioranza Dem, ritenuta responsabile della spaccatura

“Io espulso dal Pd? Ci sono rischi peggiori nella vita”

Francesco Serra, Andrea Cutigni e Mario Quintarelli

Francesco Serra, Andrea Cutigni e Mario Quintarelli

Francesco Serra

Francesco Serra

Presentazione delle liste a sostegno di Serra

Presentazione delle liste a sostegno di Serra

Andrea Cutigni e Mario Quintarelli

Andrea Cutigni e Mario Quintarelli

Viterbo – (g.f.) – “Le abbiamo provate tutte, ma non c’è stato niente da fare”.

Le ragioni di una rottura insanabile col Pd, Francesco Serra le spiega in conferenza stampa. Il candidato sindaco, circondato da alcuni dei componenti nelle sue due liste (Viterbo dei cittadini e Impegno comune), è certo.

La minoranza Dem la rottura non l’ha cercata. C’è stata costretta.

“Sui tempi, sui modi di dare vita a un’alleanza per governare la città – sottolinea Serra – non c’è stato dibattito, la maggioranza ha guardato solo al piccolo cabotaggio, con il tentativo d’avere posizioni e occupare posti in consiglio comunale. Senza reali possibilità di vittoria, in un dibattito che ha escluso la città. Una situazione che non poteva essere accettata”.

Ma non è una lista contro Luisa Ciambella, candidata del Pd. “È una lista a favore di Serra”, il suggerimento che arriva dal pubblico, guadagnandosi un applauso.

Adesso qualcuno, partendo da Serra, rischia l’espulsione dal partito, essendosi candidato contro. “Il rischio espulsione c’è – osserva Serra – ma ci sono rischi peggiori nella vita. Vedremo”.

E non teme nemmeno, in caso di sconfitta del Partito democratico, che il suo gruppo possa essere additato come principale responsabile. “Potremmo anche dire il contrario – insiste Serra – gli errori, semmai non li ha fatto solo una parte.

E poi, puntare il dito sarebbe un voler insistere nell’errore. La nostra scelta l’abbiamo presa per mantenere viva la speranza in un gruppo che aveva idee diverse su come approcciare le elezioni comunali”.

Per il ballottaggio, difficile che le due anime Pd possano ricomporsi. Se dovessero andare centrodestra e Pd, chi sosterrebbero? “C’è anche la terza possibilità…”. Ovvero, andare al mare. Non a caso sarà il 24 giugno.

Sull’appoggio alle due civiche da parte di elementi importanti nel Pd, non si sbilancia. Ugo Sposetti ed Enrico Panunzi, per non fare nomi. “Me lo auguro, che ci sostengano”.

Le due liste civiche sono pronte. “Questa via è stata la scelta ultima – prosegue Serra – ecco perché siamo arrivati così tardi nel presentarci. Fino a quando è stato possibile, le abbiamo provate tutte. Nel partito non è stato possibile discutere su una candidatura unitaria.

Nel 2013 abbiamo chiamato 4500 persone a scegliere il candidato sindaco con le primarie, stavolta è uscito fuori da quattro click.

Un centrosinistra unito ha consentito in regione di vincere, noi, passata santa Rosa, avremmo dovuto aprire un dibattito che non c’è stato. Noi non potevamo lasciare uno spazio vuoto in città”.

La maggioranza Dem poteva fare altro, piuttosto che andare avanti a spada tratta con Luisa Ciambella. “Abbiamo avanzato proposte – continua Serra – si poteva ritirare la candidatura e trovarne una più condivisa. Invece si è arrivati a questo”.

Nei cinque anni d’amministrazione Michelini, Serra è stato in maggioranza, ma da una posizione critica. Che ribadisce in conferenza stampa da Schenardi, ricordando quello che ha funzionato e dove il centrosinistra ha fallito. Bene, termalismo, riapertura dell’Unione, la nuova ztl, male in igiene urbana, manutenzione stradale.

15 maggio, 2018

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